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Immobili "fantasma" -una vergogna nazionale

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Il sito web del quotidiano "Il Corriere della Sera" riporta in data odierna, un inchiesta su quella che personalmente considero una delle più grandi vergogne nazionali. Ossia le cosiddette "case fantasma". Edifici che per il catasto non esistono. E non sono pochi: la suddetta fonte li stima in due milioni. Il lettore rifletta sull'enorme numero di scempi e di atrocità che sono perfettamente a norma di catasto. Al peggio non c'è mai limite. Grazie a foto aeree si è scoperto che l'avidità dei nostri connazionali non conosce neppure il freno delle blandissime leggi in materia. A questo punto ci si aspetterebbe che i funzionari dello stato intervenissero con la massima severità (che non esitano a dimostrare in altri casi), e demolissero immediatamente ogni stabile. Questo non ripagherebbe la collettività dell'enorme danno arrecatogli, ma ....ristabilirebbe un minimo di decenza! Invece no. Sempre il noto quotidiano riporta: "[....]quasi la metà degli immobili fantasma è stata regolarizzata, con le buone o con le cattive". Vergogna. Questo è uno dei pochi casi in cui non posso che auspicare norme draconiane che non solo impongano la demolizione immediata di siffatti edifici, ma puniscono con anni di carcere costruttori e proprietari. La collettività ferita dovrebbe altresì essere risarcita dagli stessi per l'abuso effettuato con multe pari almeno al doppio del valore degli abominii moltiplicato per gli anni di tempo dell'esistenza  di questi. L'attuale clima di "tutto è permesso" favorisce spudoratamente la mancanza di scrupoli morali di proprietari e dei costruttori, categorie che anche quando si attengono alla legge, spesso e volentieri producano opere la cui esistenza marchia indelebilmente d'infamia i contemporanei agli occhi delle generazioni future.
Fabrizio Cucchi, DEApress


Il sito web del quotidiano "Il Corriere della Sera" riporta in data odierna, un inchiesta su quella che personalmente considero una delle più grandi vergogne nazionali. Ossia le cosiddette "case fantasma". Edifici che per il catasto non esistono. E non sono pochi: la suddetta fonte li stima in due milioni. Il lettore rifletta sull'enorme numero di scempi e di atrocità che sono perfettamente a norma di catasto. Al peggio non c'è mai limite. Grazie a foto aeree si è scoperto che l'avidità dei nostri connazionali non conosce neppure il freno delle blandissime leggi in materia. A questo punto ci si aspetterebbe che i funzionari dello stato intervenissero con la massima severità (che non esitano a dimostrare in altri casi), e demolissero immediatamente ogni stabile. Questo non ripagherebbe la collettività dell'enorme danno arrecatogli, ma ....ristabilirebbe un minimo di decenza! Invece no. Sempre il noto quotidiano riporta: "[....]quasi la metà degli immobili fantasma è stata regolarizzata, con le buone o con le cattive". Vergogna. Questo è uno dei pochi casi in cui non posso che auspicare norme draconiane che non solo impongano la demolizione immediata di siffatti edifici, ma puniscono con anni di carcere costruttori e proprietari. La collettività ferita dovrebbe altresì essere risarcita dagli stessi per l'abuso effettuato con multe pari almeno al doppio del valore degli abominii moltiplicato per gli anni di tempo dell'esistenza  di questi. L'attuale clima di "tutto è permesso" favorisce spudoratamente la mancanza di scrupoli morali di proprietari e dei costruttori, categorie che anche quando si attengono alla legge, spesso e volentieri producano opere la cui esistenza marchia indelebilmente d'infamia i contemporanei agli occhi delle generazioni future.


Fabrizio Cucchi, DEApress

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