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Dalla Biblioteca Umanistica al nuovo Polo Bibliotecario.

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Il progetto Brunelleschi ha dovuto confrontarsi da un lato con la risoluzione delle problematiche attuali della Biblioteca Umanistica,dall'altro con la possibilità di sfruttarne le straordinarie potenzialità per realizzare una struttura bibliotecaria in grado di costruire un luogo di eccellenza per lo studio delle discipline umanistiche e un punto di riferimento per la città e per la comunità intellettuale nazionale e internazionale.
 
Le criticità principali della Biblioteca Umanistica che il progetto è chiamato a risolvere sono la carenza di spazio per la crescita della collezione, la condivisione senza soluzione di continuità degli spazi di piazza Brunelleschi con strutture con funzioni diverse. Anche la suddivisione della Biblioteca in sette sedi distribuite sul territorio può essere considerata  una criticità poichè limita la qualità del servizio. Al contrario, appare invece evidente il vantaggio, sul piano dell'efficacia del servizio ma anche della gestione e dell'ottimizzazione delle risorse,derivante dal trasferimento presso la sede centrale di Lettere nel plesso Brunelleschi.
 
La riorganizzazione delle strutture dell'Università avviata a seguito della riforma e la realizzazione di nuovi plessi didattici e nuove sedi dipartimentali hanno aperto la possibilità del progressivo allontanamento delle strutture e funzioni non bibliotecarie dal plesso per dedicarlo interamente a biblioteca.
 
La possibilità di concentrare in un'unica sede una ricchissima collezione relativa al più ampio ventaglio delle discipline umanistiche è uno dei principali punti di forza del progetto, che esalta e potenzia un tratto peculiare della Biblioteca Umanistica : il ridurre ad unità una molteplicità di ambiti disciplinari, indirizzi di studio, sezioni di collezione con tematiche ed origini diverse.
 
Il tratto distintivo del progetto è proprio il mantenimento di questo impianto di sale di consultazione specialistiche, che ha rilevato negli anni la sua funzionalità alle esigenze degli utenti, coniugato però con una nuova concezione dello scaffale aperto come luogo privilegiato di utilizzo della collezione. Le sale attuali, dedicate ai principali ambiti di studio umanistico, saranno integrate da sezioni significative della collezione dello stesso ambito conservata nel deposito che manterrà uno status più ampio di prestabilità.
 
Inoltre  in tutte le sale sarà garantito l'accesso alla rete, alla risorse digitali e ai servizi online .
 
L'intento è quello di creare non solo spazi funzionali all'accesso alla collezione ma anche luoghi in cui opera e vive una comunità.
 

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 11 Maggio 2016 10:02 )  

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