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Montepulciano Adieu

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La permanenza a Montepulciano si è conclusca con un doppio appuntamento; il primo di interesse particolare, è stato nel Palazzo Ricci con l'esecuzione da parte degli alunni del corso di perfezionamento di Antonio Lysy (violoncellista italiano che parla inglese in perfetto "italiano") organizzatore indefesso degli Incontri in terra di Siena. Nella gremitissima sala, abbiamo veramente apprezzato lo sforzo di eseguire una serie di Duetti per due violini di Luciano Berio e soprattutto la magnifica esecuzione del Quartetto per archi di Maurice Ravel da parte di un consolidato ensamble di musicisti californiani. E' evidente che nel corso di Lysy il lavoro viene seguito con attenzione dai docenti, che hanno creato un vero e proprio "cantiere" di creatività. Al Poliziano abbiamo infine assistito alla messa in scena de La bottega del caffè di Carlo Goldoni, adattata da Carlo Pasquini. In vero non abbiamo molto compreso l'adattamento, poichè il testo è stato all'incirca quello originale, l'allestimento abbastanza classico non s'allontanava molto dalla dinamica goldoniana. L'unica elemento sostanziale ad essere adattato è stato il personaggio di Ridolfo, interpretato da Mascia Massarelli, una donna che diventa uomo, cosa che naturalmente il Goldoni non aveva previsto. Per il resto, a parte la bravura scenica e interpretativa di Gianni Poliziani nel ruolo di Don Marzio, quella di Guido Dispenza nel ruolo di Flaminio, una serie di corpi esibiti (quelli maschili) e vestiti in pseudo sottoveste (quelli femminili), in un gioco di rimandi sessuali e di ammiccamenti al  doppio, la rappresentazioni s'è svolta come un classico, con l'accortezza del regista, di condurre il tutto in un atto, per non  interrompere l'azione scenica (interessante trovata). Belli i costumi di Tiziano Ramera e Stefano Mondini. Brutta la registrazione delle musiche di Mozart. Le scene essenziali sono state curate dagli stessi costumisti.Purtroppo non abbiamo potuto apprezzare il trucco poichè nella posizione assegnataci( in un palco laterale di seconda) è stato difficile poter vedere con accortezza. Peccato, sarà per la prochime fois! Au revoire les enfants!

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 27 Luglio 2012 19:58 )  

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