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Enrico Lombardi: un altro tassello di “Vita”

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ENRICO LOMBARDI
"VITA"

Enrico Lombardi Vita

Official Video

Dopo una canzone “ambientalista” torna in scena il cantautore abruzzese con un omaggio a Lucio Dalla.
Enrico Lombardi canta “Vita”, brano che penso non abbia troppo bisogno di presentazioni. Canta con il suo tipico mood trasparente, pulito e privo di maschere. Cerca di farlo suo in qualche modo ed è proprio questa l’unica vera connessione possibile con una canzone come “Girasole”, inedito pubblicato di recente che mirava a sottolineare lo stupro dell’uomo nei confronti della nostra Madre Terra. La canzone diviene un vettore di umanità; dietro esiste l’uomo, l’artista, la voce ed il suono di chi, attraverso tutto questo, mostra se stesso e la sua “Vita”…
Nel video ufficiale, cliché estetico che Lombardi torna a mettere in scena in tutte le clip che ci regala in rete, si rende speciale questo suonare dal vivo dentro uno storico locale della sua città. Lo fa in un momento in cui ancora era concesso di potersi godere certe “libertà” ed è quindi emozionante e di simbolica importanza questo restituire “normalità” alle abitudini di un luogo da sempre deputato a questo tipo di vita. Un video che diviene quindi anche simbolo di rinascita…

Lucio Dalla è forse un buon punto di incontro tra pop e canzone d’autore. Una dimostrazione alta di come si possano coniugare queste due dimensioni. Il tuo punto di vista?
Togliamo subito il forse, Lucio Dalla è uno dei migliori esempi di come la musica cantautorale italiana sia riuscita a imporsi al grande pubblico rimanendo orecchiabile, di facile fruibilità, pop. L’ingrediente magico è un segreto, lo conosceva solo Lucio e i suoi collaboratori in produzione. Forse sbaglio, ma non trovo in molti altri giganti del cantautorato questa capacità di mettere d’accordo tutto il pubblico, ma proprio tutto. Ad esempio Guccini non mi ha mai entusiasmato, e neppure Battiato, pur riconoscendo in entrambi un enorme valore artistico e letterario. Lucio Dalla invece mi ha sempre colpito profondamente, mi ha sorpreso ad ogni sua canzone, per le sue enormi doti di musicista, cantante, autore. Non puoi non amare Lucio Dalla.

Oltre al romanzo di una vita dentro cui tutti possiamo riconoscerci, cosa ti porta a voler interpretare pubblicamente un suo brano?
Ho passato momenti in cui mi sono sentito uno sconfitto... Cose private che, diciamo, hanno a che fare col mio essermi sentito fuori posto in famiglia, al lavoro, nel mondo che vivevo intorno. In uno particolare di questi, un momento intenso di depressione, è arrivata in mio soccorso “Vita” interpretata da Dalla e Morandi, uscendo dagli altoparlanti della macchina mentre cambiavo continuamente stazione radio per non pensare a ciò che mi faceva star male. Vita ha saputo farmi toccare il fondo, senza però controindicazioni fisiche o traumi profondi, se non quello catartico di farmi sentire rinato dopo essermi dato per perso, finito.

E tutto questo come si collega con il tuo precedente inedito dal titolo “Girasole” e magari il futuro imminente?
Bella domanda, la risposta è che in realtà non c’è un concept dietro, un filo conduttore con le mie canzoni… O meglio, il filo conduttore dovrei essere io e la mia capacità artistica di collegare le storie musicali che racconto con la mia voce. Ma questo possono confermarlo solo gli ascoltatori. I miei precedenti singoli sono diversi tra loro e dall’ultimo, fanno parte di un processo di ricerca, raccontano anche i miei diversi gusti musicali: ora più duri e crudi con “Vita”, ora più intimi con “Marilyn”, o anche di denuncia sociale con “Girasole” (e oggi cosa più dell’ecologia è denuncia sociale?). Sono sempre io in tutti i miei singoli, e spero che questo arrivi al pubblico.

Anche questo video è ben ancorato dentro uno stile ben preciso di te in formazione live con la band. Come mai questa scelta che si rinnova?
Suonare con altri musicisti è parte profonda della mia formazione musicale. A partire dai primi accordi con la chitarra, ricordo di essere cresciuto condividendo musica con gli amici e credo che questa crescita, non senza momenti di stress, sia stata forte e ricca proprio perché condivisa. Ricordo con piacere, e con rimpianto visti i tempi che viviamo ora, notti intere passate a suonare in studio con gli amici, improvvisando, facendo musica d’insieme. Quando compongo, immagino sempre più voci e spesso capita che gli dò dei volti, che con ogni probabilità saranno poi quelli dei musicisti che collaboreranno alla produzione finale.

Tra l’altro è importantissimo questo scenario che hai scelto per arredare il tuo video: un locale, simbolo della musica dal vivo, simbolo delle tante vittime di questa pandemia…
Il video di cui parliamo è un’anteprima live, diciamo “acustica”, intima, del singolo ufficiale che passa nelle radio e che si trova nelle piattaforme digitali, caratterizzato invece da un ritmo serrato e da suoni rock crudi, a tratti cupi. Oltre che per ragioni organizzative, credo che la forma più intima che ho voluto dare a questa anteprima video, insieme con i bravissimi musicisti Fabrizio Crecchio e Loredana Di Giovanni, sia in perfetta sintonia con il silenzio attuale e la sofferenza di tutto il mondo della musica dal vivo, penalizzato oltremodo da questa pandemia globale. Quindi pensare al Circolo Arci Babilonia di Pescara è stato naturale e immediato per il video. E loro mi hanno confessato che è scesa la lacrimuccia nel vedere di nuovo un gruppo sul loro palco.

A chiudere è inevitabile buttare un occhio al futuro di Enrico Lombardi… anche pensando al momento che stiamo vivendo…
In questi giorni sto concludendo il lavoro del prossimo singolo, un mio nuovo inedito. Posso anticiparti il titolo, “Marta meraviglia”. Credo sia un buon lavoro... spero che la canzone riuscirà a raggiungere un pubblico più ampio. Forse poi seguirà un altro singolo a fine estate, ma non è sicuro. Quello che è sicuro è il lavoro in corso per il mio nuovo album, il primo che considero tale, che conterrà dieci nuove canzoni mai pubblicate. Spero per la fine del 2021, è difficile ma ci stiamo lavorando. E appena ce lo consentono, voglio fare concerti in ogni forma… Alla fine la musica perché rimanga davvero va suonata e ascoltata dal vivo, cioè va vissuta in un contesto condiviso.

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