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Responsabilità senza conseguenze

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Locandina dell'evento

Si è tenuto ieri martedì 26 settembre presso il Polo delle Scienze sociali di Novoli a Firenze un incontro dal titolo “Responsabilità senza conseguenze: uno sguardo all’etica politica attraverso gli occhi dei media” a cui ho partecipato con Silvana Grippi.

Incontro che dopo una lunga introduzione di uno studente, nonché coordinatore del Csx di Firenze, è sfumato in un dibattito al quale hanno preso parte il professore di comunicazione politica della facoltà di scienze politiche di Firenze Marco Tarchi e la giornalista di LA7 Alessandra Sardoni.

Gli argomenti affrontati durante la discussione sono stati i meccanismi di controllo del giornalismo e la trasparenza della politica, oggetto di analisi dell’ultimo libro di Alessandra Sardoni che ha colto l’occasione per presentarlo.

“Irresponsabili”, questo il titolo del libro, affronta vari temi politici “ma non con gli occhi di un esperto...” come ci tiene a sottolineare la scrittrice, ma soltanto dal punto di vista di una cittadina qualunque che rivendica la mancanza di assunzione delle proprie responsabilità da parte della classe politica.

Un titolo che non potrebbe essere più azzeccato e che allude quindi a una situazione vigente generale, senza nessun riferimento specifico a un determinato partito o a un determinato personaggio politico. E’ stato affrontato anche il tema riguardante il ruolo che i “mass media” svolgono oggi soprattutto in campo politico: vettori attraverso i quali si formano e si diffondono le idee politiche dei cittadini.

La comunicazione di massa è obbligata ad essere imparziale. La stessa cosa non può però essere chiesta alla politica e ai politicanti stessi: la politica è per sua natura il modello dell’anti-oggettività, è il luogo in cui ogni partecipante discute e porta avanti la propria idea, diversa da quella dei concorrenti , pensando che solo la propria sia quella giusta. La politica è il mondo della soggettività, i mass media dovrebbero essere invece il mondo dell’oggettività.

Come si evince dal titolo, il dibattito verteva però sulla responsabilità, o meglio sull’irresponsabilità, che i politici non si assumono più.

Dissimulare le cose e farle apparire come non sono, non ammettere i propri errori per evitare di perdere consensi tra l’opinione pubblica, cercare via di fuga o dividersi le responsabilità per non essere ritenuti gli unici colpevoli: sono questi i comportamenti comuni vigenti tra gli attori della politica, sempre più lavativi. Consociativismo e complottismo sono all’ordine del giorno.

E quando si fa riferimento al complottismo e soprattutto lo si fa in un’aula universitaria fiorentina viene spontaneo affrontare il caso dello scandalo dei concorsi universitari truccati, scandalo recente, che tra l’altro ha avuto luogo tra le aule adiacenti a quella in cui si svolgeva il dibattito, nella Facoltà di Giurisprudenza.

Tutti sapevano ma nessuno parlava, fino a quando un giovane ricercatore inglese vittima dei concorsi truccati non si è opposto a questa pratica corrotta, fin troppo comune nel nostro Paese. Philip Laroma Jezzi ha deciso di parlare, o meglio, di far parlare tramite una registrazione uno dei professori coinvolti nello scandalo, così da sollevare (per fortuna) un polverone e provare a mettere fine a questo modus vivendi.

Inciuci e raccomandazioni accadono da sempre e sempre accadranno, ma questo caso è diverso, è più grave: qui ne vanno di mezzo la meritocrazia e i sogni di ragazzi volenterosi, non bamboccioni o pigri come troppo spesso sono stati definiti da chi, forse, è più lavativo di loro.

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 17 Ottobre 2017 09:47 )  

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