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55°FESTIVAL DEI POPOLI - è tempo di futuro

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Il festival interazionale del film documentario a Firenze, dal 28 novembre al 5 dicembre. 83 documentari per raccontare, informare ed emozionare, proiettati nelle sale presso il cinema Odeon, lo Spazio Alfieri, l’Istituto Francese di Firenze e l’Auditorium di Sant’Apollonia.

La kermesse, arrivata quest’anno alla sua 55/ma edizione, è presieduta da Marco Pratellesi e diretta da Alberto Lastrucci, realizzata in collaborazione con Regione Toscana, Ente Cassa di Risparmio, Comune di Firenze, Unicoop e Institut Francais.

Nell’ambito della “50 giorni di cinema internazionale a Firenze” verranno proposti documentari di provenienza internazionale suddivisi per sezioni: “Concorso Internazionale”, che comprende corti, medi e lungometraggi inediti in Italia e “Panorama”, dedicata esclusivamente alla produzione italiana; seguono una retrospettiva dedicata al regista olandese Jos de Putter, e l’omaggio al genio di Vincent Dieutre che ha raccontato l’Italia dagli anni 70 fino ad oggi. Novità di quest’edizione sarà la presenza di due ulteriori sezioni che però non competeranno per aggiudicarsi alcun premio. Ecco quindi “Sui generis”, selezione di documentari che si rifanno ai grandi classici quali l’horror, il genere western o quello erotico, e “Reality is more” che anche questa volta rappresenta lo slogan del Festival e sottolinea ,con questo inciso, l’importanza di documentare la realtà e la quotidianità come atto politico.

In questo 55esimo anno del festival non mancherà il tempo di presentare un elogio a Dominique Auvray, montatrice di fiducia di registi del calibro di Marguerite Duras e Vincent Dieutre, nella sezione a lui dedicata “I maestri del cinema”. Questo ricco programma è chiuso dalla presentazione di progetti, “rough cuts” e workshop in “Doc at work” che consentirà inoltre di incontrare esperti internazionali e gli autori dei lavori.

L’inaugurazione, venerdì 18 ore 18:00 al cinema Odeon, è affidata alla prima italiana di “See no Evil” di Jos de Putter, splendida docu-favola che ha per protagoniste tre scimmie davvero speciali: Cheeta, nota per i ruoli nei vari film di Tarzan; Kanzi, la scimmia più intelligente del mondo e Kuckles, utilizzata per alcuni test che hanno lasciato cicatrici indelebili sul suo corpo. La serata continuerà alle 21:00 con un'altra prima italiana: “Last Hijack” di Tommy Pallotta e Femke Wolting, documentario sulle imprese dei pirati somali, che propone uno sguardo sulla situazione della Somalia contemporanea attraverso gli occhi di uomini che da anni assaltano le petroliere capitate nelle loro acque. Quest’opera racconta la vita dei pirati del Corno d’Africa servendosi di interviste, realizzate in prima persona, e di sequenze animate usate per ricostruire le scene degli assalti alle navi.

Il Festival dei Popoli 2014 ospiterà un evento davvero speciale dedicato all’Arno e alle sue storie. Nella mattinata di domenica 30 novembre, sempre presso il cinema Odeon, si potrà assistere gratuitamente alla proiezione di “Firenze, Novembre ‘66” di Mario Carbone. Il regista, classe 1924, sarà presente in sala e la sua opera racconta i drammatici giorni dell’alluvione, l’arrivo dei primi aiuti delle città vicine e i danni riportati al patrimonio artistico, culturale ed economico della città. A seguire, la prima nazionale di “Maldarno” di Duccio Ricciardelli e Tayu Vlietstra sempre sul tema dell’Arno, il fiume a cui Firenze deve tutto, fortune e dolori. Su questo argomento si è espresso anche il Sindaco, presente come ospite alla conferenza di presentazione, che ricorda come quella dell’alluvione sia una delle tragedie italiane più rimembrate e che più ha impressionato le generazioni successive al 66’.

“Il Festival dei Popoli- chiarisce Claudio Giua, presidente della Fondazione Sistema Toscana- “è la mia settimana di pausa dalla ripetitività, di fuga verso mete inattese, d’immersione solitaria in dimensioni che non m’appartengono e che tuttavia sento come mie. Una terapia che mi riconcilia con il mondo perché mi costringe a confrontarmi con i suoi angoli e le sue facce migliori e peggiori”.

 

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