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Nuovo disco di Zeroundici

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L'AUTOSTRADA, in rotazione su oltre 500 radio italiane, è il singolo estratto dall'album di ZEROUNDICI

Dopo una carriera ultraventennale fatta di premi prestigiosi (fra cui un Grammy), numerose apparizioni televisive, live da spalla e con un'infinità di artisti ecco che Marco Zanolo, con lo pseudonimo di ZEROUNDICI da il via alla svolta del rock in italiano con questo album prodotto e suonato con Josh Sanfelici (musicista e arrangiatore di Roy Paci, Aretuska, Mau Mau, Tribà)

"...l'autostrada racconta di un viaggio da Roma a Torino, solo, pensando a tutti quelli che dormono mentre la strada corre sotto l'auto, con l'unica compagnia dell'autoradio che tiene svegli con musica e notiziari , passando da Firenze, trovando pioggia , neve e condizioni atmosferiche avverse da Bologna fino a casa, dove finalmente ci si potrà adagiare fra le braccia di Morfeo..."

 

"CHIAMATEMI ZEROUNDICI" (CNI)
In un autunno da salotto che precede il temporale Marco Zeroundici ti colpisce a tradimento con una voce che graffia il cuore e dà corpo e anima a uno specchio di vita quotidiana attraverso un vertiginoso incastro di note, parole, passione ed energia. Una musica che sradica immagini ( quelle splendide, notturne ed immediate nel viaggio in "L'autostrada"), emozioni, stralci di vita (la gioventù bruciata di "Piove su Modena", il tradimento in "Mi fa male" , la riflessione sul futuro di "Specchio", il divorzio in "L'amore alle sette di sera" ), dagli angoli più reconditi della memoria imprimendoli con forza nella pelle. Un rock che ti scivola dalle mani per entrarti nelle ossa, facendoti immaginare e vedere mille volte un film che ti piace (l'adolescenza mai dimenticata nello scorrere delle immagini de "lettera a Peter Pan"). E mentre ti racconta quello che vivi fra le lenzuola o in macchina, o mentre ti perdi nel silenzio della nebbia, senti bruciare nelle vene una passione fiammeggiante e palpabile che puoi toccare, stringere e abbracciare (il rapporto contrastato di "Credi?", l'amara verità di "Una vita difficile"). Cominci a viaggiare sentendo il sangue che chiama e in un intreccio di passato presente e futuro ognuno di noi si ritrova a dialogare con la propria sete di felicità nel tentativo di togliere quella ruggine, quel velo di fragilità, quella sabbia che lega i piedi per poter essere liberi (i grandi temi della felicità in "Tre metri sopra il cielo" e in "Dì la verità"). Zeroundici urla la voglia di vincere, regalandoti il privilegio di lasciarti andare senza porti troppe domande. E' l'intimismo che conquista (la posititivà di "Come tira il vento" e di "Liberi tutti"). La sua capacità di penetrare in ogni parte di noi in maniera viva e spudorata, un rock ribelle che se ne frega (dei giudizi, delle apparenze in "Chissenefrega" ) ed è proprio qui che sta il segreto della sua autenticità: nel dare voce a gioia e dolore coltivando quel quid audace di chi ha rubato il passaporto a Peter Pan senza lasciarsi ingabbiare dai luoghi comuni. Zeroundici grida che "vivere è molto di più che strappare i fogli e i giorni da un calendario" ( la straordinaria visione di speranza di "Fragile" ) ed è con questa consapevolezza che il suo album ci regala un'assoluta e straordinaria trasfusione di energia, ricordando in "Non siamo capaci" ( una struggente canzone d'autore) come dobbiamo impegnarci nel sociale e abbandonare l'egoismo e le guerre e costruire la pace, con una intensa e appassionata rabbia rock di cui si sentiva veramente un gran bisogno...
Marco Zanolo in arte Zeroundici nasce a pane e rock nella sua Torino, città in cui vive.
Autore e compositore, dotato di voce graffiante ma allo stesso tempo dolce e calda, inizia a cantare nei pianobar a 15 anni, età coincidente con i primi guadagni, le prime lirette sudate al microfono. La fase finale del Festival di Castrocaro 1987, la finale Sanremo Famosi 1991 e , nello stesso anno, il 2° posto al Premio Rino Gaetano lo pongono all'attenzione dei talent-scout. Nel 1992 partecipa a una tappa del Cantagiro. Presto viene "arruolato" nelle file della Fonit Cetra dell' allora discografico Michele Muti sotto la cui guida vince, nel 1994, il Premio Rino Gaetano con la consegna del prestigioso Grammy della Musica Italiana per la categoria giovani (per i big vinse Riccardo Cocciante). L'ottima presenza scenica (è stato attore e modello) e la superba interpretazione dei suoi pezzi e delle cover di altri artisti famosi ne fanno oggetto di ricerca da parte di differenti artisti che lo vogliono come artista di apertura per il loro show o nei talk-show televisivi (una per tutte la partecipazione alla finale del Karaoke 1994 (contattato direttamente da Fiorello) : canta quindi con e per Riccardo Cocciante, Renato Zero, Samuele Bersani, Biagio Antonacci, Cristiano De Andrè, Gino Paoli, Elio e le Storie Tese, Amedeo Minghi, Paola Turci, Midge Ure (Ultravox), Marco Conidi, I Platters, Sarah Jane Morris, Gli Inti Illimani, Bungaro, Tosca, Bracco di Graci, Edoardo Bennato, Gianni Togni, Eugenio Bennato, PFM, Tony Esposito, Paolo Vallesi, Tullio de Piscopo, Edoardo de Crescenzo, Fiorello, Donatella Rettore, Scialpi, Luca Barbareschi. Il suo primo cd "Invisibles songs" , del 2006 prodotto artisticamente da Fabrizio "Cit" Chiapello al Transeuropa studio di Torino si avvale di ottime collaborazioni (I dottor Livingstone al completo , Robertina Magnetti e Alessandro Maiorino) cantato in inglese ha avuto un ottimo riscontro all'estero.
ZEROUNDICI
WebSite - http://www.myspace.com/marcozeroundici
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Tel. +39.348.36.50.978
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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 11 Febbraio 2010 10:49 )  

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