Abdul Quader Mullah, vicepresindente di Jamaat-e-Islami, il maggior partito islamico del Bangladesh, è stato condannato dalla corte suprema alla pena capitale per reati commessi durante la lotta per l'indipendenza.
Durante il conflitto contro il Pakistan del 1971, Mullah sarebbe stato responsabile della morte di 344 persone, oltre che di torture e stupri.
La sentenza arriva dopo che nel mese di Febbraio il leader politico era stato condannato all'ergastolo. Il giudizio aveva scatenato le proteste del popolo, che per settimane aveva richiesto la pena di morte. Mullah invece, negando le accuse, aveva fatto ricorso, sperando in un alleggerimento della pena, non aspettandosi di certo un verdetto così pesante.
La commutazione della pena ha lasciato sgomento nella difesa.
Tajul Islam, avvocato difensore dell'imputato, ha dichiarato: "Siamo sbalorditi da questo verdetto. E' la prima volta nella storia giudiziaria dell'Asia del sud che una Corte Suprema aggrava una pena comminata in primo grado"
http://www.bbc.co.uk/news/world-asia-24108640
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