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Tell Barri

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Tell Barri, identificato con l'antica e poliedrica citta di Kahat, si adagia sulle ondulate pianure della Siria nord-orientale. Il sito è approssimativamente localizzato lungo la strada che collega la città di Hassake e Qamishly, situato lungo l'argine del Wadi Jahjagh, il maggiore affluente del Khabour, a 10 chilometri  nord da Tell Brak. E' un tell alto circa 32 metri per un'estensione di circa 7ettari. Si ricorda che tell è un termine che signiifca "collina" e indica un tipo di sito archeologico formato dall'accumulo e dalla seguente erosione di materiali depositati  dall'occupazione umana in lunghi periodi di tempo. In archeologia la parola è utilizzata come termine generico, oppure in qualità di toponimo, come nel caso di Tell Barri. Il tell è stato oggetto d'indagine archeologica di una squadra italiana dell'Università degli Studi di Firenze, diretta dal 1980 dall'esimio professore Emilio Paolo Pecorella; dal 2005 ha collaborato alla ricerca un gruppo di studiosi dell'Università di Napoli "Federico II", diretto dalla professoressa Raffaella Pierbon Benoit, che a tutt'oggi opera per restituire alla luce della conoscenza parte di un antico e imponente patrimonio culturale umano ancora inesplorato. I molteplici e puntuali lavori della missione hanno infatti appurato che la sequenza archeologica rinvenuta copre un arco cronologico che va dal III millennio a.C. al XIV secolo d.C., abbracciando il vissuto storico senza soluzione di continuità. Si deve fondamentalmente al professore Pecorella (Napoli 1934) l'indagine e la realizzazione  di questo vasto complesso. Archeologo anti-accademico, nel senso vulgato del termine, e forse proprio per questo rigorosamente e visceralmente scienziato, si era laureato con Giovanni Pugliese Carratelli con una tesi su "L'espansione micenea nel mediterraneo orientale". Prima di insegnare aveva lavorato presso la Soprintendenza alle Antichità dell'Etruria (l'attuale Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana) in qualità d'ispettore archeologo. Dal 1991 era prefessore ordinario di Archeologia e Storia dell'arte del Vicino Oriente antico presso l'Università di Firenze. Aveva molto a cuore la collaborazione con l'Istituto Archeologico Germanico.Vasto è stato il complesso dei suoi interessi: dal mondo minoico e miceneo, allo studio della glittica, all'ambito anatolico con particolare riguardo alle aree di "frizione" tra Asia Minore, Persia e zona siro-mesopotamica e infine tell Barri che ne assorbì le energie, le passioni per gli ultimi venticinque anni di vita. Il professore Pecorella è infatti venuto a mancare  il 29 agosto 2005, precipitando mentre cercava di fotografare le tracce dell'ennesima scoperta che si stava prospettando nello scavo, ritornando a quella terra disvelata, ma ancora tanto misteriosa, che lui stesso aveva restituito alla luce della conoscenza, terra che continua a pulsare  di passione inesausta. E ci piace ricordarlo con alcune parole dell'amico Michel Al-Maqdissi  (1-02-2008): "da una campagna all'altra Pecorella ha modellato l'opera della sua vita, un capolavoro magistrale nel cuore della nostra civiltà. E' in questo metodo-l'archeologia stratigrafica-che si trova il suo segreto, la sua capacità, poichè ha cercato, durante tutta la sua vita, di realizzare l'impossibile, di padroneggiarlo".

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 11 Aprile 2023 16:38 )  

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