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Per un museo di arte contemporanea

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Lettera Aperta

Al Sindaco di Firenze
Leonardo Domenici

All’Assessore alla Cultura di Firenze
Giovanni Gozzini

Alla cittadinanza

Alle Associazioni

Agli Enti di promozione culturale



“Firenze è la città dell’arte” è’ una frase che il nostro primo cittadino, Leonardo Domenici, ama ripetere spesso.
Qualcuno dovrebbe spiegargli che, più correttamente, Firenze è stata città dell’arte. Adesso la capitale del Rinascimento, punto di riferimento nel mondo fino al settecento, ha rinunciato completamente al ruolo di protagonista nella formulazione e nella diffusione dell’arte e della cultura. Roma, Milano, ma anche Napoli, Genova, Rovereto, persino Prato, sono centri vivi e vitali in cui la cultura è in divenire, in cui c’è fermento, creazione.
Da noi, non c’è uno straccio di progettualità per dare sostegno all’editoria, alla musica, al cinema, ma soprattutto all’arte e all’architettura. Firenze non ha il coraggio di osare, affida il proprio rinnovamento urbanistico a progetti mediocri, spesso vecchi di decine di anni, quasi sempre copiati, anche piuttosto goffamente, dal passato. Non c’è capacità, non c’è intelligenza sufficiente per capire la bellezza della commistione tra passato e presente, tra rinascimento e post-moderno; per capire l’importanza della necessaria storicizzazione di un passato che non sia soltanto remoto.
Ma più di ogni altra cosa manca un Museo di Arte Contemporanea che sia capace di raccogliere il meglio che il panorama italiano e internazionale sa offrire, che contribuisca al superamento della nostra marginalizzazione, che sappia anche, attraverso esposizioni temporanee, interpretare e proporre le linee guida del presente e del futuro. E non c'è un archivio storico delle Gallerie, Associazioni e laboratori privati che lavorano per l'arte e la cultura contemporanee.
Eppure i presupposti per avviare un lavoro proficuo ci sono. E le responsabilità di questa e delle precedenti amministrazioni sono molto gravi.
Dopo l’alluvione del 1966 moltissimi artisti italiani e stranieri, donarono a Firenze una straordinaria quantità di opere, per aiutare la rinascita di una città in ginocchio. Parte di queste opere furono catalogate da Francesco Ragghianti in una pubblicazione del 1967: “Gli artisti per Firenze. Museo internazionale d’arte contemporanea” Marchi e Bertolli Editori; 282 pitture e sculture di artisti importantissimi, comprendenti capolavori di, tra gli altri, Attilio Alfieri, Renzo Bussotti, Raffaele Castello, Otto Dix, Lucio Fontana, Salvatore Fiume, Emilio Greco, Mario Nigro, Armando Pizzinato, Aligi Sassu, Domenico Spinosa, Giulio Turcato, Dante Zamboni. (Scriveva Piero Bargellini nel catalogo: "Ora si vuole che anche l'arte contemporanea, d'ogni paese e d'ogni tendenza, abbia a Firenze una larga e valida documentazione. Questa prima rassegna è dunque il seme d'una nuova galleria fiorentina dedicata all'arte contemporanea di tutto il mondo").
E ancora: che fine hanno fatto le opere delle donazioni di Ottone Rosai e di Alberto Della Ragione, di cui non si sa più niente da decine di anni?
Dove sono finite queste opere donate alla nostra città? Noi non vogliamo insinuare nulla, ma ci domandiamo perché non siano mai state usate per gettare le fondamenta di una indispensabile rigenerazione culturale?
Possibile che questa città sappia parlare solo di Leonardo, Michelangelo e al massimo di impressionisti? Possibile che non ci si accorga del tempo che passa, delle idee che si sprigionano, del mondo che, malgrado noi, va avanti?
A meno che non si voglia continuare a mantenere Firenze in questo stato di torpore, che la costringe ad essere una bellissima ma monotona vetrina, priva di stimoli e di trasformazioni, è giunto una volta per tutte il momento di dare fiato al rinnovamento.
L’amministrazione comunale fiorentina ha il dovere di rispondere sul destino di queste opere, che appartengono a tutti noi, e sul destino di una città, che non può, né deve, appartenere soltanto a turisti in cerca di, pur straordinarie, memorie archeologiche.

Associazioni promotrici
D.E.A. – Didattica – Espressione – Ambiente
Unocultura


I promotori sono disponibili ad accogliere suggerimenti e correzioni

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 15 Maggio 2008 14:14 )  

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