
Il libro che vi voglio consigliare questa volta, non è proprio adatto da portare in vacanza sotto all’ombrellone, anche se personalmente l’ho fatto. “Anatomia di una scomparsa”di Hisham Matar, Einaudi. Un’elegia alla figura del padre scomparso, raccontato dal figlio ormai adulto. E’ la storia di un ragazzino sofferente per la perdita della madre e la scomparsa del padre, rapito da agenti del regime, contrari alla sua attività politica. Un gioco d’intrecci tra fantasia e realtà. Da porre l’accento la capacità artistica dello scrittore nel costruire la storia, sfiorando ma mai oltrepassando quel limite sottile, che fa cadere l’opera in inutili e grotteschi sentimentalismi. Rischio che si corre spesso in questi giochi di ombre e distanze che compongono l’elegia. Mattar lascia sempre la figura del padre avvolto da un velo di mistero, un uomo remoto che si allontana allo scorrere di ogni pagina fino a scomparire. La sua scomparsa arriva cosi fluida che sembra quasi il compimento di un destino più che una disgrazia. Importanti le figure delle donne, la descrizione dei loro corpi e le loro gesta grazie alle quali, Nuri (e anche Mona), riuscirà a ricostruire il ritratto sorprendente di suo padre, Kamal Pasha. La madre Ihsan, donna malinconica attratta dal freddo del Nord Europa. Silenziosa e riservata, ma soprattutto infelice. Impressionante la sua descrizione nel letto d’ospedale. Mona, la matrigna anglo – egiziana, giovane e bella della quale Nuri si è subito invaghito, conoscendo cosi la sensazione di desiderare profondamente qualcosa che non puoi avere. Naima, la rappresentatrice della figura onnipresente familiare. Il libro si termina con la voce del sopravissuto e il padre inghiottito dalle ombre. Un libro veramente particolare, da leggere con la giusta chiave e non confondere la fantasia con la realtà anche se è abbastanza difficile conoscendo la storia dello scrittore libico. Suo padre, Jaballa, è scomparso dal suo appartamento del Cairo nel 1990, rapito da agenti dei servizi di sicurezza egiziani che lo hanno portato in Libia. Da più di dieci anni si sono perse le tracce di quest’uomo di cultura. L’ultima volta è stato visto da un ex diplomatico nella famigerata prigione di Abu Salim a Tripoli. Il suo crimine era credere nella democrazia e nella libertà. È svanito nel nulla lasciando un ottimo scrittore nel dolore, a chiedere - se suo padre è morto - «di sapere come, perché e quando è successo».
Rezarta Selam Eminaj
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