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"A Girl at my Door"

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Venerdì 20 marzo, al cinema Odeon, è stata presentata in anteprima nazionale l'opera prima "A girl at my door", della regista coreana July Jung. Il film , ancora prima di essere proiettato in Korea, è stato selezionato nella categoria "un certain regard" del Festival di Cannes.

La storia si sviluppa intorno all'incontro tra il commissario Young-nam e la quattordicenne Do-hee. Young-nam è una donna di Seoul, che in seguito ad un trasferimento per cattiva condotta, arriva in un piccolo centro rurale dove si accorge subito che, per quanto la vita sembri scorrere tranquilla, l'equilibrio della comunità si poggia tutto nelle mani di una sola famiglia e che i problemi sono tanti e taciuti da tutti. Qui viene subito a contatto con Do-hee, una ragazzina abbandonata dalla madre e maltrattata dal patrigno, alla quale si affeziona tanto da prenderla in casa con sé per proteggerla dalla sua famiglia. Così facendo va a sfidare i pregiudizi di una comunità conservatrice dove tutti si conoscono e dove è impossibile avere segreti, dei quali la sua vita sembra costellata.

Il film si concentra sul tema della solitudine, sentimento che accomuna tutti i personaggi con le loro diversità, e dal quale partono questioni tabù come l'alcolismo, l'omosessualità, la violenza e l'immigrazione clandestina. Questi sono trattati in modo crudo e realistico, caratteristiche che danno ancora più visibilità al senso di solitudine, vero protagonista del film, sottolineato anche dagli accorti primi piani.

Le due protagoniste del film sono interpretate da Dona Bae (il commissario) e Kim Sae-Ron (la ragazza) famose star del cinema coreano, entrambe calorosamente richieste dalla stessa regista.

Dopo la proiezione, la regista ha tenuto una conferenza stampa al caffè Florian (via del Parione), durante la quale ha spiegato il suo lavoro, le difficoltà incontrate con gli attori e gli investitori. La giovane cineasta è entrata in contatto anche con il cinema italiano e ha rivelato di apprezzare e di fare riferimento ai lavori dei registi italiani Moretti, Fellini e Antonioni. Ha inoltre raccontato che il desiderio di fare questo film risale ai suoi anni di formazione e che ha tratto ispirazione per le tematiche da un antico racconto coreano.

                                                                                                    Alessandra Giusti & Cristina Francini

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 24 Marzo 2015 19:31 )  

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