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Intervista ad un artista congolese: Luloloko Mays

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Nel corso della mattinata di ieri, il gruppo di lavoro, della Redazione Deapress, ha avuto l'occasione di conoscere la storia di Luloloko, 40enne, artista di origine congolese, che da pittore, ben presto ha allargato i sui orizzonti appassionandosi alla moda e anche alla sartoria.

Il suo viaggio inizia a Kinshasa, capitale dela Repubblica Democratica del Congo dove inizia a frequentare l'Accedemia di Belle Arti e impara dai docenti le prime conoscenze sull'arte pittorica, i generi, gli stili e i modi di essere che possono contraddistinguere gli artisti.

La svolta arriva nel 2000, anno in cui grazie ad un concorso per artisti promosso dall'Ambasciata d'Italia, riesce a trasferirsi nel nostro paese entrando proprio qui a Firenze. Una grande occasione per poter apprendere ancor di più le conoscenze adatte, ma soprattutto per sviluppare uno stile personale, aspetto fondamentale per farsi spazio in un mondo sempre saturo di nuovi modelli. La sua prima mostra è stata realizzata proprio grazie alla disponibilità dell'Associazione DEA e della Galleria dell'Immagine, una collaborazione che va avanti ormai da oltre 10 anni.

Grazie ai fantastici punti di riferimento che la realtà fiorentina riesce a dare, la sua attività di semplice pittore su tela si espande abbracciando il campo della moda: la contaminazione degli stili rinascimentali ha inficiato sulla personalità di Luloloko, che dopo anni a contatto diretto con Firenze ha sviluppato una visione personale anche come stilista, materia molto più tecnica della semplice arte.

Grande importanza per l'artista congolese hanno avuto i precetti appresi nei corsi accademici con la loro desinenza artistica francese, ma nel momento in cui essi sono diventati troppo rivisitati l'unica soluzione è stata quella di fare da autodidatta imparando sul campo tutto ciò che poteva essere utile.

luloloko1.jpg

Luloloko si può definire come un artista sperimentale che crea un'arte etnica: per questo motivo i temi delle sue opere hanno come fulcro principale i racconti tribali e i soggetti astratti. I materiali utilizzati sono provenienti da altri stili e da altri artisti, ma come detto prima la capacità di autoreinventarsi sta alla base dei lavori di Luloloko. Tra i soggetti più raffigurati e realizzati c'è quella della maschere: un fattore importante nella vita del congolese poiché fin dall'inizio visto ne ha dedotto un auspicio di buona sorte.

L'obiettivo della sua arte è la semplice espressione personale di sè; il tema della maschere non resta fine a sè stesso poichè Luloloko riesce ogni volta a cambiare, modificare i caratteri del tema mascherario e a trasfigurarlo in modi diversi, a renderlo sempre nuovo. Con un desiderio futuro molto chiaro, quello di diventare una sorta d'insegnante per condividere tutta la sua conoscenza agli artisti del domani.

Nella mente di Luloloko è ben presente il concetto di dinamicità: nelle opere, nello sviluppo di nuove idee, di nuovi materiali, di nuovi soggetti da realizzare. La sua è "un'espressione di un’arte visiva ampia che penentra lo stato emozionale dello spettatore: un modo di fare che obbliga lo spettatore ad interpretare ogni singola situazione che l'artista crea e racchiude senza una riflessione, come se fosse mosso dall’istinto" (cit.).

 

Presenti all'intervista/dibattito di Luloloko Mays:  Paolo Ferrantini, Silvio De Rosa, Silvana Grippi,Mariangela Melato. 

Altri articoli:

 

La pittura astratta di Luloloko Mays

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 21 Luglio 2017 17:55 )  

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