Molti siamo over 60, pensionati, i più fortunati nonni e qualcuno di allora non c’è più.Non abbiamo mai partecipato alle annuali commemorazioni alluvionali e non ci sono mai spuntate le alucce da angeli del fango.In questi giorni ammiriamo in TV tanti organizzatori di questi angeli e deve essere la nostra età un po’ avanzata , con memoria difettosa, che non ci permette di ricordarli, e neanche (TG1-TG2 e TGR toscana) “colui che organizzava gli angeli” e cioè il, pur simpatico, post fascista Marco Cellai. In momenti di martellante revisionismo storico era evidente che a tale destino non potevano sottrarsi le vicende fiorentine del novembre 1966.
Questa serata lontana da senile reducismo , può ancora testimoniare ancora una certa indignazione e il piacere di rivedere gli amici che vedono ancora confermare la certezza di giudizi sull’operare delle Istituzioni di questo Paese in quella occasione e nei decenni successivi. La nostra osservazione di quel novembre inevitabilmente riflette la personale attività nelle vicende dell’Organismo universitario fiorentino (l’ORUF) , della vita associativa degli studenti di medicina, e dello stesso PSIUP.
Gli anni precedenti avevano visto migliaia di studenti in piazza per il Vietnam, contro la Spagna di Franco e la Persia dello Scià, come anni prima per la libertà dell’Algeria e contro gli assassini di Lumumba, disarmati e manganellati, superando i freni organizzativi del grande partito comunista. Era l’orgoglio di essere protagonisti di una vasta ondata di rinnovamento e di partecipazione assieme alla discussione sui “ruoli degli intellettuali non più subordinati al potere”.
A medicina nel 1963 avevamo organizzato il Congresso per la Riforma degli studi,preceduta da mesi di lavoro “collettivo”tanto da assegnare il diritto di voto di facoltà solo a chi aveva partecipato almeno alla metà delle sedute di lavoro e di assemblee decisionali. Nel 1965 su 5 membri alla segreteria nazionale degli studenti di medicina ben 3, tra cui il segretario, erano di Firenze, dove era stato tenuto il I congresso nazionale degli studenti di medicina con relazioni in cui si parlava di medicina del lavoro e dei compiti nuovi dei medici nella società. Nel 1966 la crisi della rappresentanza “parlamentare” degli universitari, nelle Sedi e nella stessa proiezione nazionale dell’ UNURI si evidenziava nelle primavera del Congresso di Viareggio e nell’impossibilità a Firenze di votare la nuova giunta dell’ORUF malgrado lo strapotere numerico degli studenti del PCI, dei “lombardiani” del PSI e dei cattolici dell’INTESA.
Intanto venivano espulsi dall’AGF, l’associazione fiorentina dell’UGI, Michelangelo Caponnetto di architettura e Riccardo Simoni di medicina, della segreteria provinciale giovanile dello Psiup, liberandoli finalmente dai vincoli che lo PSIUP poneva a livello nazionale rispetto alle istanze antiparlamentari e di potere assembleare che sembravano ormai mature. Le vicende dell’alluvione mostrarono con evidenza la forza di queste convinzioni.
UN BREVE RACCONTO
Il giorno dopo l’alluvione assieme a mio fratello Vincenzo caliamo da Rifredi nelle Firenze alluvionata per vedere le necessità di tanti amici. Passiamo in S. Apollonia e vediamo appeso un avviso di chiusura della Mensa universitaria per mancanza di energia elettrica. Stracciamo il foglio e ne mettiamo uno che indice un’assemblea dei fuori de per il primo pomeriggio. Intanto andiamo a sentire lo sgomento del Prof. Bandini degli Uffizi (credo si chiamasse così) e contattiamo i fratelli Spini. Alla mensa la carne nei frigo senza luce rischia di essere perduta e così con un camioncino la distribuiamo a varie strutture di ricovero per anziani. Con le ricevute vengono prelevati alimenti vari allo Stadio Comunale (pane, acqua, vino e tanti salumi vari e formaggi). Con molto orgoglio vengono presentati in prima serata a centinaia di fuori sede( meridionali e tanti persiani e arabi di vari paesi). Questi ultimi protestano per l’offerta di pur squisiti prodotti del maiale e allora si decide di destinare loro tutti i formaggi.
Intanto arrivano decine di giovani che non avevano trovato nessuna capacità organizzativa presso la vicina Questura e allora li mandiamo immediatamente alla Biblioteca Nazionale, diretta dal compagno Prof. Casamassima, e agli Uffizi. E’ l’inizio della funzione dell’ORUF in questa organizzazione dei soccorsi con squadre che rivedevamo in tarda serata quando si lavavano in S Apollonia con l’acqua fredda delle “sistole” e godendo di qualche genere di conforto. Gli Studenti di medicina usavano la consuetudine al lavoro comune istituendo un Centro Sanitario con l’occhio vigile di Vittorio Lampronti , già laureato, con i cattolici del Campanaccio di Gavino Macciocco assieme a tanti altri di varie convinzioni. Ricordo le stanze in S. Apollonia . piena di farmaci e presidi sanitari che venivano distribuiti alle squadre che si irradiavano nei vari quartieri con studenti provvisti di rudimentali bracciali di riconoscimento.
Venuti a conoscenza che in Prefettura le commissioni di tecnici sospendono l’attività alle prime ombre della sera rastrelliamo nelle chiese vicine un fascio di candele e le offriamo ai detti funzionari.
Creiamo timbri con il sigillo dell’ORUF con cui vengono avvallati atti scritti, tra cui il sequestro di autopompe. Ma all’ORUF cominciano le solite beghe, anche di potere, non risolte nella precedente primavera, tra universitari “assemblearisti” con forte presenza di psiuppini, PCI “eretici”, cattolici lapiriani…e “parlamentaristi “ dove è determinante la forza del PCI “ortodosso” oltre a vari socialisti lombardiani etc.
Questi ultimi cercano di recuperare il ruolo antico dell’ORUF, attenti a smussare il disgusto diffuso verso il fallimento delle Istituzioni anche nel post alluvione. Più complessa continua ad essere la realtà dei Comitati di quartiere con l’emergere di esigenze contrastanti tra ruoli nuovi partecipativi dei cittadini-vedi incontri tra delegati delle parrocchie e delle case del popolo, a sera inoltrata, in Casa della Fioretta Mazzei in Oltrarno. Dopo alcuni giorni di ruolo organizzativo all’ORUF decido di operare prevalentemente come sanitario della casa del Popolo “Buonarroti” in S. Croce, assieme all’indimenticabile psichiatra Dott. Torelli e poi con altri studenti di medicina. Avevamo a disposizione, inizialmente, solo qualche “spassetta” per sterilizzare, aghi e siringhe di vetro. Solo qualche tempo dopo comparvero gli allievi ufficiali medici di costa S. Giorgio con scatoloni di siringhe e aghi “a perdere”. Moltissimi sono i casi di punture da chiodi perforanti gli scarponi di gomma con necessità di profilassi antitetanica.
Emerge la grande capacità organizzativa dei compagni comunisti di S Croce, e ricordo il vigore, tra gli altri, di Cleto Menzella e di Sandra Teroni.
Un giorno compare Stato maggiore del PCI ( mi sembra di ricordare il segretario Longo e Giancarlo Paletta) e mi stupisce la pacata sobrietà con cui questi dirigenti vengono accolti dai compagni comunisti assorti al loro lavoro sui banconi della Casa del popolo. Mi apparve il segno di uno straordinario cambiamento. Un altro giorno comparve in Piazza dei Ciompi una troupe televisiva, forse della rai di Firenze, e mi pare che l’intervistatore fosse Citterich. Fui anche io intervistato e, ovviamente, ricordai l’evidenza del vuoto istituzionale del post alluvione. Mi venne assicurato che le interviste sarebbero comparse integralmente in un prossimo servizio televisivo. Cosa che non avvenne mai. Forse qualche traccia esiste ancora in qualche teleteca RAI. Passano le settimane e poi i mesi e un anno dopo qualche “angelo del fango”e qualche cappellone viene manganellato con gusto tanto per ricordare.
Contributo storico di Riccardo Simoni
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