Delusione e rabbia.
Martedì 30 Giugno 2009 18:05
Riccardo Fratini
Il G8 è ormai vicino e la sede dell’incontro resta L’Aquila.Inizialmente questa notizia è stata sentita come fattore positivo per una ripresa sia economica sia di immagine resa a salvaguardare il vero dramma ancora presente tra i cittadini colpiti. A tutt’oggi i terremotati continuano a vivere in baraccopoli, tende e vagoni letto – messi a disposizione delle Ferrovie in un binario morto – dove d’estate si arroventa e d’inverno si resta congelati e inumiditi; rimedi che potrebbero essere accettabili se realmente provvisori ma proseguendo per la durata attuale di sei, sette mesi e senza una indicazione per l’immediato futuro, tutto ciò alimenta insicurezza, disperazione, rabbia.In un servizio televisivo di recente messa in onda, in occasione di un incontro, nel luogo terremotato, tra gli alti vertici istituzionali per una riunione a base di rinfresco, si è potuto vedere come i residenti siano stati categoricamente esclusi anche dal solo avvicinarsi al luogo dell’incontro: palesemente ignorati. Da più parti ancora si invita ad aiutare la popolazione chiedendo aiuti economici. Ma tutti i soldi mandati dalla gente e da personaggi dello spettacolo in numero e quantità notevoli dove sono? Dove sono i riscontri? Gli Aquilani ospitano il G8 in un clima divenuto di tensione e di assedio per loro stessi. Con il pretesto della sicurezza per i grandi si rende la convivenza già estremamente pesante, ancor più penosa e angosciante. Tutto procede a ritmi frenetici e celeri per i lavori tesi a migliorare la permanenza dei grandi. Tutto procede con lentezze esasperanti e inefficienza per i lavori che dovrebbero dare alloggi, scuole ospedali per la gente comune.