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L'orologio di Monaco

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L'OROLOGIO DI MONACO

 
Il film è stato presentato nella selezione ufficiale del Festival Internazionale del Film di Roma, l’opera seconda di Mauro Caputo, riconferma la collaborazione con il regista/romanziere Giorgio Pressburger ai cui racconti il film si ispira, portando sullo schermo una famiglia centroeuropea in cui confluiscono i nomi dei più grandi protagonisti della storia degli ultimi due secoli: Marx, Heine, Mendelssohn, Husserl, Emeric Pressburger, etc. Scrittore, regista, intellettuale che come pochi sa raccontare quel territorio fisico e immateriale che è stata (ed è) la Mitteleuropa,  Pressburger rivive con intensa emozione, attraverso una ricerca che si intreccia tra presente e passato, i ricordi e le vicende umane che l’hanno portato a scoprire "cosa vuol dire veramente appartenere alla comunità umana dei vivi e dei morti". Nel film le immagini suggestive di alcuni luoghi della città di Trieste, ma anche riprese della vicina Slovenia o di Londra, insieme ai filmati di repertorio dell’Archivio Luce e al materiale video originale del regista Emeric Pressburger, gentilmente concesso per questo film dal regista scozzese premio Oscar, Kevin Macdonald, suo nipote. E su tutto, la voce e la fisicità di un uomo (Giorgio Pressburger), protagonista di questo viaggio, la cui vicenda personale e familiare riesce magicamente a intrecciarsi con la memoria del nostro ‘900, evocandone storie, violenza, arte, passioni. Luoghi, colori, parole, memorie, che compongono un affascinantissimo viaggio non solo di una vita, ma di una cultura.
 
Il film ha partecipato al Festival Internazionale del Film di Roma nel 2014 e al Mittel Cinema Fest il più importante evento per la diffusione del cinema italiano Nella mitteleuropa nel 2015. E' stato presentato al Senato della Repubblica.
 
 
 
 
L’OROLOGIO DI MONACO
IN HOME VIDEO IL FILM DOC TRATTO DAI RACCONTI AUTOBIOGRAFICI DI UN PROTAGONISTA DELLA CULTURA EUROPEA: GIORGIO PRESSBURGER
 
Arriva in home video, dopo la presentazione al Festival di Roma 2014 e un tour di proiezioni internazionali tutt’ora in corso (dal Festival di Rio de Janeiro a Parigi, Tokyo, San Francisco, Marsiglia, Sydney, Chicago, Madrid, Zurigo, Monaco di Baviera, Osaka…) L’Orologio di Monaco, il film doc di Mauro Caputo sulla storia personale di Giorgio Pressburger, uno dei più alti intellettuali e specialisti di cultura mitteleuropea, alle prese con la sorprendente ricerca sul proprio albero genealogico: un intreccio di vite in cui si incontrano i nomi di Karl Marx, il poeta Heinrich Heine, il compositore Mendelssohn, il regista di ‘Scarpette rosse’ Emeric Pressburger e suo nipote, anche lui regista e premio Oscar, Kevin Macdonald.
Scrittore, regista, operatore culturale su molteplici campi, che come pochi sa raccontare quel territorio fisico e immateriale che è stata (ed è) la Mitteleuropa, Pressburger rivive con intensa emozione, attraverso una ricerca che si intreccia tra presente e passato, i ricordi e le vicende umane di cui è stato osservatore partecipe. Tratto da una serie di suoi racconti editi da Einaudi, il film diventa il pedinamento poetico di un vagabondaggio culturale nell’Europa del ‘900, in cui passano i drammi della Shoah, delle diaspore, le dittature, ma anche lo splendore della civiltà di Kafka, Svevo, Saba, fino a Philip Roth, e di città-simbolo come Trieste, Londra, Praga.
 E su tutto, la voce e la fisicità di un uomo, protagonista di questo viaggio, la cui vicenda personale e familiare riesce magicamente a intrecciarsi con la memoria del nostro ‘900, evocandone storie, violenza, arte, passioni. E come sintetizzato dallo stesso Pressburger, riferendosi al cinquecentesco trattato di Etienne de La Boétie tornato in tempi recenti a essere un piccolo bestseller, un messaggio più forte di tutti, che pervade il film: quello contro la servitù volontaria degli uomini.
 
Corredato da un’interessante galleria fotografica come extra, il DVD de L’Orologio di Monaco è distribuito nelle migliori librerie e videoteche da Istituto Luce-Cinecittà. Il DVD è disponibile in tutti gli store on-line come Amazon, IBS, La Feltrinelli, etc.
 
 
Marlon PELLEGRINI 
Ufficio stampa
 
 
ISTITUTO LUCE-CINECITTÀ srl
Via Tuscolana, 1055 - 00173 Roma
www.cinecittaluce.it
 

Hanno detto de L’OROLOGIO DI MONACO
 
 
 
Bellissimo – Massimo Raffaelli – Alias / il manifesto
 
Una splendida visione – Davide Turrini – Il Fatto quotidiano
 
"Ho provato un forte rammarico al concludersi di questo film, quando la magica voce di Giorgio Pressburger e le complici immagini di Mauro Caputo hanno abbandonato lo schermo. Quella enorme quercia dalla chioma solenne sulla quale Giorgio, in cerca di se stesso, si è arrampicato per un incontro amorevole con quei suoi progenitori che hanno “fatto” il pensiero del nostro tempo, si è dissolta in una nebbia silente lasciandomi in uno stato di commossa riconoscenza".  PUPI AVATI
 
"Un uomo va alla ricerca di coloro che, nei tempi e nei Paesi più diversi, hanno portato il suo nome - nome di persone famose o sconosciute, sparse nel mondo nell’erranza del popolo ebraico – e scopre che quei legami non sono soltanto legami vicini o lontani di famiglia, ma legami universalmente umani. La sua odissea e la sua ricerca percorrono un mare di dolore, di avventura, di indistruttibile pietas e tenerezza e diventano semplicemente una ricerca dell’umano e dunque di se stessi. Un racconto cinematografico intenso e struggente, forte e discreto, che fa parlare non solo gli uomini ma anche i paesaggi, le cose, le tracce degli uomini passati sulla terra".  CLAUDIO MAGRIS

L’orologio di Monaco di Mauro Caputo conduce lo spettatore a condividere con intelligenza e partecipazione il mondo di ricordi e di riflessioni di Giorgio Pressburger, un mondo che si snoda attraverso mezza Europa e che incrocia personaggi celebri (da Heine a Mendelssohn, da Marx a Husserl al regista Emeric Pressburger, tutti legati ai suoi antenati) e persone comuni, momenti drammatici (Pressburger fuggì dall’Ungheria nel 1956, la sua famiglia subì le persecuzioni naziste) e pause di riflessione. Ma questo viaggio nel tempo e nella memoria non ha mai l’arroganza o l’orgoglio di chi vuole trasformarlo in vanto ma piuttosto la dolcezza e la delicatezza di chi sa che «i miti ci visitano fino a che, a un certo punto, come sono nati, svaniscono». La voce pacata di Pressburger e la sua figura quasi timorosa accompagnano lo spettatore tra i ricordi e gli «incanti» di un vita lunga e intensissima, a volte assumendo il tocco magico dell’orologio di famiglia che dà il titolo al film, altre volte lo sguardo incuriosito di chi «non ha mai trovato nessuna certezza ma non smette di cercare», conscio che alla fine ciascuno si rinchiuderà nella propria solitudine, «come era all’inizio degli inizi». Costruito secondo i modi «tradizionali» del racconto ritmato dalla voce off, il film sa mostrare una inedita forza visiva dal forte impatto emotivo, capace di passare dal pubblico al privato con bella armonia e un fascino che è insieme segreto e quotidiano”.
PAOLO MEREGHETTI
 

 

 
   

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 26 Novembre 2015 19:08 )  

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