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MEDITERRANEO

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Il Mediterraneo, fin dall'antichità, è un mare raccontato dagli storici e geografi, da una sponda all'altra, un luogo di mezzo che segna confini indefiniti. Le sponde univano e uniscono culture diverse che si incotravano e lottavano a seconda dei periodi storici.
"Il mare in mezzo alle terre", mare Nostrum, che da sempre unisce e divide tre continenti, tra molteplici culture, religioni e identità.

Un bacino piccolo e chiuso che comunica a occidente con l'oceano Atlantico, tramite lo stretto di Gibilterra, un tempo ritenuto il confine del mondo, le Colonne d'Ercole che solo Ulisse osò varcare. Verso oriente il canale di Suez, costruito prima del conflitto mondiale da Francia e Inghilterra, per agevolare gli scambi commerciali, apre i collegamenti con il mar Rosso fino al Pacifico.

Ecco, tra la Turchia e l'antica Tracia, lo stretto dei Dardanelli, che collega il mar Nero al Mediterraneo. Greci e Troiani nella famosa guerra dei vent'anni si batterono per aver il controllo di questo stretto, considerato da sempre un punto di grande valore strategico-militare.

Il nostro mare è sempre stato sovraffollato da genti e civiltà, navigato sin dai tempi più remoti consentendo scambi di culture e conoscenze. Il clima favorevole e le acque all'epoca pescose, hanno visto il susseguirsi di imponenti imperi, come quello Egizio,esteso lungo le sponde del Nilo, risalente a più di 3.000 anni fa ma che ancora oggi studiamo e ammiriamo con un'aria di infinita curiosità. Cosi come gli Etruschi, i Fenici, Saraceni, Cartaginesi, Greci e Romani, popolazioni protagoniste di allenza e di scontri, ma anche di leggende come i guerrieri Shardana, storie di impavidi navigatori, pirati e saccheggiatori, considerati da alcuni archeologi gli abitanti della Sardegna in Epoca Nuragica, poi diventati guardie reali del faraone Ramses II, a seguito di scontri con l'impero egizio.

Nomi impotanti, hanno fatto la storia come Ibn Battuta il marocchino di origine berbera che eplorò, all'età di 21 anni, gran parte dell'Africa e dell'Asia allora ancora sconosciuta, diventando poi uno degli esploratori più famosi al mondo. Non solo esploratori, ma anche combattenti e strateghi come Salah Al-Din o meglio conosciuto come Saladino, il sultano che diede inizio alla dinastia ayyubide, il quale sconfisse i crociati nella decisiva battaglia di Hattin aprendo la strada alla riconquista musulmana della Palestina dai crociati, che vi si erano insediati 88 anni prima. Per non parlare di Khayr al-Din Barbarossa, detto anche in italico Ariadeno Barbarossa, corsaro e ammiraglio della flotta ottomana conosciuto per la sua feroca e astuzia, mise a ferro e fuoco gran parte del mediterraneo nelle guerre corsare.

La nascita delle quattro repubbliche marinare, i successivi sviluppi commerciali, i confini stabiliti con la nascita degli stati, fino ad arrivare alla concezione delle acque internazionali stabilite dagli accordi e dai trattati tra le nazioni Europee, ha cambiato radicalmente quello che era un tempo il mediterraneo. Nell'epoca delle comunicazioni globali e dei viaggi intercontinentali, questa ristretta porzione di acque che rappresenta meno dell'1% della superficie dei grandi oceani, sembra restingersi ulteriomente: una pozzanghera sempre più affollata, impoverita, inquinata. Da un punto di vista "umano", invece, le distanze sembrano, piuttosto, dilatarsi rispetto al tempo in cui il Mare Nostrum veniva solcato dalle imbarcazioni greche, romane e fenicie. Le due sponde, infatti, non sono mai state cosi lontane come oggi, in un'epoca di conflitti e rivolgimenti. l'Europa latina sempre più attratta nell'orbita continentale tedesca, il medio oriente ed il Nord Africa ancorate alla morsa d'ogni tipo di subalternità; i flussi migratoi dai paesi poveri veso quelli ricchi che generano reazioni di chiusura ed intolleranza; gli appetiti delle grandi potenze che si trasfomano in conflitti distruttivi e sanguinosi.

Il senso di questo progetto, allora, non può essere che ripecorrere queste linee di divisione e di inconto/sconto sociali, economiche, culturali e religiose, rileggendo la storia, la geografia e l'antropologia dei paesi che affacciano su queste acque. Un'esercizio che crediamo quanto mai utile in quest'epoca turbolenta per favorire la conoscenza e la comunicabilità tra le due sponde, che ormai vedono più muri che ponti.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 13 Aprile 2017 15:45 )  

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