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DePookan: il ritorno dopo 30 anni

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DEPOOKAN
"Sang Et Cendre"

COVER DEPOOKAN

“Talyesin Merlino” - OFFICIAL VIDEO

Si intitola "Sang et Cendre" il nuovo disco della storica formazione toscana DePookan, collettivo potremmo dire che si regge da sempre nel sangue e nel genio creativo dell'artista Susy Berni. Con lei dal 2012 troviamo il Nicola Cavina e poi a seguire oggi la formazione si assesta con le firme di Nicola Esposto alle percussioni, Fabio Masetti alla batteria, Gian Piero Rezoagli ai cori e Martina Weber alla viola da gamba e Massimo Giuntini alle uilleann pipes (cornamusa irlandese) nel brano "Johnny I Hardly Knew Ye". Rompono un silenzio discografico che durava da circa 30 anni dal loro primo disco di inediti. Da allora tantissmi i concerti, i Festival, le partecipazioni e le collaborazioni... e forse tutto questo mare di vita approda a nuove scritture, nuovi linguaggi, ricchi di un suono moderno e ancestrale allo stesso tempo. Un disco che ha la magia di una favola perduta nel tempo e la potenza di visioni di un futuro anch'esso lontano.

Siamo nella nostra Toscana… e da un territorio simile, che tipo di ispirazione si raccoglierebbe per un viaggio simile, distante anni luce dalle nostre tradizioni? Esiste una connessione culturale con il nostro territorio?
La terra di Toscana è un territorio particolare, ricco di paesaggi e di luoghi densi di cultura, di storia e di racconti; esistono tante leggende. Basta visitare i luoghi del Casentino. oppure nella maremma; credo sia meno distante di quanto si pensi; nei DePookan aleggia il mondo onirico e ci sono dei paesaggi tipo la veduta del Castello di Ponte a Poppi immerso nella bruma del mattino, che si potrebbe tranquillamente collocare in un altro tempo. Per quanto riguarda le tradizioni siamo abituati come Toscani a conservarle nel cuore, certo, ma se si guarda ancora più indietro la famiglia Medici era abituata agli scambi e ai confronti tra popoli diversi e sopratutto culture e tradizioni che non erano dei luoghi della Toscana, facendone un vero e proprio trattato di amicizia tra popoli; le connessioni esistono basta pensare alle popolazioni Etrusche , che in un antico trattato sembra che provenissero dall' Asia Minore, dalla Lidia in particolare; questa civiltà etrusca, venne influenzata anche dai coloni Greci che portarono una sorta di fusione culturale; quindi vedi che tutto si fonde.

E nel suono, nella sua ricerca… ci sono scritture e strumenti che in qualche modo accolgono la storia che ci vede protagonisti?
Certo, si ; vedi la nostra Blood Red Shoes che parla di un assasinio; la follia dell'amore che si mescola alla sua distruzione. Cronache nere, reali che vediamo purtroppo in continua ascesa, soprattutto tra ragazzi adolescenti.

Dalla Toscana al resto del mondo… quello celtico è il primo che viene in mente. Ma non solo immagino… dove andiamo? E quando ci andiamo?
Ci andiamo per quanto riguarda il nostro disco "Sang Et Cendre" nel brano di "Johnny I hardly knew ya" un brano di matrice Irlandese che racconta nelle sue parole la disperazione, la compassione, l'incredulità di una donna che incontra Johnny , lasciato sano e bello e ritrovato mutilato e rovinato dalla guerra.
Ci andiamo in "Talyesin Merlino" dove affrontiamo il tema dell'uomo con le sue emozioni, paure e il combattimento tra il nero ed il bianco; e nuovamente ci andiamo in "En Mes Pays" dove la parte Celtica è Gallica , immaginando un soldato di ventura che si ricorda casa, i suoi amori e prega dentro di sè di tornare in quei luoghi, sano e salvo; anche in "Sang Et Cendre" parliamo sempre del guerriero, stanco di combattere. I DePookan partono dalla musica celtica, è il luogo dove siamo nati per così dire, poi però sperimentiamo, contaminiamo con altri strumenti e l'uso dell'elettronica, ma sempre da lì partiamo.

Nel disco il futuro sembra arrivare come una forma distopica di rinascita. Cioè si risorge dalle ceneri a nuove forme “primitive”, antiche… avete anche immaginato scenari simili?
Si certo; "il nuovo" arriva sempre dopo una catarsi, un'immersione totale in un silenzio, fatto di cenere e terra, certo, può dare le vertigini, occorre coraggio, ma da li' si può solo "rinascere" questi momenti sono estremamente preziosi, segnano nuove possibilità, nuovi passaggi, nuovi noi.

Nel suono tantissimo rock, c’è del progressive… io oserei citare anche radici lontanissime di jazz… i DePookan, musicalmente parlando, da dove arrivano?
I DePookan arrivano dalla musica fatta di tanti generi, cioè i nostri ascolti non sono in una sola direzione; tutta la musica è bella se è buona musica; per buona musica, personalmente intendo quella fatta con il cuore; se mi vengono i brividi , bè ecco quella per me è buona musica; come diceva (citando un famoso trombettista Jazz, Miles Davis) "non esistono note sbagliate" così è anche per noi.

Il disco sta avendo anche una vita live… in scena dobbiamo attenderci anche una direzione teatrale del suono e dei suoi protagonisti? Quindi costumi o altro?
Si è così, lo abbiamo presentato il 15 Novembre in Live. Amiamo essere minimali nello stile, possono esserci piccoli cambi di abito ma non costumi o quant'altro; lasciamo parlare la voce e la musica nel nostro concerto.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 20 Novembre 2025 12:41 )  

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