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Renato Nicolini, l'inventore dell'estate italiana

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Lo spettacolo in Italia per tanto tempo è stato appannaggio di una classe sociale borghese o aristocratica. Gli anni settanta sicuramente sono serviti ad aprire il mondo del teatro soprattutto, anche a chi non avesse ascendenze di sangue blu o simili riferimenti. Eppure, un architetto di chiare tendende comuniste, in un governo capitolino sostenuto da un mostro sacro della storia dell'arte come Giulio Carlo Argan, s'invento quell'estate romana, madre poi di un grandissimo fermento che pervase tutta la penisola. Nicolini, partendo dall'idea sociale dell'arte e dello spettacolo, decise di aprire le porte degli spettacoli ai romani assetati di cultura e pronti ad affrontare le forti temperature dell'estate del 1977. Fu un miracolo, incredibile per una nazione abituata o alle sagre paesane o alle sale teatrali. Portare il cinema fuori dalle sale, ma tutte le forme d'arte da fare all'aperto, vivacizzò un paese abbastanza annichilito dalla borghesia e dal falso pudore democristiano. Eppure la sua intuizione, fu molto criticata proprio da quella sinistra purista che mal giudicava le scelte di Nicolini. La sua tenacia però fu tale che permise che l'estate romana si trasformasse in un marchio quasi, aprendo i dibattiti sull'effimero di Nicolini o sulla cultura dell'effimero. Certo, oggi che Nicolini ha ceduto le armi ai carri dell'Ade, ci rimane un grande insegnamento, sociale soprattutto. Renato Nicolini (che continuò la sua attività politica e professionale) è stato un esempio di quella sinistra che sa creare e sa uscire dai dorati portoni della cultura con la C maiuscola. Chiudiamo con una nota di tristezza, poichè di questi tempi, la Roma della cultura è in altre mani che non hanno niente di effimero e sono così lontane dall'idea sociale e culturale del suo inventore. Ha ragione il figlio Simone quando dice  che "é imperdonabile che Roma abbia perso 20 anni di Renato Nicolini. Mio padre doveva e poteva essere sfruttato meglio dalle risorse politiche della città". Ma si sa, nemo est profeta in patria. A Renato Nicolini leviamo i calici di vino per ricordarlo come si fa con le persone che rimangono amici per sempre!

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