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Il volontariato e la solidariet

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Siamo nel 2009 e pochi si sono chiesti come  lavorano in Italia le Associazioni di volontariato, considerate un bene essenziale di questa società che è statica e produce solo situazioni di conflittualità ambientale e sociale. Una situazione che ci ha portato ad una crisi economica e di valori a cui nessuno si può sottrarre ma che molti voglio non vedere mettendo la testa sotto la sabbia come uno struzzo.  Ebbene, la nostra siocietà è ad un bivio, o ci trasformiamo oppure addiamo verso lo sfacelo. Come affrontare il cambiamento oppure come intervenire e determinare un cambiamento costruttivo? La nostra esperienza di impegno sociale ci porta a fare una analisi - dopo venti anni di lavoro come attivisti - siamo ancora economicamente sotto la soglia di sopravvivenza. Vivviamo di contributi e chiaramente ora stiamo sentendo la differenza con gli anni passati dove la cultura veniva sovvenzionata per la qualità dell'operazione culturale che si metteva in campo.
Lo stato non finanzia le associazioni - ci ha illuso con il 5permille - ma attraverso un gioco burocratico dà sovvenzioni solo a chi ritiene imporatnte per i propri giochi politici. Le persone normalmente si associano per interessi comuni, uso strumentale del momento oppure emozionalmente per fare solidarietà transitoria. Così presso la nostra associazione in tutti questi anni abbiamo visto alternarsi persone di vario tipo e situazioni di vario genere. L'Associazione D.E.A nasce nel 1987 per volontà di artisti ed intellettuali che voglio esprimere una trasformazione in atto quale il rifiuto della politica e la denuncia delle nuove problematiche emergenti che vengo analizzate attraverso un mix di situazioni. La cultura si unisce al sociale e per la prima volta la politica viene accantonata e messa da parte per far spazio a "liberi pensieri" e "libere accuse" senza ghettizzazione o con delege approssiamtive. Nel 1987 la sfiducia verso la politica si trasforma in attivismo solidale e geniuino come "libera scelta", permettendo al soggetto/fruitore di essere parte attiva della nostra società,  tirando fuori pensieri e azioni verso la trasformazione di una società fino ad allora ferma in preconcetti e ignoranza. Cosa è cambiato è sotto i nostri occhi ma come dobbiamo continuare invece non è visibile. Non ci basta più operare solo in emergenze oppure in campi di lotta comune, ci vuole nuovi studi e ricerche per incanalarci in una prospettiva di crescita sociale. Durante i nostri viaggi in Africa abbiamo portato solo aiuti con materiale didattico per i bambini ma non abbiamo fatto di questo un vessillo anzi abbiamo ringraziato i soci che hanno contribuito alla realizzazione di qualche sogno ricambiato con il sorriso di coloro che ci hanno regalato la loro immagine per il nostro archivio fotografico. Nel nostro contenitore "Galleria" abbiamo fatto mostre, cineforum, dibattiti e  siamo andati avanti senza strumentalizzazioni per più di venti anni ora invece la crisi ci pone di fronte ad una scelta: chiudere oppure venderci all'Istituzione. Ma purtroppo la domanda e l'offerta non combaciano.
Quanti giovani potrebbero lavorare nel volontariato se ci fossero finanziamenti per stimolare l'impegno civile. Noi siamo "servizo pubblico" a tutti gli effetti e svolgiamo una funzione pubblica gratuita. La solidarietà non deve essere una frase ma deve essere un progetto che porrtato avanti crea crescita, educazione civle  e benessere. La frase "tiriamo innanzi" non basta più chiediamo a quanti ci leggono di suggerci alcune soluzioni o prospettive di soluzione. Scriveteci a redazione@deapress.com. Il vostro silenzio verrà interpretato come "Grazie non ci interessa...".  

Il gruppo redazionale 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 07 Aprile 2009 15:35 )  

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