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Vaccini e libertà

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Libertà e sicurezza: un binomio indirettamente proporzionale. Dove si cerca la prevenzione, dove si affronta il rischio, ne risente la libertà di decidere e viceversa. Questo è il fondamento della discussione nata intorno ai vaccini. Un argomento delicato; non solo per interesse economico, ma poiché si tratta di bambini, di vite, al centro di una accesissima questione. Noi del DEApress abbiamo voluto affrontare questa tematica riportando dati e informazioni , mantenendo comunque l'oggettività che permette di analizzare il tutto tramite l'incontro di due punti di vista opposti. Un metodo che porta a riflettere su questo caso, poiché vale davvero interessarsene.

Nella rie del 19 maggio il consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto-legge che introduce l'obbligo delle vaccinazioni per l’accesso alla scuola. Tutto ciò ha portato a diverse discussioni in merito al numero di vaccini resi obbligatori e alle sanzioni per chi si sottrae a quanto prescritto dalla legge. Chi non vaccina i figli rischierà la potestà genitoriale e multe fino a 7.500 euro. Queste ultime saranno in vigore con riferimento alla scuola dell’obbligo, dal momento che per l’asilo e la scuola materna l’iscrizione sarà vietata in caso di mancata vaccinazione.

A partire dal prossimo anno scolastico oltre alle quattro vaccinazioni già obbligatorie per legge (difterite, tetano, poliomelite ed epatite B) si aggiungono quelle per morbillo, parotite e rosolia (la trivalente Mpr); pertosse ed Heamophilus B (che oggi vengono somministrate insieme alle quattro obbligatorie in unaesavalente). Anche i vaccini per varicella e meningococco B e C diventeranno obbligatori.Per quanto riguarda l'esenzione dalla vaccinazione chi certifica gravi rischi per la salute per via di “specifiche condizioni cliniche documentate” potrà sottrarsi all'obbligo: i bambini non vaccinabili verranno regolarmente ammessi a scuola e inseriti “in classi in cui non sono presenti altri minori non vaccinati o non immunizzati”. 

A breve il ministero della salute avvierà una campagna di sensibilizzazione per la tutela della salute con iniziative del personale docente. 

Ed è proprio questo uno dei punti salienti: i movimenti di propaganda da parte dei pro e dei contro stipulano e cristallizzano prospettive che potrebbero, invece, trovar compromessi.

Il professor Burioni di Microbiologia presso l' Università Vita-Salute San Raffaele di Milano promuove la campagna "Il vaccino non è un opinione" e si esprime su Facebook dicendo: «Alcuni genitori pretendono il diritto, in nome della libertà di scelta, di non vaccinare i figli, che rischiano di morire di morbillo, difterite, pertosse e altre malattie facilmente prevenibili. Alcuni genitori pretendono il diritto, in nome della libertà di cura, di non somministrare ai loro figli farmaci che gli salverebbero la vita, e loro muoiono di malattie facilmente curabili. Ora, in mezzo a tutti questi diritti, chi difende il diritto di questi poveri bambini del tutto indifesi a non morire come cani nel fiore degli anni a causa della follia dei genitori? Prima che muoiano, intendo: non dopo ».

Il dottore di microbiologia ormai diventato personaggio pubblico sulla questione "vax" denuncia l'approccio delle famiglie italiane con parole forti esultando per l'esclusione di Dario Miedico dall'albo. La decisione, con ogni probabilità, è stata presa all’unanimità dai 15 membri che costituiscono la commissione disciplinare. «La cosa mi pesa molto, e farò il possibile per fare ricorso e far ritirare il procedimento. Ma dovrò aspettare le motivazioni, perché non ho ancora ricevuto alcuna indicazione in merito». È stato il primo commento di Miedico, che ha anche ribadito di non essere contrario ai vaccini, «nonostante mi accusino del contrario. Sono, invece,contro — ha spiegato —, qualunque obbligo, perché uno dei pericoli maggiori è quello di sottovalutare i rischi delle vaccinazioni».

Da qui prende piede l'opinione sostenuta tenacemente dal Codacons, l'ente di coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori, secondo il quale il decreto è palesemente incostituzionale e, pertanto, verrà impugnato dall’Associazione al fine di ottenerne l’annullamento presso la Consulta. Non è in questione l’obiettivo (una più ampia copertura vaccinale) ma il metodo scelto dal Governo, che ha preferito seguire la strada dei trattamenti sanitari coattivi invece di esplorare la possibilità di soluzioni condivise e concordate.

Una strada possibile, come dimostra il caso francese: la ministra Marisol Touraine ha avviato un piano di consultazione con i cittadini con l’obiettivo di riformare in modo condiviso la materia. Tutt’altra storia da noi: il decreto rappresenta l’ennesima occasione persa per creare politiche vaccinali capaci di coinvolgere attivamente le famiglie e accompagnarle in un percorso consapevole nella tutela della salute dei bambini e della popolazione.

Il Dottor Burioni riportando le statistiche del ministero della salute attesta che la diffusione del morbillo in Italia è diventata critica. I casi segnalati sono quasi 2400 dall'inizio dell'anno e siamo in presenza di un'epidemia, che in un paese adeguatamente vaccinato non si verificherebbe. Quello che preoccupa, guardando la distribuzione regionale è che i casi sono al momento concentrati in regioni dove la copertura è relativamente alta e tutto fa prevedere che l'epidemia si sposterà verso zone dove la copertura è più bassa con conseguenze catastrofiche. Questa serie di dati porterebbe quindi a sostenere l'atto governativo più appropriato che porterebbe a stabilire in maniera inequivocabile e senza tentennamenti che all'inizio del prossimo anno scolastico saranno accettati nelle aule solo bambini vaccinati contro il morbillo.

Risposte a tono arrivano dal resoconto della conferenza del Codacons che rende pubblici i dati dell’ agenzia del farmaco relativi alle reazioni avverse registrate nel triennio 2014-2016. Il rapporto, tenuto segreto dal ministero, contiene 21.000 segnalazioni, soprattutto patologie del sistema nervoso e infezioni.

Questa associazione in base alla constatazione di questi dati chiede di prevedere ogni indagine pre-vaccinale al fine di tutelare in ogni modo possibile i piccoli che vengono sottoposti alle vaccinazioni obbligatorie per legge; elaborare progetti di informazione sull’uso dei vaccini e sui possibili rischi e complicanze degli stessi nonché sui metodi di prevenzione e di mettere in atto realmente tali iniziative.

Queste informazioni non possono far altro che sorprendere e incidere sull'opinione pubblica condizionando le famiglie sulle scelte da fare.

Sorgono a vista d'occhio gruppi sui social per discutere e manifestare sull'argomento, esprimere i propri pensieri e narrare le proprie storie.

Una mamma di Alessandria riporta la propria esperienza raccontando di suo figlio. Il bambino, nonostante la tenera età di due mesi, fu chiamato per essere vaccinato. La madre un po titubante decise di rimandare più volte fino ad arrivare all'inizio del sesto mese. Dopo il secondo dell'esavalente inaspettatamente iniziò a piangere senza smettere, riportando febbre alta e comportamenti anomali. Il neonato non riusciva a dormire la notte e divenne sempre meno attivo. Ebbe per anni ipotonia con eccessiva produzione di saliva. In seguito fu diagnosticato autistico e con grave ritardo mentale ed inoltre saltarono fuori grazie agli esami allergologici  un allergia a formaldeide e mix di coloranti compresi all'interno dei vaccini.  Ora, a distanza di anni, con grande entusiasmo può dire di star bene e di non aver riportato danni permanenti, anche se ciò che incuriosisce è il fatto che precedentemente al percorso vaccinale il bimbo non presentava i sintomi che poi sono stati diagnosticati erroneamente con autismo.

Insomma, un tema non indifferente che vede al centro della discussione colore che dipendono dalle nostre scelte. E perciò è un argomento che merita riflessione e dibattito per capire cosa sia giusto fare. Il Commissario Ue per la salute, Vytenis Andriukaitis, al "Workshop sulla vaccinazione" è intervenuto dicendo:

“Gli effetti collaterali possono essere molteplici e qualche volta anche un basso dosaggio può essere troppo alto per un certo numero di persone. Per questo sono necessarie la vigilanza, la consapevolezza e la registrazione di tali effetti collaterali. È questa la logica che deve essere fatta conoscere al pubblico, in modo da evitare che nascano miti e leggende che portano alla diffusione dell’esitazione davanti ai vaccini”.

Un affermazione degna di nota, per prendere seriamente in considerazione tra libertà e sicurezza la vita dei nostri figli.

Guarda anche: http://www.deapress.com/inchieste/21238-omeopatia-a-confronto.html

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 01 Giugno 2017 22:43 )  

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