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Il nuovo Museo degli Innocenti

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Venerdì 24 ottobre, è stato aperto il nuovo Museo degli Innocenti, locato nello Spedale in p.zza Santissima Annunziata.

L’opera di ristrutturazione e riallestimento del percorso museale, costata tre anni di lavoro, è giunta al termine e venerdì è stato aperto al pubblico per la prima volta, permettendone l’entrata gratis.

La prima cosa che salta all’occhio sono le porte da cui si accede:

Poste sul lato destro dell’edificio, esse costituiscono un pugno nell’occhio non solo ad una delle più belle ed omogenee piazze rinascimentali, ma a tutta Firenze; queste enormi porte dal colore bronzeo dorato, non c’incastrano niente né con la piazza ne con tutta la città, dominata non certo da un discutibilissimo gusto kitch.

A parte questo sfregio estetico, il percorso appare ben chiaro – lineare- per il fruitore, che viene accolto da una sezione dedicata alla storia sia dell’edificio, voluto dal pratese Francesco Datini e commissionato a Filippo Brunelleschi, sia dell’istituzione stessa, la prima ad occuparsi così ardentemente della piaga sociale dell’abbandono infantile e ad avere dedicata una struttura di simili dimensioni.

Contigua alla sezione ve ne è una circolare, dove il visitatore può divertirsi ad aprire cassettini in cui sono conservati i doni che le famiglie lasciavano addosso ai bambini -medagliette, bottoni e tant’altro- che servivano da riconoscimento nel caso i genitori (paragonati ai soldati mandati da Erode ad uccidere i bambini, nel cartiglio sopra la porta con la ruota dove si lasciavano i bambini),idea simpatica, peccato che vi sono oggetti del solo XIX sec. e in più di 400 anni di attività – l’atto fondante è del 1419- dubito che questa usanza abbia interessato solo 100 anni.

Si continua in stanze con raccolte testimonianze della vita ospedaliera e poi finalmente possiamo salire a livello del chiostro –bellissimo ammirare il cielo senza la città d’intorno – e infine andare alla pinacoteca dove vi sono conservate, tra le varie, opere del Ghirlandaio, Piero di Cosimo, una Madonna del Botticelli e tanti altri. Qui vi sono anche i tondi Robbiani dei bambini in fasce(divenuti simboli dell’istituzione), restaurati in maniera eccelsa e non messi in un contesto pacchiano, che prima erano in facciata al loggiato ma che sono state sostituite da delle fotocopie, per preservare gli originali.

Molto intelligente è stata l’idea di non murare la finestra brunelleschiana che dà verso l’ambiente-chiesa e che ci permette di osservare l’originale copertura a capriata lignea, messa in ombra nel XVIII sec. dalla volta a botte.

Dopo varie altre stanze possiamo salire al Caffè –Veranda da dove possiamo ammirare un tratto di paesaggio fiorentino e poter discendere ai piani inferiori per riguardarsi il complesso oppure uscirne dalle orribili porte.

In complesso quindi è una buona allestitura e vale una visita, grazie alla chiarezza espositiva delle opere e delle spiegazioni, nonché degli spazi che non costituiscono pesantezza ambientale.

Fotogallery:

- L'entrata

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- I tondi robbiani

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