Tra la voglia di un dissenso e la forza di una piccola proposta


Abbiamo saputo che Bersani veniva a Firenze e c’è venuto voglia di raccontargli la resistenza e la proposta
La giornata è iniziata con la telefonata della digos che mi chiedeva di andare in questura, li mi è stato chiesto di spostare il presidio al di la delle transenne che il PD aveva posto per il semplice e banale ordine pubblico, e fino a qui nulla di particolare. Ho pensato si può fare lo stesso, si può fare
Arrivati al presidio io walter ed ester, s’è pensato di mettere gli striscioni sulle transenne, ma subito non c’è parso il caso, quindi li abbiamo messi subito dopo, lungo le reti di recinzione di due case adiacenti ……..e chi ti pareva arrivasse svelta?
Voilà la digos, che ha letto gli striscioni e non ha, stranamente, trovato nulla da obbiettare. E già a noi c’è sembrato strano, ma ecco che subitamente è arrivata una giovane-vecchia tirapiedi del partito democratico che con fare svelto e distaccato ci ha velocemente intimato di levare gli striscioni,. “ perché non è d’accordo”, perché l’educazione, perché non le sembra il caso….. Cos’è voi siete il dissenso?
Da li è iniziata una discussione, perché chiaramente non volevano gli striscioni che ricordavano lo scempio delle terre in nome di una TAV già obsoleta, certo poco rispettosa dell’ambiente.
E così ci siamo un po’ presi con i tirapiedi del partito, ci siamo spiegati e detto che le somiglianze con il centro-destra erano nello uso sconsiderato di un egual linguaggio, la stessa forzatura ignorante figlia della medesima educazione che copula con l’asservimento industriale…… e a quel punto è uscita la proprietaria della recinzione, la quale ha letto lo striscione che diceva “la terra e di chi la vive “ e con brava partecipazione ha concordato ed ha fieramente detto che lo “ bello striscione” ce lo potevamo lasciare.
A questo punto i due tirapiedi del PD sono andati su tutte le furie, ci hanno intimato di chiamar la polizia e la giovane- vecchia tirapiedi si e qualificata come coordinatrice regionale del Partito, dicendo d’ esser favorevole alla TAV.
Noi naturalmente ci siamo risentiti in quanto lo ritenevamo un atto degno da leghisti anzi forse peggio, e quel modo autoritario di nascondere il dissenso c’è subito parsa un esigenza di futuri piduini o piduisti, ma forse solo da Pdisti probabilmente.
I molti che erano presenti sono rimasti come noi sbalorditi (persino la digos) perciò abbiamo ribadito che non era sul loro spazio e “suolo pubblico “ ma sulle siepi di una privata proprietà a noi concessa che avremmo svolto gli striscioni …(solo due putroppo)… che avevamo preparato . Ma non è bastato a tranquillizzare il servizio d’ordine del Partico Democratico……
Però una cosa c’è stata riconosciuta…..che malgrado fossimo in tre, 4 con la cagnetta il segretario Pier luigi Bersani ha dovuto cambiare strada e non è potuto entrare in pompa magna dall’entrata principale……Gli striscioni non li ha letti ……ma certo gli ha sentiti.
macwalt-sharo
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