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Sex Paradise

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Nelle foto da sinistra: ragazze in un locale hard, spogliarello d un turista occidentale, Pucket, Thailandia

Uno dei più grandi effetti della globalizzazione  è l'esplosione del turismo di massa. Ogni anno decine di milioni di persone, in gran parte occidentali, si spostano da un angolo all'altro del pianeta, grazie a pacchetti all inclusive alla portata di un pubblico crescente. Ma questo immenso movimento di persone e risorse spesso, troppo spesso, non aiuta una crescita di vera conoscenza reciproca tra culture e mondi diversi né porta con se reali incrementi di sviluppo per chi vive nei cosiddetti paradisi tropicali.
Molte volte infatti il consumo turistico di massa di queste aree della Terra contribuisce al rafforzarsi di regimi dittatoriali, alla distruzione di importanti patrimoni ambientali, allo sfruttamento delle popolazioni locali, al degrado di culture millenarie, al crescere esponenziale dei mercati della prostituzione. Ma chi conosce o è stato a Capo Verde, Maldive e in Thailandia, dovrebbe sapere che c’è un mondo diverso oltre la facciata ammiccante di resort e villaggi.
Oggi il turismo sessuale è un bisness globale che fattura cinque milioni di dollari l’anno e coinvolge milioni di uomini, donne e bambini.Nel Sud del mondo esistono oggi milioni di persone che, più per costrizione che per scelta, si prostituiscono con clienti provenienti soprattutto da Stati Uniti, Europa e Giappone. Un giro d’affari sommerso ed enorme, la cui manodopera è costituita da donne e bambini.Già i bambini. L’aspetto più vergognoso del turismo sessuale è proprio quello legato alla prostituzione minorile. Le più colpite sono le bambine tra gli otto e sedici anni, ma in molte regioni l’età delle baby prostitute scende fino a 4 anni.
La Thailandia, in particolare, negli ultimi dieci anni è divenuta la meta più ambita per il turismo sessuale pedofilo. I bambini provengono spesso dall’entroterra, da villaggi sperduti nella foresta tropicale.
Quasi sempre le famiglie vendono i bambini che non riescono a sfamare, in cambio di qualche migliaio di dollari e con la speranza di avviarli verso un futuro migliore. Il bambino venduto finisce subito in un bordello di Bangkok o di qualche altra città. Dove diventa un oggetto nelle mani del suo padrone. Questo orribile commercio avviene quasi sempre con la complicità delle autorità. Il perché è presto detto: il turismo sessuale in Thailandia ha triplicato il numero dei turisti. Anche quelli italiani.
Ebbene si, non manchiamo nemmeno noi italiani in questo gioco sporco, noi “latin lover” per definizione. “Loro hanno bisogno di mangiare per sopravvivere e noi questo possiamo darglielo in cambio della loro dolce compagnia” ci si sente rispondere quando chiediamo a questi pseudo-turisti perché lo fanno.
Il turismo sessuale è oggi punito esplicitamente da una legge italiana approvata nel 1998. In pratica, un cittadino italiano denunciato per pedofilia all’estero, viene perseguito anche dalla legge italiana, indipendentemente dall’iter giudiziario del Paese in cui è scattata la denuncia.
Difficile individuare le ragioni alla base del turismo sessuale. Una spiegazione facile individua in patologie individuali la radice del problema. Ma questo non spiega una diffusione così massiccia di questa pratica e non spiega nemmeno perché persone assolutamente “normali” a casa propria, diventino delle belve in Thailandia o in Brasile. C’è perciò una chiara componente socio – economica del fenomeno. IL TURISMO SESSUALE LO PRATICA CHI HA IL DENARO E IL POTERE DI FARLO.  
E così il nostro uomo occidentale fugge verso l’esotico per queste facili avventure, poco impegnative mentalmente ed emotivamente, per incontrare donne accondiscendenti, donne che vivono aspettando il “principe azzurro” e l’uomo occidentale lo incarna perfettamente, per il suo modo di fare, per le attenzioni che dimostra, per i regali che fa, per i soldi in più che lascia, per il fatto che sta con una ragazza di colore senza problemi, ma indirettamente e a volte direttamente, rivendica la sua superiorità di uomo bianco, occidentale, conquistatore.
Donne facili da conquistare, da illudere, da sedurre e poi facili da gettare via appena stanchi o in procinto di tornare a casa da una famiglia o da una compagna con la sola e bastarda giustificazione che almeno per un po’ di tempo anche noi semplici turisti facciamo opere di bene: diamo denaro a chi ne ha bisogno.

Barbara Provvedi-DEApress

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 20 Dicembre 2007 10:49 )  

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