"Sono gli ultimi giorni di guerra per Firenze. Le truppe alleate avanzano da sud e le formazioni partigiane iniziano a scendere dai monti per convergere sulla città.
I tedeschi conoscono la direttrice di marcia dei partigiani e ne ostacolano l’avanzata: battaglie cruente, case incendiate, esecuzioni sommarie. Scontri che costano ancora tanti morti.
Nella notte del 3 agosto 1944 un gruppo di patrioti della 22^ bis Brigata Sinigaglia – Divisione Arno sale dall’Antella verso Pian di Lonchio con dei sacchi di farina che devono servire ai partigiani.
Una raffica di mitra di una pattuglia tedesca, all’altezza de “Il Pecoraio”, colpisce a morte Emilio Martini, nome di battaglia ‘Balena’ (già superstite dell’eccidio di Pian d’Albero).
Emilio Morandi, ‘Greco’, si salva grazie al sacco che porta sulle spalle e riesce a fuggire. I tedeschi prendono prigioniero Ivo Lazzeri, ‘Giannetto’. Successivamente (come ricorda Tullio Fiani in uno scritto del 1994) lo portano alle Colonie del Borro di San Giorgio, lo uccidono a colpi di pugnale e gli levano gli occhi. Insieme a ‘Giannetto’ i tedeschi ammazzano anche Giovacchino Mutolo.
Il giorno dopo, il 4 agosto, la Brigata Sinigaglia entra a Firenze nella zona dell’Oltrarno e inizia l’ultima battaglia per la liberazione della città.
Per sabato 2 settembre il Comitato “ Una strada per Pian d’Albero “, Firenze Antifascista, CPA Firenze Sud e alcune sezioni dell’ A.N.P.I., organizzano una camminata sullo stesso percorso fatto dai partigiani con la farina. All’arrivo al Lonchio verrà apposta una targa, ci saranno canti e testimonianze".
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