DEApress

Friday
May 08th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Sanremo è Sanremo

E-mail Stampa PDF

Quando finisce un Festival di Sanremo si rimane sempre come quando finiscono le feste, oppure se ne va una cara persona. Si rimane un pochino privi di una abitudine, o forse di una consuetudine. Certo è che Sanremo rimane sempre come una antica abitudine di tutti i tempi e di tutti i giorni. Difficile dire se nel corso del tempo questo bradipo musicale ha in qualche modo fatto un passaggio evolutivo. A sentire le canzoni di quest'anno si rimane all'incirca titubanti. Di un senso che forse non esiste più. Quello di una specie di canzone romantica o tardo romantica. Ma aggiungiamo anche quello della musica d'autore o tardo autoriale. Questo lascia perplessi, soprattutto perchè c'è tanto di sentito come è ovvio. Dopo più di 70 anni, una kermesse del genere non è che spesso l'immagine rarefatta di se stessa. Pertanto se vince il classical napolitano di Sal Da Vinci è proprio perchè siamo nell'onda di ritorno del tardo romanticismo.Melodico. Molto. Ma non solo il buon Da Vinci che fa questo da sempre nella sua coerenza, stupisce che Arisa, dotata di qualità non tanto italiche ma american style, non abbia osato con una canzone più adatta alle sue corde. Ovvero con una canzone che riprendesse quello swing primario, o anche quel suo personalissimo romanticismo un pò jazz che ha cantato in passato. Ma anche la Brancale è come se avesse voluto cambiare strada, prendendo quella che forse non è proprio nella sua definizione di vocalist pura e black. A parte ciò la messa di giovani fa tanto di doposcuola serale, di una forza insistente fra un melodismo generazionale ed una catena di luoghi comuni. Ve bene, ma si sa, Sanremo è il festival della canzone italiana. Ma come spesso succede rimane solo un'ombra della canzone del nostro paese. Rivedere facce stanche che avrebbero fatto meglio a stare a casa, non accorgersi di Patty Pravo sempre in linea con la sua lieve bellezza, concentrarsi su balletti e coretti ha reso questo festival alquanto antico. Su tutti però Ditonellapiaga ha fatto quello che pochi fanno durante le fiere, ha creato il mito dell'insuccesso. Infatti la sua canzone era destinata all'insuccesso, al mito stesso di esso. Ma lei con la grande ironia e professionalità che mantiene, ha fatto dell'insuccesso l'esatto contrario. Non poteva vincere, è già tanto che sia arrivata terza. Però che dire. Il Sanremo che vorremmo dovrebbe essere proprio così con tanti insuccessi, con tante canzoni che non abbiano la scontatissima linea melodica, quelle liriche di polverose licenze musicali. Il Festival che sarebbe incredibile sarebbe quello che portasse in se tanta impronta jazz. Tanto color da song. L'unico momento jazz vero e proprio è stato quello di Ditonellapiaga che assieme ad un vero crooner qual'e Tony Pitoni è riuscita a tingere di blu il festival di Sanremo. Meritandosi il premio per la migliore cover. Va bene siamo italiani, siamo romantici e mammoni (quante mamme quest'anno dietro ai figli) ma siamo anche quelli che hanno avuto autori come Bindi, Tenco, Jannacci, Dalla e via scrivendo. Ecco oggi sembra che proprio il tardo romanticismo di questo festivale, ci faccia sentire che la lezione di tanti autori si sia un pochino smmarrita. Il festival che vorremmo dovrebbe avere anche questa imprescindibile memoria. Ma i tentativi fatti quest'anno di pseudo cantautorato hanno fatto rimpiangere il passato. Forse si e forse no. Ma una cosa è certa: Sanremo è Sanremo. Per buona pace di Pippo Baudo!

Share

 

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Silvana Grippi . 08 Maggio 2026
    Siamo lieti di condividere con voi un breve recap dell’inaugurazione della mostra fotografica “Aurelio Amendola – David di Michelangelo e Andy Warhol”, ospitata presso l’Open Space Galleria Immaginaria.L’evento si è svolto...
Silvana Grippi . 08 Maggio 2026
L'artista Salvatore Marti si presenta fin da giovane con opere di pittura che riflettono la sua origine pugliese ma successivamente approfondisce settori artistici che riflettono una progettualità in linea con i tempi. Egli passa da una fase di espre...
DEAPRESS . 06 Maggio 2026
Didattica-Espressione-Ambiente Corsi-Laboratori-Seminari  VIA ALFANI 65/R - FIRENZE WWW.DEAPRESS.COM- Email redazione@deapress.com   4 Incontri giorno e orari della settimana da stabilire Acquerelloterapia CANVA Crea il tu...
Silvana Grippi . 06 Maggio 2026
    Gianni Silvestri, è stato un amico che ho conosciuto negli anni ottanta quando studiava Scienze geologiche ed ho seguito i suoi lavori e la sua crescita artistica. Le sue personali e collettive hanno avuto come progetto comune la r...
Silvio Terenzi . 06 Maggio 2026
Salvario"Fragili Meravigliose Città" Ascoltalo on Spotify Il dietro le quinte del grande rumore di città. Il frstuono di infinite singolarità. Qui trova la pace il suono nuovo di Salvario, un disco che rtroviamo anche in vinile, scritture d...
Luca Vitali Rosati . 06 Maggio 2026
    Impressioni su Pratolini - Raramente ho trovato – nella mia vita di studioso, di lettore – affinità tali da rendermi “simpatico” un artista, ancor prima di leggere quello che aveva effettivamente scritto. E non solo per una...
simone fierucci . 05 Maggio 2026
Il Governo Meloni “privatizza” gli sfratti e alla macelleria sociale che si abbatterà sulle città serve una grande risposta sociale e democratica. La segretaria nazionale dell’Unione Inquilini, Silvia Paoluzzi, spiega: Questo DDL rappresenta u...
simone fierucci . 05 Maggio 2026
Anatomia di un Primo Maggio rovesciato. Come il decreto Meloni regala un miliardo alle imprese, svuota l’articolo 36 della Costituzione, dimentica i morti sul lavoro e premia chi non firma i contratti.   dossier di Mario Sommella   Es...
Silvana Grippi . 05 Maggio 2026
Pino Gori è un artista poliedrico che cerca di mescolare il sociale con l'arte e tende a costruire un piano di ricerca avanzata con l' interpretazione del concetto di pittura e trasformandolo  in linguaggio per poi comunicare la propria passione...

Galleria DEA su YouTube