
Poche ora fa è stato rivendicato dall'isis l'attentato alla stazione Saint Charles di Marsiglia del 1 ottobre scorso in cui sono morte due ragazze ventenni. Al grido di Allah Akbar l'uomo, nordafricano di 30 anni, ha accoltellato a morte le due ragazze nella folla. I militari di pattuglia sono accorsi in seguito alle grida e uno di loro ha ucciso il terrorista con due pallottole. Secondo i media locali, una delle vittime è stata sgozzata, mentre l'altra pugnalata. Oltre al grosso coltello utilizzato, l'assalitore aveva addosso anche un'altra arma da taglio.
Subito dopo l'attentato tra la folla si è scatenato il panico, con più di 200 persone che hanno evacuato la zona della stazione. Sono stati fermati dalle forze di polizia anche 4 uomini sospettati di terrorismo, che però sono stati immediatamente rilasciati dopo la perquisizione.
L’assassino, che era già noto alla polizia per una decina di reati, è probabile che abbia agito obbedendo alle generiche esortazioni dell’Isis di colpire i miscredenti e non in seguito a un’operazione coordinata, come riporta il Corriere.
Lo stesso giorno ha avuto luogo un altro attacco terroristico dall'altra parte del mondo, precisamente in Canada, a Edmonton, in cui un uomo ha investito diverse persone in un'area pedonale mentre era alla guida di un camion, provocando 5 feriti. Dopo averlo fermato e arrestato, le forze dell'ordine canadesi hanno capito subito che si trattava di un attacco di matrice terroristica: a bordo del furgone infatti è stata ritrovata una bandiera dell'Isis, come ha riferito il capo della polizia della città, Rod Knecht. "Crediamo che abbia agito da solo", ha aggiunto il responsabile delle forze del'ordine, senza tuttavia escludere la possibilità che altre persone siano coinvolte.
TgCom24 riporta che l'attacco terroristico si sarebbe svolto in due momenti: il primo ha riguardato l'accoltellamento di un agente di polizia fuori da uno stadio di football (il poliziotto è in ospedale e non sembra essere in condizioni critiche). Successivamente l'assalitore, alla guida di un camion noleggiato, si è gettato sulla folla ferendo quattro persone. Il modus operandi di usare veicoli e armi da taglio per colpire innocenti è tipico delle recenti azioni Isis in Europa.
L'attentatore è stato identificato: trentenne, si chiama Abdulahi Hasan Sharif ed era già noto alle forze dell'ordine, che però non avrebbero potuto prevedere un possibile attacco a causa della mancanza di indicazioni. Secondo i media americani è di origine somala e cercava asilo in Canada. Intanto la Casa Bianca ha condannato il "vile attacco" e offerto assistenza al Canada per le indagini.
C'è qualcosa che accomuna i due attentati, oltre alla matrice terroristica. Entrambi sono stati causati dai cosidetti lupi solitari: uomini che agiscono da soli, non in gruppo, senza un mandante ben definito da un nome e un cognome, ma semplicemente in nome dell'islam. Menti fuorviate e plagiate da una cultura in cui tutti devono omologarsi e conformarsi ad un modo di vivere retrogrado e maschilista. A mio parere, attacchi che sono dettati anche dall'invidia per la società occidentale, una società libera: certo non perfetta, non esente da critiche o difetti, ma comunque una società che ammette e riconosce le diversità senza aver bisogno di ricorrere ad attentati terroristici e seminare paura per ricevere consensi.
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