Intervista all’Associazione Ciao
Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con due esponenti dell’ Associazione Ciao ( Centro Informazione Ascolto Orientamento), che si occupa di fornire alcuni servizi a detenuti e persone problematiche, tossicodipendenti o altro. La sua attività è iniziata nel 92 attraverso un progetto sperimentale. Dal 94 è diventata una vera e propria associazione, che si è riproposta di porsi come filo conduttore tra le mura del carcere e il territorio. Rappresentano un sostegno per le persone che si ritrovano a vivere la realtà penitenziaria lontano dalla sua ragion d’essere, lontano dalla funzione di rieducazione e di reinserimento nella società.
L’associazione interviene nel momento in cui parte la segnalazione da parte del detenuto. A questo punto entrano in gioco i servizi che i volontari dell’associazione offrono, integrati dalla supervisione di competenti figure professionali: attraverso dei colloqui e degli incontri gli operatori entrano nel mondo del singolo detenuto, lavorano sui suoi interessi e cercano di mettergli in mano delle competenze precise per poter affrontare una volta fuori, il mondo del lavoro. I programmi in cui sono coinvolti prevedono una variegata animazione culturale a cui partecipano anche importanti esponenti del mondo intellettuale.
Inoltre, l’ente, dicono i due rappresentanti, si è dedicato a una struttura d’accoglienza, destinata a determinate categorie di carcerati, che si impegnano a gestire la struttura, seppur con la supervisione del personale dell’associazione.
Le persone seguite sono detenuti sottoposti a diversi tipi di pena e attualmente se ne contano circa duecento.
Paola Cama e Roberta De Luca/ DEApress
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