L'agenzia di stampa "Ansa" riportava ieri la notizia di uno studio dell'Universita' di Padova, pubblicato su 'Current Alzheimer Research'. 64 pazienti affetti da Alzheimer, sono stati suddivisi in 2 gruppi: uno con basso livello di religiosita' e un secondo gruppo con livello moderato o alto. I primi hanno avuto una perdita delle capacita' cognitive del 10% in piu' dei secondi. Nessun dubbio al proposito: verrà certamente strumentalizzato dai "soliti noti" (Vaticano in primis). Ora, al di là di questo, io avanzerei qualche "modesta domanda", da "impertinente profano" (nei riguardi della scienza medica) come è il sottoscritto. Non prova, uno studio siffatto, che la "patogenesi" (non si chiama così lo studio delle cause di una malattia?) dell'Alzheimer non sia di natura fisica, bensì psicologica ( e magari anche sociale, perchè sappiamo come la religiosità sia qualitativamente e quantitativamente diversa nelle differenti classi socio-economiche) ? E questo, non apre la porta a riconoscere che l'Alzheimer sia qualcosa di diverso da una degenerazione dello stato fisico del cervello?
Fabrizio Cucchi, DEApress
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