DEApress

Thursday
Oct 22nd
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Filippo Conti: un libro, un viaggio, un ritrovarsi

E-mail Stampa PDF

Filippo Conti
“Il Respiro dell’Eterno”

CONTI LIBRO

“Il Respiro dell’Eterno” è il nuovo libro di Filippo Conti, un percorso che intreccia psicologia del profondo inconscio, che nella mia lettura ha significato anche un ritrovare radici personali di tantissime dinamiche del quotidiano... e quel senso "eterno" di spiritualità come guida verso una consapevolezza più ampia di sé. Tra riflessioni teoriche ed esperienza clinica, Conti ci porta a guardare tutto oltre i confini dell’ego, tra crisi e dolore e quel senso che poi, ci auguriamo, diviene risveglio e rinascita. È un libro per niente "leggero" e pop... ma neanche presuntuoso e distante dal dialogo di tutti i giorni...

Spiritualità oggi… quasi sembra un ossimoro, di sicuro una contraddizione… siamo nel tempo dell’effimero sotto ogni punto di vista, non trovi?
Viviamo in un mondo che tende sempre più all’individualismo e all’idolatria dell’ego; sembra, almeno in apparenza, che non vi sia più spazio per la spiritualità. Eppure, proprio oggi, il vuoto che molti avvertono, quel senso di smarrimento e di perdita di significato, può diventare il motore di una riscoperta più profonda del senso dell’eterno. Con spiritualità possiamo intendere quella forza che ci orienta verso l’Uno, che ci ricorda l’interconnessione tra tutti gli esseri, quell’Amore che unisce e tiene insieme. La forza che invece sembra dominare il nostro tempo va nella direzione opposta: separa, divide, alimenta l’egoismo, come una goccia che, dimentica dell’oceano da cui proviene, arriva a credersi più importante dell’oceano stesso.

La sorgente di vita verso cui ci conduce il libro… possiamo svelarla? Ha dei connotati concreti e quotidiani secondo te?
Così come l’acqua che scorre ai piedi della montagna conserva il sapore della sorgente da cui nasce, allo stesso modo quella sorgente di vita è già visibile in ognuno di noi. Possiamo riconoscerla volgendo lo sguardo all’interno, ma anche guardando profondamente l’altro, perché ciò che scorre in me non è separato da ciò che scorre in te. Ognuno di noi è in qualche modo quella sorgente di vita ed è possibile scorgerla nella quotidianità, nell’assaporare il presente, nel sentire quella nota unica che ognuno di noi è.

Per te cosa significa veramente “eterno”? Anche questo è un manifesto decisamente contro il tempo che viviamo…
Quando pensiamo all’eterno, andiamo a cercarlo nel tempo, ma l’eterno va oltre il tempo… è ciò che è sempre stato, che attraverso il tempo si arricchisce di colori… noi non siamo estranei all’eterno, ma ne siamo frammenti, espressioni temporanee di qualcosa che non nasce e non muore. Ed è per questo che, in una dimensione più profonda, siamo eterni per definizione.

Altra parola bandita dalla normalità o comunque sfacciatamente spettacolarizzata è la morte: siamo manovrati anche in tal senso, seminati da una educazione che mercifica e rende virale la morte. A cosa ci porta e a cosa ci allontana secondo te?
La morte resta un grande tabù: non se ne parla davvero, ma viene continuamente esibita. È ovunque, nelle notizie e nei social, trasformata in spettacolo, in messaggio terrifico che orienta le nostre scelte, i nostri bisogni e le nostre paure. In questo modo non ci educa alla consapevolezza, ma al controllo. Privati di una riflessione su ciò che va oltre il corpo, finiamo per identificarci totalmente con esso. La morte diventa allora qualcosa da fuggire, da negare o da esorcizzare, e ci vengono proposti infiniti modi per rimandarla o illuderci di dominarla. Questo ci allontana dal senso profondo della vita, dalla possibilità di abitarla con pienezza e verità, perché solo chi accoglie la finitezza può aprirsi a ciò che non finisce. In questo senso, il modo in cui oggi la morte viene mercificata non ci avvicina al mistero, ma ci separa da esso, impedendoci di interrogarci sul significato dell’esistere e sulla continuità della coscienza oltre la forma.

In questo libro trovo che morte e vita siano elementi quasi sacrali della stessa dimensione umana… o almeno è così che a me piace leggerlo. Non trovi?
In questo libro, vita e morte appaiono come dimensioni sacre della stessa esperienza umana. Nel mondo duale dell’incarnazione non può esserci vita senza morte, né morte senza vita: sono due movimenti dello stesso respiro. La vita, per potersi conoscere, indossa il suo abito più denso – il corpo – ed entra nel mondo della forma per sperimentare gli opposti, la materia, il limite. La morte è un passaggio in cui il corpo ritorna al grembo della terra per potersi trasformare e rinascere sotto altre spoglie, mentre ciò che anima la forma si libera, torna oceano, si riunisce alla sua origine. In questo senso sono sacri entrambi, perché entrambi partecipano allo stesso ciclo di manifestazione e ritorno, rendendo possibile l’esperienza umana come atto di conoscenza e di amore.

Chi esce fuori da questa lettura… esce con uno sguardo sulla vita di ogni giorno….? Come e se l’ha cambiato secondo te?
In un tempo in cui la forma sembra esaurire il reale, intravedere le dimensioni invisibili e l’intreccio che ci unisce può riaccendere la memoria dell’Uno e orientare nuovamente la vita verso l’amore.

Share

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 13 Febbraio 2026 13:23 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

simone fierucci . 20 Ottobre 2026
  Disoccupazione, inflazione, black out energetici e repressione scatenano la reazione di un variegato fronte di opposizione Redazione Pagine Esteri 20/10/2026   – Sabato decine di migliaia di persone hanno protestato contro il pre...
Silvana Grippi . 19 Ottobre 2026
  CENTRO D.E.A In preparazione laboratori: scatole d'artista - libri d'autore - grafica - segnalibri - effetti speciali -auto-aiuto per il rafforsamento della personalità Lunedì e Mercoledì Orari da definire info: redazione@deapress.com &n...
DEAPRESS . 17 Ottobre 2026
Alcuni Autori presenti al Festival Mediamix XXI   1. Arte Daniele Di Bartolo Dittico #21: Difesa e Metamorfosi.. La meccanica del rifugio.. #21 è la firma e l’identità artistica di un autore autodidatta nato a Nicosia, in Sicilia, r...
Antonio Desideri . 16 Ottobre 2026
Dal 14 ottobre 2026, Palazzo Blu ospita "Edward Hopper: New York e oltre": più di 150 opere dal Whitney Museum of American Art di New York per raccontare il maestro dell’isolamento moderno.   È un argomento talmente ricorrente che si rischia il l...
Sara Bonafè . 15 Ottobre 2026
A Firenze come non parlare del Calcio Storico, detto anche Calcio in livrea o Calcio in costume.È un gioco a squadre con l’uso del pallone. In latino era chiamato Harpastum e si può considerare come un pioniere del calcio anche se in realtà ricorda...
Sara Bonafè . 15 Ottobre 2026
Riceviamo e pubblichiamo: Grande successo per Ilaria Sambucci che approda su Rai 1 come inviata di “Storie Italiane”Un nuovo traguardo nel percorso professionale della giornalista bellissima e talentuosa, che entra nella squadra del programma condot...
Sara Bonafè . 15 Ottobre 2026
Riceviamo e pubblichiamo: CONFERENZA STAMPA ALLA PRESENZA DELL'ARTISTA Joanna Piotrowska Lunedì 9 novembre 2026, ore 11,30, Strozzina di Palazzo Strozzi Dal 10 novembre 2026 al 24 gennaio 2027, la Fondazione Palazzo Strozzi presenta BURROWED, la ...
Sara Bonafè . 15 Ottobre 2026
Riceviamo e pubblichiamo:   INVITO PER LA STAMPA Gentili colleghi e colleghe, abbiamo il piacere di invitarvi alla conferenza stampa di presentazione della 67a edizione del Festival dei Popoli Il festival internazionale del cinema document...
Silvio Terenzi . 14 Ottobre 2026
Daniele Albatici“Controtempo. 1950-1977: una vita fuori dagli schemi” Prima ancora della ribellione politica, dei viaggi o dell'arte c'è un cognome... un patronimico che segna il solco della storia di queste pagine. Daniele Albatici, quel cognom...

Galleria DEA su YouTube