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Bossini Mauro racconta la sua storia

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Mi chiamo Mauro Bossini, sono nato a Firenze il 20.05.1945 e la mia famiglia abitava a Firenze in Borgo Pinti 57.

 Il mio vero padre era Zimmerman (tedesco), ma porto il cognome di Bossini  che quando ero piccolo ci prese a vivere con lui. Mia madre si era invaghita di Bossini, il quale in seguito mi ha legittimato.

Zimmerman Joahn, ci lasciò e si rifece una vita e una famiglia a New York e quando andavo a trovarlo (pagava lui il viaggio e l'albergo) ma non mi portava mai a casa sua. Mia madre era una bella donna, figlia Attilio Mandau (in seguito il cognome fu italianizzato) che viveva di rendita. Nel 1955 mia madre Bianca con la madre di Zimmerman e suo filgio e me piccolino di circa 10 anni. Abitavamo in Via della Piazzola 24. La villa era circondata da un grande parco. Mi ricordo che salivo degli scalini di pietra ed entavo in un prato all'inglese.Era la vecchia via Fiesolana: la casa era molto grande, c'erano due cani arlecchini con cui giocavo ma ero sempre solo. Un corridoio lungissimo e una cucina dove c'era un servizio di porcellana con cui facevo colazione e pranzo. C'era anche molto personale di servizio, tra cui c'era anche la governante che dirigeva il personale di servizio.

Quando la Bianca si innamorò di Bossini Lido si dovette andare a vivere in altro luogo, eccomi così in Via Gioberti, altro luogo di media borghesia. Bossini era stato comandante partigiano, un uomo dalle mille qualità. Dal collegio privato "La Querce",  egli mi fece andare a studiare alla scuola pubblica  il Liceo Classico in Via Martelli. Dopo il diploma andai all'Università nella Facoltà di Lettere e Filosofia e mi sono laureato con il prof. Cesare Luporini con una tesi sulla filosofia tedesca - dal Marx a Sartre. L'essere il nulla mi aveva affascinato. Continuai a studiare a Trento dove mi ero iscritto a Sociologia. Nel 1965 conobbi molti attivisti di sinistra.

Ho abitato a Milano a quello cosiddetto "L'appartamento", una casa dismessa e occupata, tra cui c'era anche Curcio, Rostagno Mauro ed altri. Non c'erano droghe e alcolici ma anarchici e comunisti e gente di varie aree. C'era o molte discussioni e la principale domanda era "come fare ad oppporsi al potere capitalista" non era ancora il tempo di ragionare su come "abbatterlo". Venivo spesso a Firenze dalla mia famiglia, dal momento poi che è venuto fuori che facevo parte di una organizzazione "Brigate Rosse (71-72-73) anche se molti pensano che nn quegli anni ancora non erano presenti. La Digos inizio ad indagare su di me, iniziarono a tampinarmi. Iniziai allora ad avere un comportamento più lineare. A Napoli fui arrestato nel 1974 da NOCS. Fui portato nel carcere di sicurezza di Palmi (istiuito dal Generale Alberto Carlo Alberto Dalla Chiesa). Noi politici eravamo separati: Rossi, Neri e Mafiosi. Poi c'era una ulteriore suddivizione: BR, Nuclei Armati Proletari e la destra da un'altra parte.

Nel 1975, lo stato di diritto permetteva di essere condannati solo se l'imputazione veniva provata. Venni scarcerato nel 1975. In quegli anni tornai ad abitare a Firenze e mi sposai con la prof. Salimbeni Cecilia da cui nacque un figlio che si chiama Giacomo. nel 1977. Ci lasciammo nel 1986.

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 22 Maggio 2015 16:44 )  

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