DEApress

Wednesday
Nov 04th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

...La speranza della politica italiana

E-mail Stampa PDF

Nuovo ordine e vecchi fantasmi: la speranza della politica italiana

Sedici novembre duemilaundici. Per molti un nuovo venticinque aprile, giorno di risveglio e di riscatto nazionale. In effetti diciassette anni di berlusconismo sono stati davvero tanti. Tuttavia, credo che se gli eventi internazionali non avessero avuto una connotazione così marcatamente negativa, qualche anno in più non glielo avrebbe tolto nessuno. Non se ne vanti, dunque, il signor Bersani quando, scaltramente, dichiara di aver contribuito alla caduta di Silvio Berlusconi. Dire che l'opposizione in questi mesi sia stata turgida forse può apparire esagerato, ma purtroppo è l'unico aggettivo che hic et nunc mi viene da usare. Così come l'aggettivo irresponsabile appare azzeccato se consideriamo il fatto che una soluzione tecnica alla depressione italica poteva e doveva essere trovata già a partire dal dicembre scorso. Questione di fiducie. E sfiducie. Ma non si culli nemmeno lui, al quale va la colpa di aver venduto l'aria di Napoli agli italiani, contribuendo così a dilatare i confini ed i margini della crisi economica e finanziaria. L'Europa ed i mercati chiedevano risposte forti ed urgenti per fronteggiare la crisi ed il Governo Berlusconi rispondeva con l'aumento dell'età pensionabile. A partire dal 2026! Anche questa è fanta politica.

 Fatto sta che ora ci si trova a maneggiare arnesi che scottano, a padroneggiare un linguaggio fatto di spread, bund, bot,bip e quant'altro. Sembra quasi una saga fumettistica. Eppure dobbiamo farlo. Eppure amletici dubbi iniziano a sgorgare dal tubo catodico: è la fine della politica? È la vittoria dei tecnicismi? E la democrazia? E il potere del popolo? A cosa serve allora la politica? Domande legittime ma mal poste. Volendo fare esercizio tautologico e retorico si potrebbe rispondere con altrettante domande: ma perché la politica non è anche tecnica? Cos'è che dovrebbe qualificare l'attività dell'uomo politico? Fare politica? E cos'è la politica se non l'arte del dare risposte avendo come orizzonte temporale il futuro? Perché si ritiene erosa la democrazia quando un processo simile è già attivo e incancrenito? Perché in Italia la situazione è grave ma non è mai seria? Perché mai la politica, quella internazionale, dovrebbe decidere di salvarci quando qui da noi la buona politica è quella che vende cariche e spreca denaro? Fossi un investitore privato, nemmeno nel peggiore degli incubi spererei che ciò avvenga.

Ciò di cui il Paese ora ha bisogno è di riprendere a fare le cose con serietà e senso di responsabilità. Indipendentemente dai nomi nuovi che aleggeranno in Parlamento. Certo è che la scelta di Mario Monti e, con esso, una squadra di tecnici puri ma pur sempre inglobati nell'arena politica, appare quantomeno elitaria. Ma la partita sta tutta qui. Se il nuovo governo avrà la capacità di leggere ed interpretare le richieste della collettività nonché della società civile, allora sarà la vittoria della politica sul populismo. Sicuramente proposto o imposto da Bruxelles e Francoforte e, dunque, dall'alto, la sfida principale risiede proprio nel saper scendere dallo scrano, nella capacità di docenti, prefetti, rettori e giuristi di farsi portavoce della res pubblica, ovvero dell'interesse pubblico. La soluzione saggiamente individuata dal Presidente Napolitano, dunque, appare, al di là dei leciti dubbi, l'unica possibile e percorribile al momento."Il vecchio ordine sta morendo, ma un nuovo ordine non è ancora nato, questo è il momento in cui possono apparire dei mostri": nel monito di Gramsci, che rivela la sua straordinaria attualità, si intravede tuttavia il bisogno e la necessità di ripartire discostandosi nella maniera più totale dal passato. Il rischio, sennò, è quello di creare un futuro che sa di passato, di dare adito e spazio nuovamente a figure che altro non faranno se non cavalcare gli umori popolari, "leader capaci di instaurare col popolo il medesimo rapporto, leader che avrebbero nell'orgoglio nazionale e popolare i suoi riferimenti, che condurrebbe gli italiani a reagire all'eterodirezione e a contestare il sistema in quanto tale". Come ricorda De Rita in un recente articolo su La Stampa, il ciclo del berlusconismo come soggettivismo etico appare chiuso, ma vecchi fantasmi con la maschera del rinnovamento restano sempre in agguato.

Share

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 17 Novembre 2011 17:52 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

simone fierucci . 04 Novembre 2026
  Il rapporto Global Witness denuncia la violenza contro le comunità indigene e contadine che difendono i propri territori dall’accaparramento e dallo sfruttamento delle risorse. Dal 2012 sono 2.375 le vittime documentate, soprattutto in Amer...
Silvio Terenzi . 03 Novembre 2026
Luca Cipolla"71" L’idea più fertile di “71” sta forse nella sua rinuncia alla mera perfezione estetica. Luca Cipolla non cerca una lingua uniforme né una costruzione poetica che cancelli le proprie fratture, non dribla le venature del linguaggio...
DEAPRESS . 03 Novembre 2026
IN MEMORIA DI TITO FAZŹINI PIONIERE  DI FISICA SPERIMENTALE ALL'UNIVERSITA' E AL CERN   Articolo di Cristina Fontanelli E' scomparso all'eta' di centocinque anni Tito Fazzini, illustre scienziato italiano del Secolo Breve che fino ...
Silvio Terenzi . 02 Novembre 2026
Sandro Storri “L’Italia al contrario: riflessioni su unademocrazia incompiuta" Sandro Storri costruisce “L’Italia al contrario” e ci riesce attorno a una domanda tanto semplice quanto scomoda: basta chiamarsi democrazia per esserlo davvero? I...
Antonio Desideri . 31 Ottobre 2026
Il venerdì pomeriggio a France Odéon brilla dei riflessi incrociati di due strepitose prove d’attrice, un binomio che non si pianifica a tavolino (o forse è proprio quello il “mestiere” di dirigere un festival?, gigioneggia Francesco Ranieri Martinot...
simone fierucci . 30 Ottobre 2026
simone fierucci . 30 Ottobre 2026
Una delle poetesse turche più prolifiche e originali della sua generazione, Nilay Özer ci parla del suo rapporto con il processo creativo, il femminismo nel suo paese, il ruolo degli intellettuali nella Turchia di oggi e i suoi riferimenti poetici,...
simone fierucci . 30 Ottobre 2026
Sconcertato dalla decisione del tribunale di ridimensionare la sentenza, già considerata blanda, contro chi lo ha minacciato di morte, Boris Pejović, fotoreporter del quotidiano Vijesti di Podgorica, ha compiuto un gesto che ha sorpreso molti: si è...
Antonio Desideri . 30 Ottobre 2026
C’è un momento preciso in cui Brigitte Bardot smette di essere un’attrice e diventa un’icona: il 1956, l’anno in cui Roger Vadim la porta sullo schermo in Et Dieu… créa la femme e la ragazza di Passy si trasforma nella Marianne della liberazione dei ...

Galleria DEA su YouTube