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Da Bologna a Firenze la rincorsa ed il sorpasso a destra della politica istituzionale si è concretizzata nei volti di Merola e Nardella, entrambi appartenenti al Partito Democratico. Auto proclamatesi paladini del decoro, hanno impiegato politiche di gentrificazione con lo scopo rispettivamente di annichilire la zona Universitaria e di edulcorare la città vetrina ed estenderne i confini.
 In diverse occasioni, il sindaco di Firenze si è fatto fotografare in compagnia degli “angeli del bello” nell’atto di cancellare le scritte dai muri, colpevoli di sporcare il vestito della città vetrina che, pulita, deve attirare e incoraggiare a spese folli i turisti più facoltosi e ricchi. Successivamente l’amministrazione comunale ha fatto comparire graffiti stencil sulle strade e nelle piazze, recanti frasi intimidatorie ed offensive come: ‘Be aware! If you buy from illegal street vendors you feed crime. You can be fined up to 7.000 euro'. A sottolineare che, una pratica è illegale e degredante finchè non viene adoperata dalle istituzioni, che, nel caso specifico, riescono a snaturarla nell’essenza, ribaltandone la funzione di espressione popolare e ribelle, proprio per scagliarsi su chi, il venditore abusivo, vive una condizione di disagio.
Dopo aver anticipato Minniti in tema di Daspo urbano e tutela della “quiete pubblica”, Dario Nardella tiene fede al suo ruolo di pioniere dell’opera repressiva dichiarando di avere pronto un piano per le periferie. Questo progetto si consta di quattro punti: sicurezza, rifiuti, illuminazione e lotta alla prostituzione. Il primo punto si articola nel massiccio dispiegamento, da Settembre, di cento vigili di quartiere, che pattuglino le strade a coppie, in puro stile inglese e nell’installazione di duecento telecamere di sorveglianza capaci di riconoscimento facciale sul modello Tel Aviv e Città del Messico. Sui rifiuti si cerca un accordo con il comune di Prato per evitare l’abbandono sulle strade di materiale tessile. Il piano prevede anche l’installazione di pali della luce e un decreto anti-prostituzione. Non stupisce che, a parte gli interventi di ordinaria amministrazione, questo provvedimento sia mirato alla “pulizia” delle periferie, le quali sono un chiaro obbiettivo passibile di gentrificazione ampiamente dimostrato dalla volontà di costruire una linea tramviaria che arrivi alle Piagge.
Lo schema è semplice e si ripete continuamente in tutte le periferie del paese: dal principio si intimidiscono ed eliminano le soggettività antagoniste presenti sul territorio attraverso sgomberi, denunce ed arresti. Si prepara poi un piano che infonda “sicurezza” nei territori in cui si è fatta propaganda del terrore ÂÂÂ che, alla criminalizzazione di determinati comportamenti, fa seguire un’inutile e dispendiosa parata militare dando il via alla caccia alle streghe e colpendo piccoli spacciatori, ladruncoli e persone ÂÂÂ che vivono di espedienti. “Risanato” il terreno, si procede con una colata di cemento che faciliti la circolazione delle merci e che di fatto accorpi la periferia con il centro. A questo punto le condizioni per un nuovo quartiere residenziale borghese sono state poste mentre gli affitti saranno già saliti alle stelle e i prezzi delle case con essi, fornendo agli abitanti della zona l’unica possibilità ricatto di andarsene. La vecchia periferia è adesso parte del centro ed i suoi abitanti confinati altrove: qualcuno in un’altra banlieu, qualcuno in carcere.
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