Nel Corriere della Sera di oggi si legge di una storia tanto incredibile quanto sconvolgente.
Una bimba di Siattle di soli nove anni è morta in un incidente stradale.
A cinque anni aveva regalato i suoi capelli per il cancro e prima della sua morte si occupava della raccolta di fondi per garantire l'acqua potabile nei Paesi poveri.
In questo vecchio mondo ormai corrotto da comportamenti criminali dall'essere umano; dalle torture di un tempo a quelle attuali; dalle moderne “guerre umanitarie” alle più antiche “guerre sante” in nome di religioni blasfeme e/o di interessi politici, globali - come se la globalizzazione sia stata creata per aumentare le desuguaglianze umane - mentre l'audacia schizzofrenica e il parossismo finanziario determinano impoverimenti e colposi investimenti dell'alta finanza mettono in ginocchio le economie mondiali, la vita di un Piccolo Angelo viene spezzata da un funesto incidente stradale.
Molte persone in questa Terra – giovani che credono ancora possibile un mondo migliore - insieme, agiscono con la determinazione del bene nella certezza di una Energia di Amore ancora sostenibile restano la certezza di oggi e la speranza di domani.
Rachel Beckwith, nove anni compiuti il 12 giugno, alla fine di luglio si trovava in viaggio con i famigliari e un autoteno ha travolto l'auto ferendo mortalmente solo lei.
Rachel era una bambina del suo tempo – racconta il Corriere della Sera – era espertissima di computer e di Google Earth, si era presa una cotta per il cantante Justin Bieber, l'idolo dei giovanissimi.Le donazioni a suo nome avevano superato di gran lunga i 50.000 dollari e la sua raccolta di fondi per scavare pozzi in Congo o in Bangladesh ha superato il milione di dollari.
Rachel fa parte di una generazione criticata dagli adulti per l'appartenenza all'età adolescenziale ritenuta “troppo giovane per capire”ma è parte di una generazione dove la loro effervescenza e la loro energia restano ancora pure, incontaminate dal cinismo degli adulti.
Il fato ha voluto che in quell'incidente Rachel trovasse la morte. Davvero la forza del bene può superare quella del male?
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