Quanti giovani ho incontrato nel sahel che volevano venire in Europa. Durante un viaggio tra la Mauritania e il Senegal, tra uno spostamento e l'altro, molti erano questi ragazzi che andavano a prendere la barca per partire. Gli si leggeva negli occhi la paura ad ogni fermata di controllo. Venivano chiamati dentro e quando uscivano erano ancora più silenziosi. Un arabo che trafficava in "metalli" vista la paura del ragazzo andò ad accompagnarlo e poi ci raccontò che gli avevano chiesto soldi per fargli continuare il viaggio. Ho cercato di indagare sulle modalità di partenza e quanto i costi. Questo è quanto mi è stato raccontato:
a pagare il viaggio è la famiglia o la tribù di appartenenza come investimento per la propria sopravvivenza, per cui il giovane dovrà rimborsare le spese con il proprio lavoro in Europa. I costi sono di circa 1000 euro per arrivare dal Senegal alle Canarie o in Marocco verso la Spagna attraveso lo stretto di Gibilterra. Devono anche pagare gli spostamenti dall'Africa subsahariana fino in Marocco via terra. Le partenze sono diverse e le difficoltà a causa del mare sempre tempestoso sono superiori per le Canarie, dalla Libia i prezzi sono più alti perché ci sono più controlli.
Abbiamo circa 1000 morti l'anno e i clandestini che riescono ad arrivare trovano pronti dei gruppi organizzati che li considerano loro proprietà. Perché succede tutto questo?
Provabilmente c'è un bisogno di migrazione che viene vietato da una volontà internazionale che poi permette il loro sfruttamento senza porsi il problema dell'accoglienza. Ora oltre all'Africa si sono aggiunti i paesi dell'area balcanica, molti paesi dell'est si stanno svuotando di contadini e operai. Non chiediamoci cosa credo di trovare da noi. La loro esigenza è scappare dalla povertà e trovare una vita migliore e noi oggi non riusciamo a dare speranze. Anche l'immigrazione è una guerra silente che stimola razzismo e odio. Ancora una volta guardiamo molto più alla protezione delle frontiere che al benessere che portano come forza lavoro, Uomini pronti a morire domandiamoci perché?
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