L’agenzia di stampa “Ansa”, e altre fonti, ci informano dell’ennesimo “giro di vite” contro gli oppositori della TAV. Sembra che all’alba di questa mattina ci siano già stati circa 30 arresti in relazione ai fatti dello scorso 3 luglio. Tra questi, sembra che figuri almeno un consigliere comunale. Arresti e perquisizioni (alla ricerca di cosa?) sarebbero stati effettuati in tutta Italia. La persecuzione contro chi dissente dalla continua distruzione del territorio va dunque avanti, (e con notevole "vendicatività, per giunta") a dispetto della palese iniquità di procedere, a distanza di oltre 7 mesi, per presunti reati che, se fossero realmenti stati commessi (si veda al proposito la mia analisi dei fatti pubblicata all’ndomani dei fatti su http://www.deapress.com/opinioni-e-commenti/la-mia-opinione-sui-fatti-di-ieri-in-val-di-susa ) avrebbero invece visto le cosiddette forze dell'ordine procedere -soprattutto come arresti- “in flagranza di reato”...La distanza dai fatti è evidenza di un accanimento giustificato solo dagli appetiti dei pescecani locali e nazionali. Personalmente insisto nel mio appello: "l'Iran -izzazione" è un male da evitare, e non basta aver sostituito il verbo del profitto ad ogni costo a quello dell'Ayatollah...
Fabrizio Cucchi, DEApress
P.s. Preoccupa inoltre “il tempismo” dell’iniziativa poliziesca: per Sabato era prevista a Torino una nuova manifestazione No-TAV (fonte:http://www.lacaverna.it/mysql/attuale.php ). La pratica di arrestare i dissidenti in vista di manifestazioni è assolutamente da rigettare in ogni stato che pretenda di definirsi democratico.
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