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Vasco Pratolini e la sua Firenze

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Vasco Pratolini e la sua Firenze
Intervista a Maurizio Lampronti e Silvana Grippi
 
 
Vasco Pratolini, di famiglia operaia, nasce a Firenze il 19 Ottobre 1913. Da ragazzo, esercitò i più umili mestieri, studiando e approfondendo, da autodidatta, la passione per la letteratura. Il forte interesse per la vita dei poveri, per le classi subalterne, per la città nativa e per il suo quartiere, già illustra in breve le linee principali delle sue opere future e di tutta la narrativa pratoliniana.

Possiamo definire Pratolini, un grande documentarista, il cui vero intento fu quello di rappresentare la drammaticità di un ambiente popolare. Le sue sceneggiature erano quindi un minuzioso lavoro di ingrandimento, uno zoom sulla parte figurativa ed umana, uno spaccato della società. Il suo impegno era rivolto alla divulgazione e conoscenza di un periodo storico. Tutto questo senza perdere il contatto con la realtà definita da Pratolini stesso, essenziale. 

Le vie ed i borghi di Firenze sono descritti con tale accuratezza, che le sue opere potrebbero benissimo essere una guida storica della “Firenze del 900”. Così pure la personalità approfondita dei personaggi che fanno conoscere il pensiero sociale e politico del "secolo lungo".   

 

Pratolini alternò il  suo lavoro in tipografia alla scrittura e alla letteratura, sino all'incontro con scrittori come Alfonso Gatto, Bilenchi, Parronchi e Vittorini. che lo introdussero nell'ambiente letterario.  Visse per alcuni periodi tra Firenze, Napoli e Roma dove partecipa alla Resistenza.

Pubblicò i suoi primi libri a Firenze presso l'Editore Vallecchi: Il Tappeto Verde, Cronaca di poveri amanti e Le Ragazze di S. Frediano che diventeranno film negli anni sessanta. Sulla resistenza scrive lI mio cuore a Ponte Milvio (ambientato a Roma). Altri libri di questa sua prima stagione sono Il Quartiere, Cronaca Familiare e Un eroe del nostro tempo.

L'autore in Cronache di poveri amanti e nell'opera minore Via de' Magazzini introduce i suoi luoghi dell'anima dove il giovane ha abitato con il padre e la nonna: Via de' Magazzini e Via del Corno; anche Piazza S.Lorenzo (dove muore Maciste), Piazza S.Croce (con i giochi dei ragazzi descritti in Mestiere di vagabondo), Borgo degli Albizi (il problematico accesso verso il centro per i ragazzi santacrocini), luoghi cari che fanno da sfondo nei suoi romanzi. 

 Il Quartiere, è il romanzo che descrive più di tutti gli altri, Firenze. Una città dove attraverso la vita di piccole botteghe artigiane, gli intrecci amorosi dei giovani di Santa Croce, e situazioni esistenziali, si snodano nelle piazze, strade, vicoli, raccontando una Firenze più affascinante di sempre.

Nel quartiere di Santa Croce si sviluppa anche la storia di Metello (1955), il protagonista dell'omonima opera ideata da Pratolini dove si descrivono le prime lotte della nascente classe operaia dell'edilizia e incontriamo anarchici, socialisti e associazioni di lavoratori. Il romanzo, che racconta la storia d'amore di un giovane muratore fiorentino nell'ambito dello sciopero degli edili del 1902, dette vita ad una delle polemiche letterarie più sentite del dopoguerra, nella quale da una parte veniva riconosciuto a Pratolini il merito del passaggio dal neorealismo al realismo, dall'altra però lo si accusava di populismo e di rimanere attaccato ad una scadente poetica popolare.

Egli è stato compartecipe insieme ad alcuni registi di una scelta cinematografica come il realismo. Con Lizzani riesce a realizzare alcuni fra i più bei film del dopoguerra.

Silvana Grippi e Maurizio Lampronti da due decenni si battono per far conoscere il suo ultimo lavoro: Il Mannello di Natascia (1985) che venne pubblicato e pochissimo tempo dopo fu ritirato, dalla stessa Casa Editrice Arnoldo Mondadori, per disaccordi su alcune problematiche politiche legate agli anni settanta. Sicuramente Pratolini nel 1985 partecipa al Premio Viareggio. Successivamente dellibro si perdono le tracce e viene tolto dalla circolazione, solo qualche copia superstite finisce nelle librerie Remaninders.

In un convegno organizzato da Centro DEA e Archivio Storico Il Sessantotto con il Comune di Firenze - Q.1 (pubblicazione Atti Comune di Firenze). Convegno tenutosi a Firenze sia presso la Facoltà di Lettere che nel Palazzo dell'Arte della Lana, prima della discussione fu proiettato Lo Scialo (versione intergrale gentilmente offerta dalla RAI). Tra gli ospiti: Memo e Alessandro Parronchi (critici e amici di Pratolini), Pio Baldelli, Pattarino, Piantini ed altri. Gli studiosi presenti parlarono della sua ultima opera come di una prosa criptica e di difficile interpretazione: un capolavoro da decifrare.

Vasco Pratolini muore a Roma il 12 Gennaio del 1991.

 Sara Pasquinucci

 

Le sue opere:

Molte novelle e opere varie sono rimaste incompiute o mai pubblicate

Fonti

 
 http://www.deapress.com/culture/caffe-letterario/14791-un-pratolini-ignorato.html

http://www.treccani.it/enciclopedia/vasco-pratolini_%28Enciclopedia-del-Cinema%29/

http://www.firenzeturismo.it/letteratura-fiorentina/conoscere-firenze-con-vasco-pratolini.html

 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 21 Gennaio 2014 10:57 )  

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