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Iran: la ragazza che balla

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"Lo vedi il sangue sulla targa?" mi ha detto Vahid indicandomi l'auto che stava davanti a noi. "Il tizio e' stato appena tamponato da un'altra auto e chi ne ha fatte le spese sicuramente e' stato il povero pedone che, durante l'attraversamento stradale,cercava di trovare un varco tra le lamiere impazzite" ho pensato. Per fortuna non e' andata cosi'. Vahid mi ha spiegato che alcuni iraniani compiono un rito propiziatorio per inaugurare la propria nuova auto: uccidono un pollo o una pecora (o chissa' quale altro animale) e con il sangue sacrificale battezzano la targa e le ruote. L'Iran riserva sempre un sacco di sorprese. Come la vetta del Tochal che si erge a Tehran e che rappresenta un affollatissimo luogo di svago per i suoi abitanti. Non avrei mai pensato di trovare una cima di 3000 metri in citta',che si raggiunge comodamente con la funivia e dove si puo' trovare in questo periodo cosi' tanta neve da poter sciare come se si fosse a Cortina. Aver conosciuto un angolo cosi' insolito di questa citta' ha sicuramente contribuito a renderla ai miei occhi decisamente piu' bella di come altrimenti l'avrei ricordata. Ieri mattina, prima di prendere il treno per Zanjan, non ho resistito alla tentazione di andare alla redazione del "New Holidays" a salutare i ragazzi che avevo conosciuto a Kashan. Ovviamente mi hanno riempita di premure e di domande sulla mia esperienza in Iran. Marzieh che sta preparando la sua tesi di laurea sul rapporto tra media e tutela e conservazione dei beni culturali mi ha chiesto di spiegarle la situazione italiana sull'argomento." In Italia si parla di tutela solo se crolla la casa dei gladiatori a Pompei, altrimenti, non mi pare che sia un argomento che interessi l'opinione pubblica" le ho detto. In merito all'argomento,mi ha portato  come esempio il suo amico. "E' stato arrestato e incarcerato per tre mesi perche' aveva denunciato nei suoi articoli l'incuria cui sono soggetti i beni culturali in questo Paese e le relative responsabilita' di governo". Per amore del proprio patrimonio culturale qui si finisce in galera. Tra tre giorni lascerò l'Iran. Piu' che l'immensita' della piazza Imamam di Isfahan, la dolcezza dei giardini di Shiraz, il fascino dei vicoli di Yazd, la resurrezione di Bam e la straordinarieta' del Mausoleo dell'Imam Reza di Mashhad ricordero' i mille sorrisi che mi hanno regalato le persone. Non dimentichero' le migliaia di  volte che sono stata aiutata per strada a cercare una via, una piazza,una moschea. Come potrei dimenticare Sahar, una ragazzina dolcissima, che in un giorno soleggiato di novembre, mi invito' a unirmi a lei e alla sua famiglia, mentre stavano facendo un pic-nic a Mahan? E il dispiacere che colsi sul volto di suo padre, quando, riaccompagnandomi all'albergo dopo una giornata trascorsa con loro mi disse "ci farebbe tanto piacere che tu venissi a casa nostra. Ma io sono un poliziotto e noi abitiamo vicino ad altri poliziotti. Se vieni da noi potresti avere dei problemi". Eppoi Fatemeh, che dopo avermi indicato l'ufficio postale di Isfahan decise di trascorrere con me la sua giornata di liberta' dal lavoro portandomi a fare una bellissima camminata sul monte Soffeh offrendo al mio  sguardo una delle piu' belle immagini che io conservi di questo Paese:il momento in cui si e' allontanata da me per pochi minuti per rivolgere la sua preghiera ad Allah. Ma  c'e' un'immagine che piu' di altre mi si e' fissata nella mente. Sull'autobus che ho preso da Bam a Kerman, davanti a me sull'altro lato,una ragazza avvolta in un chador stava guardando qualcosa sul suo cellulare.Ho notato che stava vedendo il filmato di una ragazza, vestita in jeans e maglia e senza il foulard in testa che ballava da sola in luogo aperto. Voglio pensare che quella fosse lei e che abbia deciso di farsi riprendere, chissa' da chi, in modo da poter rivivere all'infinito le emozioni di un atto di liberta' che in questo Paese viene negato.

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 28 Novembre 2011 22:29 )  

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