
Foto di silvana grippi - durante il dibattito

Dimitri Deliolanes incontra i giovani di un Centro sociale a Firenze per parlare del suo libro e della situazione in Grecia:
Alba Dorata. La Grecia nazista minaccia l'Europa Ed. Fandango
"E’ il 16 dicembre 1980, giorno del suo ventitreesimo compleanno, quando Nikolaos Michaloliakos, “non Nikola né Nikos, ma Nikolaos, alla maniera antica”, fonda Alba Dorata: all’inizio una semplice “rivista dalla grafica scadente, con una periodicità incerta a diffusione militante”. Figlio di un secondino del Peloponneso un fratello che diventerà vicecapo di Stato maggiore dell’esercito, Nikolaos ha impegnato i sette anni precedenti a girare tra le più diverse sigle del marginale mondo dell’estrema destra greca. E’ appena uscito dal carcere, dove ha trascorso quasi un anno, condannato per terrorismo e possesso di armi ed esplosivi (sottratti alla caserma dove stava prestando servizio come ufficiale di complemento di fanteria). Piena di materiale apologetico sul nazismo, a partire dalla ripubblicazione di testi di Hitler e Alfred Rosenberg, la rivista Alba Dorata – neopagana, e ostile al cristianesimo – si definisce nazionalista, non nazista. Ma “nel miracolo della Rivoluzione Tedesca del 1933” vede “la Potenza che ci condurrà in un nuovo rinascimento europeo”, “la splendida rinascita degli istinti ancestrali della razza”, “una fuga possente dall’incubo dell’uomo massa industriale verso una nuova e nello stesso tempo antica specie d’uomo, l’uomo degli dèi e dei semidei, il puro, ingenuo e violento uomo del mito e degli istinti”. Quattro anni dopo, chiude. Ufficialmente per contrasti con gruppi di estrema destra rivali, in realtà perché Michaloliakos vuole scalare un altro movimento. Nel 1987 ricompare, organo di un movimento politico che esibisce come emblema un preteso simbolo miceneo, somigliantissimo a una svastica. Dopo molti anni di marginalità, con la crisi che devasta la società greca, nel 2012 Alba Dorata esplode: elegge 21 deputati su 300 alle elezioni di maggio e 18 alle successive di giugno. I sondaggi lo danno come terzo partito, l’Europa si spaventa: Alba Dorata non si limita a riempire gli avversari di insulti, o a riportare in auge idee di destra radicale date per finite. Mark Mazower, studioso del nazismo e della Seconda guerra mondiale, ci vede una evidente “parentela ideologica tra il nazionalsocialismo e Alba Dorata”: “I suoi membri obbediscono alla voce segreta del sangue”, con gli immigrati, visti come “la radice di tutti i mali del paese”, messi “al posto degli ebrei”. Da trent’anni in Italia come corrispondente della tv pubblica ellenica, Deliolanes (firma che i lettori del Foglio ben conoscono), analizza un fenomeno che, scrive, non minaccia solo la Grecia ma tutta l’Europa".
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