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Matteo: tutti mobilitati per il trapianto

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Matteo 1 matteo2

 

D D come D Day, o come Divertimento e Donazione, non di denari, ormai di denari ne sono rimasti pochi a tutti! Quello che hanno chiesto a Novellara gli organizzatori di una bella festa non è stato soldi, ma di pensare a diventare donatori di sangue e di midollo osseo.
Tutto nasce dalla storia, a lieto fine, di un piccolo bimbo di nome Matteo. Matteo si ammala di una rara malattia genetica del sistema immunitario, di quelle davvero rare che ancora non hanno neppure un nome vero ma in codice X-CGD, i medici dicono che per guarire è necessario un trapianto di midollo osseo, i genitori ed il fratello Lorezo non sono compatibili, allora serve un donatore non familiare per cui è necessario attingere alla rete delle banche dati interconnesse a livello mondiale. Dopo qualche tempo dalla ricerca i computer selezionano tre potenziali donatori. Ma, ahinoi, dopo qualche giorno i donatori non risultano più disponibili. Il sistema delle banche dati non da ulteriori spiegazioni, invia solo un freddo messaggio telematico, il donatore non è più disponibile. Arrangiatevi! Com’è possibile che dei donatori che potevano salvare la vita a Matteo si siano resi indisponibili? E soprattutto perché nessuno fornice a questa mamma ed a questo papà, gettati dalla speranza allo sconforto più totale, una spiegazione?

Però i genitori di Matteo seppur abbattuti da questa terribile notizia, non si danno per vinti, tentano l’ultima carta. Una terapia sperimentale di tipo genico. Per sottoporre Matteo a questa terapia sperimentale è però necessario trasferirsi a Londra. Lo fanno! Quando stanno per sottoporre Matteo al primo trattamento, i medici dell’ospedale Inglese fanno un ultimo disperato tentativo di trovare un donatore sul circuito mondiale. In effetti lo trovano, questa volta disponibile. Che i computer d’oltre manica abbiano connessioni preferenziali rispetto a quelli italiani? Non importa, adesso l’importante è non perdere per Matteo l’opportunità di vita. Allora si ritorna  a Roma, si fanno tutte le procedure e anche il trapianto, finalmente!


Siamo a poco più di cento giorni dal trapianto e il decorso è buono, allora la famiglia di Matteo, decide di fare una grande festa! Una festa per la buona sorte che, nonostante le vicissitudini, alla fine ha avuto Matteo, ma anche un momento d’incontro tra tanta gente perché si possa parlare di donazione e perché si possa fare in modo che le vicissitudini capitate sulla strada di Matteo, come il trovare dei donatori che poi non sono più disponibili, non debbano capitare a nessun altro!


Matteo con il papà Enrico e la mamma Serena ed il fratello Lorenzo sono di Novellara paese dell’emiliano, e la piccola comunità risponde molto bene all’invito della famiglia che ha anche creato un gruppo facebook, che si chiama unmidollopermatteo, a cui si sono iscritti in poco tempo circa 4000 persone. Per fare bene la parte informativa sulla donazione del midollo c’è AVIS e ADMO Reggio Emilia, che sono specialisti nella diffusione della cultura della donazione, e che con l'instancabile Federica Biasion ha dato un bell'aiuto alla riuscita della festa!  ADMO Reggio Emilia ha sostenuto Matteo e la sua famiglia fin dai primi momenti della malattia e delle prime uscite pubbliche. A questo punto perché la festa sia completa servirebbe qualche attrazione, ed ecco che il cuore solidale dell’Italia prende forma. Si aggregano subito i “Ma noi no” gruppo musicale cover band dei Nomadi, e poi gli spericolati DABOOT, che con le loro acrobazie sulle moto hanno tenuto tutti col naso all’insù e col fiato sospeso, e poi i supereroi di edilizia acrobatica, e lo scultore del legno arrivato dal Trentino ed anche il concerto di campane! E per ogni bella festa ci vuole una bella cena, non è mancata, una ottima grigliata di carne messa in piedi da un eccellente gruppo di cucina! Ed ad armonizzare tutto staff organizzativi riconoscibili da magliette colorate che erano sempre pronti ad intervenire per qualsiasi necessità.
Lo slogan della giornata era #insiemesipuò Mai fu più azzeccato! Insieme, con un aiuto più o meno grande si può organizzare una grande festa, ma soprattutto si può provare a trovare tanti donatori per abbattere quel muro di 1 a 100.000 che oggi rappresenta la possibilità di trovare un donatore per un ammalato che fiducioso attende!

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 29 Maggio 2017 09:57 )  

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