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Tiziano Scarpa racconta Guido Gozzano

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Verso i 200 anni del Gabinetto G.P. Vieusseux

1819 – 2019

SCRITTORI RACCONTANO SCRITTORI

Terza edizione - 12 gennaio - 6 aprile 2019

Sala Ferri \ Palazzo Strozzi e Spazio Alfieri, ore 11.00

16 febbraio – Spazio Alfieri

Tiziano Scarpa

racconta

Guido Gozzano

La Sala Ferri continuerà per tutto il 2019 ad essere luogo di attività culturali privilegiato della Città di Firenze, e scandendo il - 1 alla tappa dei 200 anni. Dopo lo straordinario riscontro avuto nelle prime due edizioni riprende Scrittori raccontano Scrittori, il ciclo dedicato alle scuole superiori a cura di Alba Donati e Gloria Manghetti, realizzato con il patrocinato del Comune di Firenze, il patrocinio e l’ausilio del Centro per il libro e la lettura del Mibact e con il sostegno e la collaborazione della FondazioneCR Firenze. Gli incontri sono aperti al pubblico fino a esaurimento posti.

Dopo Luca Doninelli, Ermanno Cavazzoni, Marcello Fois e Fabio Genovesi, il ciclo prosegue sabato 16 febbraio (ore 11.00 allo Spazio Alfieri, via dell’Ulivo 6) con Tiziano Scarpa che racconterà il Guido Gozzano.

Scarpa partirà da 'Le Golose', la poesia dedicata alle signore che mangiano le paste nelle confetterie, come uno dei primi ibridi fra poesia e pubblicità (nella rivista in cui venne pubblicata per la prima volta Gozzano nomina la storica pasticceria torinese “Baratti & Milano” in cui la scrisse), mettendola in rapporto con altre poesie in cui, per così dire, sotto i versi freme un'insofferenza contro le ipocrisie sociali.

Da qui si passerà dunque a alcune considerazioni sul poema Le Farfalle, pubblicato in frammenti e rimasto incompiuto. Di solito considerati di minore interesse, per Scarpa tali versi sono invece attualissimi, come "congedo dall'umano", e particolarmente importanti oggi, nell'epoca dell'Antropocene

Scrittori raccontano Scrittori rientra nel percorso di avvicinamento ai 200 anni nel Gabinetto Vieusseux. Iniziato nel 2017, e quest'anno alla sua terza edizione, il ciclo prevede che ogni anno dieci scrittori/scrittrici siano invitati a scegliere un Autore tra ottocento e novecento da raccontare ai ragazzi non prima, però, di aver consultato i preziosi documenti conservati nell’Archivio Contemporaneo del Vieusseux alla ricerca di qualcosa di nuovo. Gli scrittori e le scrittrici hanno scelto un autore compagno\a, maestro\a, di cui raccontare la storia, la figura intellettuale, il percorso, la vita, i libri partendo dalla consultazione delle carte conservate in sede.

“Abbiamo chiesto agli scrittori - dice la presidente Alba Donati - una rilettura degli scrittori di ieri fatta a partire da qualcosa di nuovo trovato nei loro appunti. In questi due anni abbiamo avute riletture innovative di Pascoli, di Gadda, di Buzzati. Gli incontri sono andati così bene da sfidare la nostra capacità di capienza, infatti quest’anno abbiamo dovuto dislocare alcuni incontri in Teatro, e ringrazio lo Spazio Alfieri per aver accettato di darci una mano”.

L’archivio Bonsanti ha più di 150 fondi “un suggestivo percorso – dice la direttrice Gloria Manghetti – tra autografi, dipinti, libri, oggetti, fotografie, e cimeli vari che ben si prestano a un viaggio della o nella memoria.”. L’obiettivo è portare gli studenti del liceo ad ascoltare 10 lezioni eccellenti, fatte dai migliori scrittori di oggi su 10 scrittori di ieri. Sensibilizzare quindi le giovani generazioni a conoscere da vicino e da dentro la letteratura, e recuperare l'amore per la cultura umanistica.

Tiziano Scarpa (Venezia,1963) è un romanziere, drammaturgo e poeta italiano. Con il suo romanzo Stabat Mater ha vinto il Premio Strega 2009 e il Premio SuperMondello 2009. Tra i suoi libri, Occhi sulla graticola (Einaudi 1996 e 2005), Amore® (Einaudi 1998), Venezia è un pesce (Feltrinelli 2000), Cos'è questo fracasso? (Einaudi 2000), Nelle galassie oggi come oggi (con Raul Montanari e Aldo Nove, Einaudi 2001), Cosa voglio da te (Einaudi 2003), Kamikaze d'Occidente (Rizzoli 2003), Corpo (Einaudi 2004 e 2011), Groppi d'amore nella scuraglia (Einaudi 2005 e 2010), Batticuore fuorilegge (Fanucci 2006), Amami (con Massimo Giacon, Mondadori 2007), Comuni mortali (Effigie 2007), Stabat Mater (Einaudi 2008, premio Strega 2009), L'inseguitore (Feltrinelli 2008), Discorso di una guida turistica di fronte al tramonto (Amos 2008), Le cose fondamentali (Einaudi 2010 e 2012), La vita, non il mondo (Laterza 2010). Dall'inizio degli anni Novanta a oggi ha scritto una quindicina di testi per la scena e per la radio, tutti rappresentati, fra cui: Comuni mortali (Effigie 2007); L'inseguitore (Feltrinelli 2008); L'ultima casa (Transeuropa 2011); La custode (in New writing Italia. Dieci pezzi non facili di teatro, a cura di Rodolfo di Giammarco e Martina Melandri, Editoria e spettacolo, 2011), L'infinito (Einaudi 2011). Sempre per Einaudi ha pubblicato Il brevetto del geco (2015), Il cipiglio del gufo (2018) e la raccolta di poesie Le nuvole e i soldi (2018).


Guido Gozzano (Agliè, Torino, 1883 - Torino 1916)
Di famiglia altoborghese, si iscrive a giurisprudenza, ma, influenzato dalle lezioni di letteratura di Arturo Graf, abbandona gli studi per dedicarsi alla produzione poetica. La poesia di Graf, amara e ironica, influenza quella di Gozzano, permettendogli di allontanarsi dalla poesia dannunziana, principale modello poetico dell’epoca, e di entrare  in contatto con scrittori ed intellettuali dell'epoca. La via del rifugio, la sua prima raccolta, viene pubblicata nel 1907. Dal 1909 si apre il periodo più fecondo per la sua scrittura, e nel 1911 pubblica per il prestigioso editore Treves la seconda raccolta, I Colloqui, in cui confluiscono anche alcune delle liriche del primo volume. Collabora anche con riviste e giornali, come “Nuova Antologia”, “Riviera Ligure” e “La Stampa”, senza dimenticare il "Corriere dei Piccoli", su cui nel 1914 pubblica alcune fiabe per bambini. Nel 1912 si aggravano le sue condizioni di salute, per cui decide di partire per un viaggio in India, nel tentativo di trovare un clima più adatto alle sue malferme condizioni. Tuttavia il viaggio diventa una nuova occasione per scrivere delle note di viaggio, che sostituiscono il più importante testo in prosa gozzaniano e che saranno pubblicate postume ne Verso la cuna del mondo (1917). Tra il 1913 e il 1914 si dedica alla composizione di un poemetto didascalico, Le farfalle, che rimarrà tuttavia incompiuto. Dopo lo scoppio della Guerra Mondiale, cui l'autore non può partecipare, si ritira a vita privata e lontano dalla scrittura e nell'agosto del 1916 muore dopo un violento attacco di tisi. La poesia di Gozzano è legata tematicamente a quella dei crepuscolari: l’interesse verso le cose piccole e quotidiana, il rifiuto della poetica dannunziana, l’allontanamento dalla società, l’impossibilità di vivere una vita attiva, la malattia e la morte.

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