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Firenze artistica

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Arte a Firenze: TRA PASSATO E FUTURO

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Non è facile fare un’analisi del patrimonio culturale fiorentino proveniente da un particolare periodo storico. Firenze ha molti eventi che fanno riscoprire una parte del tesoro artistico e letterario che forse la città con le sue amministrazioni comunali riteneva perduto e che grazie ai nuovi movimenti artistici nati subito dopo il conflitto mondiale è stato possibile ritrovare, raccogliere e valorizzare. Opere culturali che il prof. Cardini definisce come i valori più genuini, più identitari e connotano i gruppi sociali della città.

Con il nuovo museo del novecento, finalmente c’è stata la possibilità di trattare il meglio che il passato recente dei fiorentini ha prodotto e poi portarlo nel futuro, in modo tale da non fossilizzare gli spettatori con l’dea di una città medievale, su ciò che è stata la cultura ieri ma piuttosto focalizzare ciò che dovrà essere fatto. Tra i tanti generi e stili ci sono le “Nuove Tendenze”, ”Informale” e ”Astrattismo Classico” che sintetizzano gli autori, le fortune e le divisioni che dal 1945 in poi hanno caratterizzato Firenze e in particolar modo il Centro Storico, punto focale di Firenze per il connubio arte-istituzioni. Un luogo dove la cultura rappresenta tutti i modelli “mentali”, di ideali che diventano parte integrante della coscienza sociale di una città.

Uno dei luoghi più rilevanti dedicati al patrimonio culturale è, dunque, il Museo del 900, aperto nel 2014 nelle vicinanze di Santa Maria Novella e dedicato all’arte italiana del XX secolo, con una selezione di quasi 300 opere. In risalto l’esplosione dei movimenti artistici che animarono periodi di grande vitalità e grandi contraddizioni: ad esempio il progetto del “Museo Internazionale di Arte Contemporanea” di Carlo Ludovico Ragghianti che dopo molti proclami non ha mai visto la luce. Oppure la creazione della prima cattedra di Musica elettronica al Conservatorio Fiorentino.

Senza dubbio uno dei temi più rilevanti del Museo del 900 è la “Poesia Visiva”, prodotto della Pop Art anni settanta e sintomo di linguaggi artistici mutati dal consumismo di massa. Un concetto che unisce arte visiva e linguaggio, immagini e parole. Un movimento che spazia in tanti temi, dallo sviluppo di ricerche musicali in piena libertà - con differenti artisti che sperimentano l’unione tra suono ed immagine; ad una critica delle definizioni di architettura e dei suoi mezzi tradizionali, con un nuovo precetto – il lavoro dell’architetto non deve essere finalizzato esclusivamente all’edificazione di qualcosa, ma deve rivolgersi alla società – anch’esso sperimentale.

Il settore dedicato alla “Poesia Visiva” è un lungo excursus dove il passato si unisce al suo immediato futuro, abbracciando archi temporali rilevanti: i tumultuosi anni Sessanta, con le loro lotte e le proteste fino all’epoca odierna dove i mass media la fanno da padrone. Un momento di confronto e di riflessione tra gli stili dove quelli fiorentini spiccano tra gli altri, così vicini alla città: tramite le opere concettuali ci si sofferma sui tratti somatici più importanti, quelli che col tempo sono diventati atteggiamenti di massa nella società contemporanea.

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 16 Giugno 2017 12:48 )  

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