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I "Davidini" di Donatello e il futuro del cinema italiano

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Cerimonia di premiazione per i David di Donatello, italian rising stars

 

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Oggi, 20 aprile nel contesto della bellissima Villa San Michele di Fiesole sono stati premiati i giovani attori under 28 - rivelazioni del cinema italiano - con un David di Donatello realizzato da Bulgari,storico partner del concorso.

I giovani attori riconosciuti vincitori sono: Michele Eburnea, Cecilia Bertozzi, Domenico Cuomo, Leonardo Maltese, Fotinì Peluso, Yile Vianello, Il pfremio, è stato ritirato dopo un anno dalla loro vittoria, nella sede del Bargello, dove riposa sonnecchioso l'originale David dell'artista che  nel 1400 (intorno agli anni 40) realizzò questa statua in bronzo.

E' stata quindi un'occasione interessante per riflettere sul valore delle future promesse del cinema, nella quale la cura nei dettagli artistici nonché di comunicazione ha avuto largo spazio, grazie ai partner che l'hanno sostenuta: il Ministero della Cultura, alla Regione Toscana, al Comune di Firenze, dal nazionale fino alla realtà comunale della città capolougo.

Gli attori, durante la conferenza stampa, hanno arricchito, con i loro interventi personali le riflessioni su questa esperienza, citandone brevemente alcuni: "E' la prima volta che ricevo un riconoscimento istituzionale ed è una bellissima occasione per noi ragazzi. Dà grinta per poter impegnarsi di più" - dice Cecilia Bertozzi, Eburnea sottolinea (anche se a dire il vero tutti quanti lo hanno ribadito) il carattere collettivo: "Esempio di politica culturale. Obiettivo per i più giovani."

L'intervento che ho apprezzato di più è stato quello di Cuomo, che rifletteva sul fatto che suo padre aveva fatto il militare nei Lupi di Toscana a Firenze ed è stato un periodo duro per lui. Si chiude quindi un cerchio, iniziato una generazione fa, in cui riesce a ottenere un riconoscimento per il suo lavoro, risanando in qualche modo il confronto generazionale. Dove magari per un padre un luogo e una città possono avere ricordi negativi, qui un figlio riesce ad avere una affermazione di sé.

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Prima di iniziare il paragrafo delle polemiche, c'è sicuramente da mettere le mani avanti appoggiando pienamente il progetto di voler aiutare le giovani rivelazioni e riconoscere loro il giusto merito. In questo, anche l'idea di collettività del premio che ha costituito un gruppo affiatato che si è dedicato a perfezionarsi e migliorare: sono sicuramente esperienze e modalità positive, che arricchirebbero il cinema italiano...se fosse una realtà tangibile.

Inanzitutto la distribuzione dei film in Italia ha serie criticità. La maggior parte dei film indipendenti, da cui potrebbero emergere altrettante giovani promesse è mutilata e praticamente inesistente, se non grazie a Festival di cinema o altre realtà che cercano di puntare i riflettori su una grande varietà di potenzialità in cui a politics e la cultura investe poco o nulla.

Secondo punto importante da delineare è il ruolo dei giovani. E su questo si apre una voragine. Premiare le rivelazioni italiane senza avere un cinema italiano forte,in cui tutti i film che "passa il convento"  più o meno si riconducono a una cinecittà fondata nel 1924, sembra un po' cercare di fare gli italiani senza aver fatto l'italia, citando impropriamente Giolitti.

Senza contare che l'attore è l'interprete, questo ed è uno degli aspetti del cinema... Ma il resto?

Quanto è difficile per un giovane appasionato lavorare nell'ambito dello spettacolo, ricevere non dico un premio, ma uno stipendio decente con cui vivere, visto che ormai la deriva da troppi anni in Italia è quella di rendere la cultura un passatempo, non una professione. C'è uno scoglio... e non solo per diventare attore, ma scenografo, costumista, truccatore, regista e così via dicendo.

Si parla spesso del David ma non si ricorda la storia.

Per sei giovani eroi che sconfiggono Golia, questo gigante "industria del cinema" così crudele, ne esistono migliaia che non riusciranno ad affermarsi, e verrano strangolati senza poter usare la fionda del talento.

Cicerone diceva: non esiste la fortuna, ma il talento che incontra le opportunità.

Dietro queste parole,senz'altro fonte di ispirazione, si cela il mondo sommerso disumano del cinema: di chi ha talento ma non incontrerà mai l'opportunità.

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Foto in archivio di Alessandro Calandrelli, Archivio Deapress 2024

 

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 24 Aprile 2024 14:57 )  

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