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L'Elettrice Palatina e l'eredità tradita

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Il 18 Febbraio di 270 anni fa morì a Firenze la donna alla quale la città deve gran parte delle sue fortune. Anna Maria Luisa, nata a Firenze nel 1667 da Cosimo III de Medici, Granduca di Toscana, e da Margherita Luisa d'Orléans, cugina del Re Sole.

Comunemente chiamata Elettrice Palatina dopo il suo matrimonio con Giovanni Guglielmo del Palatinato, Anna Maria Luisa fu l'ultima esponente del casato dei Medici che per tre secoli aveva governato la città di Firenze. Suo fratello Gian Gastone, ultimo granduca, morì senza eredi dato che procreare con una donna non rientrava proprio nei suoi interessi, così l'Elettrice Palatina, anch'essa senza figli si ritrovò a vedere la sua Toscana passare dalle mani della sua famiglia a quelle degli Asburgo-Lorena.

Negli ultimi istanti del crepuscolo che precedono la notte definitiva della sua famiglia, l'ultima dei Medici ha regalato un lampo di luce, degno dei suoi antenati.

Anna Maria Luisa, con una grande dimostrazione di lungimiranza, sensibilità, amore per la città e determinazione, stipulò con gli Asburgo-Lorena il così detto “patto di famiglia” con il quale si stabiliva che tutte le opere d'arte di casa Medici sarebbero dovute rimanere a Firenze e in Toscana. E' quindi grazie all'ultima dei Medici se le opere dei più grandi artisti toscani si trovano agli Uffizi e non a Vienna o a Parigi. Nel patto Anna Maria Luisa arriva addirittura a dire che il patrimonio artistico di Firenze doveva rimanere in città per “attirare la curiosità dei forestieri”, intuendo le enormi potenzialità del turismo che adesso ha un ruolo fondamentale nell'economia fiorentina.

Facendo un salto nel presente, e considerando le grandi doti di governo e saggezza dimostrate già trecento anni fa, ci si dovrebbe aspettare che adesso gli Uffizi, scrigno del patrimonio artistico fiorentino, risplendano in tutta la loro sontuosità e ricchezza.

La naturale logica si scontra però con la cruda realtà dell'attuale situazione italiana.

Il museo lasciato da Anna Maria Luisa de Medici alla sua amata Firenze è ora in mano allo stato italiano e in particolare al Mibac, un ministero affondato in un abisso di burocrazia e incompetenza. A Firenze i sovrintendenti, nominati da Roma, sono persone di indubbie competenze artistiche ma del tutto svuotati dei poteri decisionali e manageriali di cui necessiterebbero. Il Comune di Firenze, che sarebbe dovuto essere il legittimo e naturale proprietario del museo (così come lo è di Palazzo Vecchio) non ha alcuna voce in capitolo.

Questa situazione ci regala gli Uffizi come un eterno cantiere che si trascina per decenni tra lungaggini burocratiche e processi giudiziari. Il Direttore degli Uffizi, Antonio Natali, dichiara che i lavori per i Nuovi Uffizi daranno luogo ad un cambiamento epocale ma questo è il minimo che ci si possa aspettare visto che la restaurazione sta durando da 43 anni, oltre il doppio del tempo impiegato per costruire l'intero museo nel 1500.

Ma forse la cosa che ferirebbe di più la povera Anna Maria Luisa non sarebbe vedere l'eredità della sua famiglia in mano ad un ministero lontano e inconcludente, ma leggere le tristi cronache che arrivano dalle sale del museo.

Ormai, sempre più frequentemente, negli ultimi mesi varie sale degli Uffizi sono dovute rimanere chiuse. Attenzione, non per i lavori, come sarebbe naturale pensare. Infatti il ministero si è adoperato per garantire che il museo restasse sempre agibile anche durante i restauri, chiaramente spendendo più tempo e più soldi. Per alcune sale tutto questo è stato inutile: sono dovute rimanere chiuse per mancanza di personale afflitto da influenza.

Questo farebbe male ad Anna Maria Luisa: vedere uno dei più importanti musei del mondo, che registra quasi 2 milioni di visite l'anno, rimanere chiuso a causa del raffreddore di alcuni custodi. Per eventi del genere non esistono spiegazioni o giustificazioni. E infatti non sono state date dalle istituzioni competenti. “Non è possibile andare avanti così, il sistema deve cambiare perché non funziona più” le parole scontate della sovrintendente per il Polo museale, Cristina Acidini.

Ogni anno il 18 febbraio si tengono celebrazioni in ricordo dell'ultima del Medici e oggi le è stato dedicato anche un francobollo. Per rendere veramente onore a questa donna illuminata basterebbe che tutti, dal Ministro dei beni culturali, ai sovrintendenti, dal direttore ai custodi, fossero più consapevoli e riconoscenti del patrimonio artistico che abbiamo ricevuto in eredità.

 

18/02/13

Cosimo Biliotti

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 18 Febbraio 2013 20:41 )  

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