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Simboli ritmanti

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SIMBOLI  RITMANTI --- di Beatrice Bausi Busi

Un FLASH MOB, un invito a esserci, ad arrivare alla chetichella e poi disperdersi, ma nel momento attivo FARSI SENTIRE. Ma non immobili come nei frost - dove l’azione si congela - né danzanti. Un passa parola senza l’uso di labbra, gola, palato, lingua, laringe, corde vocali, effettuato non parlando, suonando strumenti o gridando, cantando: farsi sentire con un suono fatto di molti suoni; una sorta di frastuono potrebbe definirlo qualcuno, che realmente è SCANSIONE del messaggio, codice Morse, tam-tam. Un martellare che “chiami” chi è distante o faccia girar la testa a chi passa, abbinato al silenzio vocale perché tanto, troppo, stra-troppo  si dice e si è detto sull’argomento. Un vuoto nelle stoviglie che richiami non all’abbondanza, che in case “normali” da tempo va rarefacendosi, bensì all’ancor più colpevole spreco. Perché il cibo c’è, e market piccoli o iper straboccano dagli scaffali di colori e slogan, confezioni accattivanti pensate sia per single che per gruppi familiari, differenti etnici gusti, ma una maldistribuzione e un’insensibilità quasi inconcepibile per esseri che si definiscono UMANI fa tutt’ora sì che certi muoiano di arterie occluse dal grasso e altri schiattino fra la polvere senza un sorso di liquido a bagnare bocche disseccate. Ancora viene penalizzato chi troppo latte produce, troppi agrumi o pomodori…no, non si fa! Vogliamo che i prezzi scendano, scherziamo? Ma il surplus, solo di rado arriva a calmare ventri enfiati dall’inedia.

…Silenzio dunque. Perché coloro per i quali sei lì stavolta, spesso non avrebbero neppure la forza di gridare la loro rabbia, né agitarsi a comunicare la frustrazione. Né potrebbero pregarti per il loro bisogno, perché sono gli affamati, coloro che privi dell’indispensabile troverebbero sforzo indicibile a volte persino muovere gli occhi, perché di fame, anche in questo momento in cui batto irritata per l’impiccio che mi provoca la tastiera quasi inutilizzabile - causa vetustà e protratto abuso del mio pc familiarmente condiviso - si continua assurdamente a morire, anche nel 2012. Stanno morendo di fame mentre il nostro frigo (anche in momenti di crisi come questi) ospita pur sempre frutta, uova, i cartoni del latte, yogurt e burro, verdure, proteine; e negli armadietti di cucina ci sono l’olio, le fette biscottate integrali e il riso, il tonno,  la pastina da fare in brodo per i piccoli e gli anziani di casa, legumi e soia e seitan per chi mangia vegano. Nelle ante del salotto occhieggiano magari biscotti “sfiziosi” e cioccolatini, qualche liquore da offrire, forse alcune bottiglie di vino migliore, da aprirsi per festeggiare qualcosa, al momento giusto. Meno alimenti di anni fa, magari in minor quantità e varietà o qualità… ma  ABBIAMO  DA  MANGIARE. Ma ci sediamo a tavola, o prepariamo panini, oppure scartiamo disprezzatissime ma inconfessabilmente amate merendine! Mio padre quando voleva far comprendere il comportamento di quelli che non hanno mai provato miseria e privazione e davanti ad esse quasi appaiono increduli, li giustificava, se così posso dire, con un alzata di spalle condita (esempio luminoso di fiorentino D.O.C.) dal detto: ”Corpo pieno non capisce corpo vuoto!”. Ossia… come vuoi che sappia della vera fame chi ha il ventre teso dall’aver “fatto il pieno” e magari reggendoselo mugola agli amici nel dopo pranzo Ohi ohi, ho mangiato troppo – anche oggi! Ma non era da parte sua uno scusare, era il disappunto dell’artigiano troppe volte non pagato quanto avrebbe dovuto, della persona buona incapace di alzare un dito neppur per difendersi, inadatta a far del male al prossimo; che del suo poco faceva divisione, comunione, sempre, e con questo concetto ha cresciuto le figlie.


La proposta vista su Facebook: “FIRENZE, FLASH MOB per dire NO alla FAME” . La “molla” una campagna di sensibilizzazione: “Per un futuro senza fame”, personalità, attori famosi aderenti, ma anche “gente”; questo l’evento conclusivo, l’ora le 12.00, quando si ha voglia di andare a tavola, nutrirsi, dopo ore di lavoro, scuola.

L’adesione del cuore immediata, clicco il mio parteciperò in FB poi, mi sorge una bottarella di scoramento dopo la lettura delle ultime istruzioni, al punto 3 ...ahi-ahi: ”1. Ciascun partecipante dovrà portare con sé 1 piatto ed 1 cucchiaio di qualsiasi materiale ma NON di plastica perché non fa rumore. //2. Presentarsi in Piazza Santa Maria Novella a Firenze il 22 settembre a partire dalle 11.30 a.m. e non oltre le 11.45 a.m. - distribuendosi principalmente al centro della piazza. //3. Alle 12:00 a.m. IN PUNTO io stesso con la maglietta Oxfam mi recherò vicino all’obelisco e suonerò un campanello. Sarà il segnale di inizio. A questo punto infatti inizierete a sedervi in terra con le gambe incrociate uno di fronte all’altro formando due lunghe file parallele e posizionando il piatto davanti alle vostre gambe.“ Per la sottoscritta una fitta al cuore: Ma… forse non potrò esserci allora…? Chissà se la mia partecipazione potrà convivere con le personali problematiche fisiche…  contatto subito il coordinatore fiorentino e portavoce per la ong OxfamItalia, colui che avrebbe dato il via alla manifestazione, Lorenzo Ridi. Veloce uno scambio di e-mail (riporto un sunto):

BBB: ...posso venire e fare tutto senza sedermi per terra a gambe incrociate? Oddio quanto mi dispiace, sembrerò quella che vuole spiccare nel mucchio e/o distinguersi a tutti i costi, ma ho grossi problemi alla spina dorsale ed al bacino dall’ultimo incidente in ORDINE DI TEMPO… sto ancora facendo terapie riabilitative… Se ritenete che sarebbe inadeguata una persona di mezza età che stia in piedi in un angolo battendo il suo cucchiaio sul piatto appoggiata  a qualcosa (muro, spigolo… seduta va maluccio lo stesso)… purtroppo devo dissociarmi, peccato…. Lorenzo: …non devi preoccuparti. Facciamo di necessità virtù. Ti propongo questo: invece di portare il piatto e il cucchiaio porta un vassoio vuoto e resta ferma in piedi alla fine di una delle due file (quindi dalla parte opposta a dove mi posizionerò io). Sembrerai una sorta di cameriera che offre cibo che di fatto non c’è… C’è anche un’altra persona che non può sedersi. Gli proporrò la stessa cosa alla fine dell’altra fila. Che ne dici? BBB: Ottima idea! Cercherò di capire al volo il punto finale della fila (Loggiato.. Alinari, per intendersi…) …fa molto piacere che mi sia data comunque questa opportunità. Anche chi ha una disabilità (che sia temporanea come mi auguro possa essere la mia attuale, o permanente) si sente parte attiva del mondo  e ti /vi ringrazio per la comprensione; l’importante è che la disabilità non sia QUELLA DI NON AVERE UN CUORE CHE PULSA PER ALTRI CUORI SOFFERENTI, non trovi? Lorenzo: Benissimo…. Su FB puoi vedere come si dispiegherà la fila cmq la fine …sarà verso lato Alinari. Credo che sia un dovere facilitare le persone che hanno qualche difficoltà. Spero che ti rimetterai presto. Un abbraccio e grazie ancora della tua disponibilità.

Ecco, visceralmente presa scrivo, di getto:

Batti forte col tuo cucchiaio, tu che hai SEMPRE qualcosa con cui riempirlo per portarlo alla bocca! Picchia in modo sonoro sul tuo piatto, NON PER FAR VEDERE CHE CI SEI E SEI BRAVO E SENSIBILE, ma per coloro che spesso non hanno né un piatto né una foglia su cui mettere del cibo e non mangiano neppure con le mani, che non sanno il significato della parola "spuntino" o "appetito" ma hanno impresso come un marchio quello di FAME. Mostra che il vuoto si può colmare.”


Tanti disprezzano il web per le aberrazioni che vi si trovano, le cose insulse, gli orrori… ma è parte del mondo ormai, e ne riporta difetti e pregi; per cui anche se ripeterlo sembra la sagra dell’ovvio, vi trovate pure la disponibilità, l’ascolto, l’adoprarsi per risolvere problemi piccoli, grandi, giganteschi… perché se ognuno spazza il suo pezzetto di strada davanti alla soglia di casa, ogni mattina, la strada si mantiene pulita. Se ti abitui a pensare con la tua testa (e il saggio genitore, ancora in tema di fiorentinità e cibo, sosteneva: “Chi adopera il cervello degli altri, può friggersi il suo!”) e non trovi episodico l’atto di donare, se accetti la compartecipazione e comprendi  quell’essere CONNESSI a-tutto-e-a-tutti anche se è doloroso e scomodo e che perciò TUTTO TI RIGUARDA (ma “questo” ancora non è scontato, anzi è troppo di rado ASSORBITO e VISSUTO nel quotidiano), dopo… farlo diviene automatico quanto il respiro. Senti che, pur con tutto l’inquinamento esistente dove ti trovi, respiri meglio. E sei grata di aver fatto assoluto silenzio, in questo caso ascoltando gli altri - ritmati simboli sonanti - mettendo il tuo silenzio nel nulla del vassoio, offerto all’aria e a vastità di dolore lontane/vicine così pressanti, presenti.

Un piatto vuoto, una doppia fila di piatti e due vassoi vuoti. Farsi emblema, senza parlare, comunitariamente.”

IMPORTANTI INFO: E’ possibile sostenere la campagna fino a domani, 23 settembre, inviando un sms al 45503 (Per info:www.oxfamitalia.org). Oxfam Italia lavora per le comunità ed investe quanto raccoglie in Haiti, Ecuador, Sudafrica, Sri Lanka, Repubblica Democratica del Congo, Bosnia Erzegovina, Territori Occupati Palestinesi, Albania, Repubblica Dominicana, Marocco.

--- Firenze, 22/9/2012

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 24 Settembre 2012 08:16 )  

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