DEApress

Tuesday
Jun 09th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Sanremo è Sanremo

E-mail Stampa PDF

Quando finisce un Festival di Sanremo si rimane sempre come quando finiscono le feste, oppure se ne va una cara persona. Si rimane un pochino privi di una abitudine, o forse di una consuetudine. Certo è che Sanremo rimane sempre come una antica abitudine di tutti i tempi e di tutti i giorni. Difficile dire se nel corso del tempo questo bradipo musicale ha in qualche modo fatto un passaggio evolutivo. A sentire le canzoni di quest'anno si rimane all'incirca titubanti. Di un senso che forse non esiste più. Quello di una specie di canzone romantica o tardo romantica. Ma aggiungiamo anche quello della musica d'autore o tardo autoriale. Questo lascia perplessi, soprattutto perchè c'è tanto di sentito come è ovvio. Dopo più di 70 anni, una kermesse del genere non è che spesso l'immagine rarefatta di se stessa. Pertanto se vince il classical napolitano di Sal Da Vinci è proprio perchè siamo nell'onda di ritorno del tardo romanticismo.Melodico. Molto. Ma non solo il buon Da Vinci che fa questo da sempre nella sua coerenza, stupisce che Arisa, dotata di qualità non tanto italiche ma american style, non abbia osato con una canzone più adatta alle sue corde. Ovvero con una canzone che riprendesse quello swing primario, o anche quel suo personalissimo romanticismo un pò jazz che ha cantato in passato. Ma anche la Brancale è come se avesse voluto cambiare strada, prendendo quella che forse non è proprio nella sua definizione di vocalist pura e black. A parte ciò la messa di giovani fa tanto di doposcuola serale, di una forza insistente fra un melodismo generazionale ed una catena di luoghi comuni. Ve bene, ma si sa, Sanremo è il festival della canzone italiana. Ma come spesso succede rimane solo un'ombra della canzone del nostro paese. Rivedere facce stanche che avrebbero fatto meglio a stare a casa, non accorgersi di Patty Pravo sempre in linea con la sua lieve bellezza, concentrarsi su balletti e coretti ha reso questo festival alquanto antico. Su tutti però Ditonellapiaga ha fatto quello che pochi fanno durante le fiere, ha creato il mito dell'insuccesso. Infatti la sua canzone era destinata all'insuccesso, al mito stesso di esso. Ma lei con la grande ironia e professionalità che mantiene, ha fatto dell'insuccesso l'esatto contrario. Non poteva vincere, è già tanto che sia arrivata terza. Però che dire. Il Sanremo che vorremmo dovrebbe essere proprio così con tanti insuccessi, con tante canzoni che non abbiano la scontatissima linea melodica, quelle liriche di polverose licenze musicali. Il Festival che sarebbe incredibile sarebbe quello che portasse in se tanta impronta jazz. Tanto color da song. L'unico momento jazz vero e proprio è stato quello di Ditonellapiaga che assieme ad un vero crooner qual'e Tony Pitoni è riuscita a tingere di blu il festival di Sanremo. Meritandosi il premio per la migliore cover. Va bene siamo italiani, siamo romantici e mammoni (quante mamme quest'anno dietro ai figli) ma siamo anche quelli che hanno avuto autori come Bindi, Tenco, Jannacci, Dalla e via scrivendo. Ecco oggi sembra che proprio il tardo romanticismo di questo festivale, ci faccia sentire che la lezione di tanti autori si sia un pochino smmarrita. Il festival che vorremmo dovrebbe avere anche questa imprescindibile memoria. Ma i tentativi fatti quest'anno di pseudo cantautorato hanno fatto rimpiangere il passato. Forse si e forse no. Ma una cosa è certa: Sanremo è Sanremo. Per buona pace di Pippo Baudo!

Share

 

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

DEAPRESS . 08 Giugno 2026
Lehbib Mohamed Abdelaziz Mohamed,  comandante di una regione militare saharawi è caduto martire insieme a due suoi compagni in un attacco di drone marocchino. Che riposino in pace. Alle loro famiglie, ai loro parenti e ai loro cari rivolgiamo ...
Antonio Desideri . 07 Giugno 2026
C’è un uomo in sella a un cavallo che galoppa all’impazzata, come se avesse qualcosa di urgentissimo da fare all’arrivo. Un passante, fermo sul ciglio della strada, lo vede passare e gli grida dietro: «Dove stai andando, così di fretta?». L’uomo si v...
Silvana Grippi . 07 Giugno 2026
La guerra dei dromi colpisce un'altra area calda. L'autodeterminazione del popolo saharawi nuovamente in pericolo. E' arrivata una notizia destabilizzante e ci domandiamo: Perché Lehbid Mohamed Abdelaziz è stato colpito da un drone marocchi...
Silvana Grippi . 07 Giugno 2026
L'Albania insorge per il futuro   E tutto alla fine converge 1. E' chiamata la rivoluzione dei fenicotteri, perchè l'intera Albania insorge da giorni per il progetto di un resort di lusso che distruggerebbe l'ecosistema e la biodiversit...
Silvana Grippi . 07 Giugno 2026
Centro socio-culturale D.E.A. (Didattica Espressione Ambiente) XIV CONCORSO FANZINE Libera l’iDEA Progetto inserito nel programma di ricerca “comunicazione visiva e espressione gestuale con l’uso di nuovi mezzi espressivi” Attivo dal 1995 SEZI...
DEAPRESS . 07 Giugno 2026
Didattica-Espressione-Ambiente Corsi-Laboratori-Seminari  VIA ALFANI 65/R - FIRENZE   WWW.DEAPRESS.COM-  Email redazione@deapress.com   4 Incontri giorno e orari della settimana da stabilire Acquerelloterapia CANVA Cr...
DEAPRESS . 07 Giugno 2026
L FESTIVAL NAZIONALE  DEI TAROCCHI E' DI SCENA A MONTECATINI TERME    Artcolo di Cristina Fontanelli -   A Montecatini Terme sta proseguendo con successo di pubblico il Festival dei Tarocchi, suggestiva iniziativa culturale or...
DEAPRESS . 06 Giugno 2026
 Il corrispondente un pò perso   Sì, ho già detto che sono stato circa un mese in Italia. Mi ripeterò perché parlerò di nuevo di “Perro” Sánchez e i suoi trucchi di magia. Ho sentito spesso parlare bene di lui in Italia. No...
Silvana Grippi . 03 Giugno 2026
Cosenza luogo di sfruttamento - Ma come si può uccidere quattro lavoratori immigrati . È barbarie

Galleria DEA su YouTube