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Ferrovie e "guerre tra poveri"

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Giovedì i principali organi di stampa (1) hanno riportato la notizia del ferimento di un capotreno e di un macchinista a Milano, da parte di alcuni utenti. Naturalmente molti dei mass media si sono distinti....per avvolgere il gesto nelle sensazionali -e del tutto fuorvianti- descrizioni delle “gang di sudamericani”; per non approfondire le reali cause sociali dell'episodio ci si appella alla tradizionale “caccia all'immigrato”, oltre all'argomento illogico dell'insicurezza sui treni che ha già portato a dimostrazioni di insensatezza notevoli (2).

Quotidianamente, noi pendolari sulle ferrovie, assistiamo a “siparietti” non proprio edificanti...

Da una parte abbiamo i dipendenti delle ferrovie, disumanamente sfruttati e sottopagati, costretti quotidianamente -con il ricatto del licenziamento, ossia della fame- a “far da sbirri” (poichè, come ci ricordano le ossessive decalcomanie e gli ossessivi annunci sui treni, “il controllore è un pubblico ufficiale”).

Dall'altra abbiamo gli utenti, specialmente quelli dei treni locali, costretti a viaggiare in veri e propri “carri bestiame”, sovraffollati, perpetuamente in ritardo, e soprattutto sottoposti a quella gabella del biglietto, contro ogni logica perchè ci si è ormai resi conto (3) che il trasporto pubblico è un servizio che il cittadino e/o lo straniero di passaggio, hanno diritto ad avere gratis. Del resto non è stata la collettività a costruire le ferrovie? Il meno che ci si può aspettare, è di avere in cambio la possibilità di viaggiare senza balzelli come il biglietto in questione. Che diritto ha, Trenitalia e aziende simili di esigere una tassa su quello che essa non ha -a sua volta- pagato?

Gli utenti dovrebbero però ricordarsi che il controllore, il capotreno, e tutti gli altri dipendenti non sono responsabili degli abusi commessi dai “padroni del vapore”, e che prendersela con loro porta solo acqua al mulino dei padroni che ci vogliono tutti schiavi.

I sindacati dei ferrovieri, e i ferrovieri stessi, da parte loro, dovrebbero ricordarsi che chiedere più “sicurezza e polizia”è esattamente ciò che i padroni che li sfruttano vogliono, che la lotta per condizioni di lavoro umane sulle ferrovie è imprescindibile dal diritto degli utenti ad essere considerati come coloro che hanno costruito e mantenuto le ferrovie stesse, e non come bestiame da mungere.

Perdonatemi l'appello alla ragione, ma...Non si deve nè “tirar fuori il machete”, nè appellarsi alla violenza delle cosiddette “forze dell'ordine”. La logica del “divide et impera” deve essere rifiutata in nome della comunanza degli interessi degli sfruttati.Le “guerre tra poveri” avvantaggiano solo i padroni.

Fabrizio Cucchi, DEApress

(1)http://milano.repubblica.it/cronaca/2015/06/11/news/capotreno_macchinista_aggrediti_machete-116654389/?ref=HRER1-1

(2) http://www.deapress.com/cronache/17271-ancora-sul-tema-stazione-smnfirenze.html

(3) Ad es. a Tallin, in Estonia ( http://ec.europa.eu/environment/ecoap/about-eco-innovation/good-practices/estonia/20130617-capital-of-free-public-transport_it.htm ), ma anche in Francia (http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/14/la-francia-corre-ai-ripari-mezzi-pubblici-gratis-contro-linquinamento/913946/ )

 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 23 Giugno 2015 11:44 )  

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