DEApress

Monday
Aug 03rd
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

“Sigilli” di Isabella Horn

E-mail Stampa PDF

Non capire tutte le parole (o il significato stesso) di una poesia, non dovrebbe negarci il piacere di leggerla o ascoltarla: la ricezione si realizza in uno spazio emotivo, entro cui confluiscono le armonie dei suoni, il libero intrecciarsi d’immagini analogiche – e la poesia si realizza proprio in quel “vuoto di senso” che ha lasciato dentro di noi.

Con la sua ultima raccolta, “Sigilli” (Milano, GDS, 2012), Isabella Horn torna a pizzicare le corde di un lessico forbito, fatto d’immagini peregrine e di lontane tradizioni – dalla mitteleuropa e dall’estremo oriente, fino alle più riposte leggende baltiche. Ma questa poesia, sempre sulle soglie dell’altrove, venata di malie, miti e incanti, si carica qui di un valore ulteriore, di un più deciso impegno sociale. Un incarico che non collide con la ricercatezza del verso: anzi ne fa arma (nonviolenta) per aprirci gli occhi di fronte alla marcescenza della società attuale. E così, accanto a draghi, elfi e salamandre, di fronte all’innocenza di una flora e fauna sospese tra realtà e fantasia, fanno la loro comparsa bestie ben più volgari, il cui disgusto è descritto con una potenza disturbante – ma anche con sorprendente leggerezza:

Pavoneggiarsi di smorfie panciute
e di gongolanti sorrisi
sopra svolazzi sgargianti
e coturni di vetro…

Su pelate lucide d’afa
impudenti, giocano mosche
nella noia trasudante
chiacchiere e sbadigli,
sordi ai moniti
della ferrea sabbia

(Deriva, p. 48)

Sono questi, ovviamente, gli uomini: che inseriti in una vicenda mitica (come la storia di Vineta, descritta nell’omonimo poemetto – pp. 79-90) o calati, come qui, in uno spazio pronto a ritrovare «la benedizione / d’elfici amanti» (p. 49), non possono non ricordarci del nostro tempo, del degrado in cui sempre più ci troviamo immersi, incapaci di reagire veramente. E al rifugio protetto dell’indifferenza, l’apertura della poesia oppone la disorientante apertura di una nuova presa di coscienza.

Sul piano formale, questi versi crescono su strutture spesso uniformi e iterate: ne traspare evidente il senso di un incedere ritmico fermo e deciso, che lascia però ampio spazio all’interpretazione drammatica del lettore. Il senso della musica è pressoché onnipresente, dagli Arpeggi della prima sezione, ai molti accordi in maggiore e minore che affollano le poesie. Ma non è solo musica del verso e della parola: a risuonare, è tutta la natura. Come nell’attacco di Chiave di violino, che aprendosi su immagini di luce e riflessi, si chiude allusivamente su di un «sol minore mozartiano in volo» (p. 21). Perché la ricerca musicale è piuttosto quella «d’una crepa nel cosmo / che verso accordi altri, / incontaminati, / risucchi l’esausto errare / di pianeti consunti…» (Un brano di Alessandro Stradella, p. 25).

La musicalità si costruisce quindi su più livelli – come molteplici sono i livelli d’interpretazione del titolo stesso della raccolta. E a “sigillare” il circuito della poesia, giungono le continue ripetizioni di immagini, concetti, parole – di volta in volta variati e rinnovati. La struttura generale, più che iterativa, si rivela così di natura chiastica, non solo sul piano formale. In una poesia come Il vecchio mattatoio, ad esempio, tra prima e ultima strofa si raddoppia il chiasmo «fame di rose, rose di fame» (p. 64 e 65), ma il tutto seguendo il tragitto dell’«elfo solare», che «dall’alba del mare» (p. 64) giunge fino alla fine del giorno: «Si spegne l’elfo nel mare» (p. 65). La focalizzazione, poi, nella più perfetta struttura simmetrica, segue il doppio vettore di un progressivo avvicinamento (dal mare al mattatoio) seguito da allontanamento (dal mattatoio al mare). E passati attraverso la brutalità degli uomini, ritorniamo nel grembo (sofferto) della natura.

Una natura che, pur nella violenza subita e da essa stessa perpetuata, non è mai vera “matrigna” per l’uomo che sappia riscoprirne l’armonia. E il sorriso leopardiano di fronte al cielo, alla terra e al mare, gettato sulle soglie del suo “pessimismo cosmico”, si carica qui di una dolcezza nuova, che risorge attraverso il fuoco e lo spasmo del sacrificio:

E quando, all’imbrunire,
ascolta lo sciabordio
del vuoto, carezza d’acqua,
più turchina di sera in sera,
socchiude gli occhi e sorride

(Oltremarino, p. 32)

Per DEApress, Simone Rebora

Share

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 25 Maggio 2012 16:27 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Silvana Grippi . 29 Luglio 2026
Centro socio-culturale D.E.A. (Didattica Espressione Ambiente) XIV CONCORSO FANZINE Libera l’iDEA Progetto inserito nel programma di ricerca “comunicazione visiva e espressione gestuale con l’uso di nuovi mezzi espressivi” Attivo dal 1995 Espo...
Silvio Terenzi . 28 Luglio 2026
DIRLINGERun nuovo 45 giri GUARDA il VIDEO de "La Città Ideale" Esce un doppio singolo e lo pubblica anche in VINILE 45 GIRI. Sono “La città ideale” e “Il vecchio e il mare”, scritture nuove per Dirlinger che inaugura una fase artistica più in...
Antonio Desideri . 27 Luglio 2026
Non è l’aria a farsi rarefatta qui (si arriva a mille metri scarsi di altitudine…) ma l’atmosfera emotiva. Percorrere la statale 65 che si snoda nella foresta appenninica, infilare i suoi sinuosi tornanti, respirare quell’attesa che si scioglie non ...
Silvana Grippi . 27 Luglio 2026
mandate i vostri curriculum  a REDAZIONE@DEAPRESS.COM
simone fierucci . 24 Luglio 2026
Da piu di un mese in Albania stanno verificandosi proteste anche violente, contro il governo di Edi Rama sia contro la corruzione sia contro le svendite di interi pezzi di territorio a favore delle multinazionali del turismo.Questa intervista tratt...
Silvana Grippi . 24 Luglio 2026
DEAPRESS . 23 Luglio 2026
Sono andata a vedere questa pellicola e ne sono rimasta molto colpita. L’Odissea di Christopher Nolan è un film del 2026, la trama si basa sull’omonimo poema epico di Omero. Il cast è eccezionale, Matt Demon interpreta un fantastico Ulisse, Tom Ho...
Silvana Grippi . 22 Luglio 2026
PER RESTARE INDIPENDENTE ABBIAMO BISOGNO DI VOI   Dona il tuo 5 per MILLE all’Associazione Socio Culturale D.E.A. (Didattica Espressione Ambiente) le entrate saranno devolute per i seguenti progetti   Didattica-Espressione-Ambiente ...
Silvana Grippi . 21 Luglio 2026
Nella suggestiva Villa Bardini in questi giorni troviamo la mostra delle foto Locchi degli anni ‘50-’60-’70. Sarà possibile visitarla dal 7 maggio al 18 ottobre 2026. Foto in bianco e nero che raccontano una storia fatta di viaggi, ricordi e speran...

Galleria DEA su YouTube