Circa tremila saharawi - dopo la caduta di del governo libico - sono andati in Algeria
Giunge comunicazione che i saharawi provenienti dalla Libia hanno estreme difficoltà e non riescono a inserirsi nei campi profughi di Tindouf, lo riporta il quotidiano algerino el-Khabar ha condotto un reportage sulle condizioni dei saharawi rientrati dalla Libia dopo la caduta di Muammar Gheddafi.
I saharawi sono stati costretti ad allontanarsi dal territorio libico, insieme agli immigrati algerini, perché accusati di aver preso parte alle milizie dei combattenti pro Gheddafi nella repressione dei ribelli. Il Frente popular de liberación de saguia el hamra y río de oro (Fronte Polisario) ha sempre rifiutato le accuse: i saharawi si trovavano in Libia perché il Paese ha sempre sostenuto la loro causa di indipendenza.
Il popolo saharawi, fin dal 1975, è impegnato in una lotta contro il Marocco per l'indipendenza del Sahara Occidentale. Il Marocco nel 1975 con la "marcia verde" ha invaso l'ex colonia spagnola (1975). L'Organizzazione delle Nazioni Unite fin dal 1966 sostiene l'indipendenza e chiede che possa essere organizzato un referendum per l'autodeterminazione del popolo saharawi. Dal 1988 la Minusro (caschi blu) sono presenti nel territorio del Sahara Occidentale come osservatori ma ancora non è stato realizzato nessun cambiamento.
Ci giunge notizia che dopo accordi tra il Fronte Polisario e il governo marocchino per i saharawi è stato possibile visitare le proprie famiglie che vivono nel Sahara Occidentale. Infatti, dai campi profughi di Tinduf, nel sud dell'Algeria, sono stati organizzati dei voli per Laayoune, perché via terra era impossibile passare la frontiera tra Algeria e Marocco.
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