Nooshin indossava una maglia con le maniche che le arrivavano sopra il polso quando e' stata fermata dalla polizia a Tehran, dove studia, poco tempo fa. Troppo corte: la legge non lo consente. E' stata portata al comando dove le hanno fatto un sacco di domande. Alla fine e' stata rilasciata. "Ho pianto tanto" mi ha detto. Nooshin indossava quella maglia anche quando l'ho incontrata sul treno che da Tehran mi ha portato a Mashhad:evidentemente la voglia di mettersi le cose che le piacciano le da il coraggio di infrangere la legge e rischiare di essere arrestata. Ho trascorso 12 ore di viaggio in seconda classe insieme ad un'umanita' in perenne movimento da un vagone all'altro, ruminando qualsiasi genere alimentare che questo Paese puo' offrire. Le signore accanto a me mi hanno rimpinzata di noccioline, semi di zucca, biscotti,riso, mele, arance, patatine, te, coca cola, preoccupandosi ogni volta che cio' che mi mettevano in mano fosse sufficiente a saziarmi. Nooshin, 25 anni, mi si è avvicinata e, curiosa, come tutti gli iraniani, ha cominciato a farmi un sacco di domande.Quando siamo arrivate a Mashhad mi ha detto che, se volevo, suo fratello che era venuto a prenderla, mi avrebbe accompagnata all'albergo. Ovviamente, non ho esitato un attimo ad accettare. Ci siamo date appuntamento per il giorno seguente: e' venuta a prendermi all'albergo e mi ha proposto di andare a pranzo da lei:il sette novembre nel mondo musulmano si celebra l'"Ayd Ghorban", il giorno del sacrificio, e tutta la famiglia si riunisce per festeggiare. Prima di salire in auto mi ha detto " se vuoi, mi farebbe piacere che tu venissi anche a dormire da me". L'ho guardata e le ho detto "si". Sono corsa in albergo, ho preso le mie cose, ho pagato il conto e sono andata via con lei.A casa sua c'erano, zii, cugini, fratelli, babbo,mamma: sembrava che mi stessero aspettando. Avevo conosciuto Nooshin poche ore prima e gia' ero entrata a far parte della sua famiglia come una vecchia amica che non si vede da tanto tempo. La sera mi ha portata a visitare il sacro santuario dell'Imam Reza: meraviglia del mondo islamico, la cui parte più bella però e' nascosta agli occhi dei non fedeli. Grazie al chador che mi aveva prestato e che mi copriva completamente, sono riuscita ad entrare anche in quelle parti precluse ai non musulmani.E' un privilegio poter vedere la bellezza architettonica di quel luogo sacro. Ed e' commovente vedere i fedeli che pregano in questo venerato luogo di pellegrinaggio.Quando siamo uscite siamo risalite in auto con Shamim e Mina: cugine e amiche con la stessa voglia di divertirsi di Nooshin. Prima di arrivare al ristornate dove avremmo cenato insieme a suo fratello Behzad e all'altra cugina, Monir con la figlia Fatemeh, abbiamo percorso in modo strano alcune strade laterali del viale Khayam, che io non trovavo particolarmente interessanti, mentre loro, si.Poi mi hanno spiegato. In quelle strade ragazze e ragazzi, si rincorrono stando nelle rispettive auto: se un ragazzo scorge nell'auto che ha affiancato una ragazza che le piace, apre il finestrino e le da un bigliettino con il suo numero di cellulare. Se lei e' interessata, lo chiamerà.Ho trascorso tre giorni stupendi in compagnia di Nooshin, della sua famiglia e dei suoi amici. Ho imparato tante altre cose della vita degli iraniani. Ho appreso dei mille divieti che lo stato gli impone e dei duemila modi per aggirarli. In Iran sono proibiti gli alcolici. L’altra sera, Farhad, il fratello di Nooshin, mi ha fatto assaggiare un vino piu' che dignitoso, che fa in casa sua suocera e che ha imparato a fare tramite internet. Facebook e' censurato. Tutti però hanno l'antifilter che gli consente di spippolare allegramente aggirando l'ostacolo. Il satellite e' proibito. Basta contattare la persona giusta e dopo pochi minuti ti arriva a casa il "pusher" ad installarti il ricevitore satellitare. Le carte di credito Visa e Mastercard non si possono usare a causa delle sanzioni imposte. Nessun problema. Basta avere l'amico giusto e puoi fare tutti gli acquisti che vuoi anche quelle carte di credito. L'Iran e' davvero un Paese pieno di divieti. Infranti.