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Sul cantiere Tav a Firenze

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Sul cantiere TAV di Firenze

I fatti sono due: una scritta “ Black block è il popolo ! No TAV!”  su un muro e un principio  d’incendio  nel cantiere dell’alta velocità. Ci sono abbastanza elementi per rilanciare l’allarme sociale utilizzando i termini “anarchici”, “facinorosi”, “antagonisti”, così avranno pensato I giornalisti di vari quotidiani. Le locandine e titoli degli articoli riportano titoli del tipo “Molotov contro il cantiere no tav. c’è la scritta “Black bloc”. “Tav paura del contagio Val di Susa. Allerta sugli antagonisti.” Molotov lanciata contro il cantiere no Tav. Trovata scritta “black bloc.” Si può dire che non è la fantasia e la creatività  che mancano. Da questi titoli sembra che i “black bloc” che però, ricordiamolo, erano, nella versione delle principali testate giornalistiche, olandesi, inglesi,tedeschi o francesi scesi in val di Susa per fare scontri, hanno fatto una scritta e “lanciato” una molotov nel cantiere. La tesi appare quantomeno bizzarra risulta strano pensare che uno straniero rimanga cinque giorni in Italia per fare un’azione simile, tutto può essere ma, viene da farsi qualche domanda. Il punto focale è però un altro: la scritta non è tanto una rivendicazione da parte dei “black bloc” quanto una critica ai media che hanno descritto la manifestazione di Domenica 3 Luglio in Val di Susa con le solite categorie (i buoni):i sindaci, i vecchi e i bambini e più in generale gli abitanti della valle invasa da black block e antagonisti ( i cattivi ). Volutamente non viene affrontata la tematica "TAV" e gli articoli si soffermano esclusivamente sul episodio, relegando la questione a semplice problema di ordine pubblico.  È doveroso ricordare che a  Firenze è arrivata qualche giorno fa l’enorme macchina necessaria per effettuare il sottoattraversamento della città necessario alla TAV  opera che costerà 3 miliardi e creerà notevoli problemi per quanto riguarda la falda idrica, l’inquinamento, il traffico e lo smaltimento dei rifiuti (milioni di metri cubi di rifiuti speciali). Bisogna poi ricordare che scavare sotto Firenze potrebbe portare alla luce resti archeologici, il che comporterebbe quantomeno un allungamento dei tempi di realizzazione dell’opera e un aumento dei suoi costi. Con proporzioni diverse (l’attraversamento previsto al confine Italo-Francese dovrebbe misurare 57 KM)  si presenta lo stessa problema della Valle: danni per l’uomo, per l’ambiente e per l’economia. Prevedibile scenario autunnale: inizio della realizzazione di un’opera inutile con contemporaneo taglio dei servizi pubblici, manifestazioni  e annessa repressione. Un ottimo esempio di democrazia liberale….

Fonti: La Nazione, Il Corriere Fiorentino, La Repubblica, No-Tav Firenze

Fabio Conforto/DEApress

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